Classifica Censis area geo-biologica atenei privati 2016

Il top per i corsi di laurea dell’area Geo-biologica è l’Università di Urbino, che – con 98,2 punti di media – ottiene il primo posto nella classifica Censis-Repubblica 2013, precedendo la coppia formata dall’Università di Bologna e da quella di Genova, seconde a pari merito con un punteggio pari a 96,6. Un gradino più in basso si è piazzata, invece, l’Università di Camerino (96,4).

Nelle posizioni successive della classifica Censis per l’area Geo-biologica 2013 sono finite, nell’ordine, la Statale di Milano (94,8), Padova (92,8), Perugia (92,6), Trieste (92,1), Torino (91,8), l’Università del Salento (91,2), quella di Modena e Reggio Emilia (91,1) e gli atenei di Ferrara (88,6) e Milano-Bicocca (88,4). Il centro della classifica è occupato, invece, da Pavia (88,3), Sassari (88,1), Siena (87,7), l’Università del Sannio (86,7), quella della Tuscia (86,5) e quella di Parma (85,6).

Valutazioni meno brillanti sono state ottenute dall’Università della Calabria (85,2), da quelle di Bari (82,5) e del Piemonte Orientale (80,5), dalla “Federico II” di Napoli (79,7), da “La Sapienza” di Roma (78,6), da Firenze (77,9), Pisa (77,8) e Cagliari (77,3), dall’Università di Messina e dalla Seconda Università di Napoli (entrambe con un punteggio di 76,6). Le ultime tre posizioni della classifica Censis per l’area Geo-biologica 2013 sono andate, infine, all’Università di Palermo (75), a quella di Catania (74,9) e a quella de L’Aquila, che ha ottenuto 70,2 punti di media.

A causa dell’abolizione delle facoltà, avvenuta per effetto della legge n. 240 del 30 Dicembre 2010, la classifica Censis per l’area Geo-biologica 2013 è stata stilata sulla base della valutazione della qualità dei corsi di laurea triennali delle classi di Biotecnologie (L-2), Geografia (L-6), Scienze Biologiche (L-13), Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Natura (L-32) e Scienze Geologiche (L34) presenti nell’offerta formativa dei vari atenei pubblici italiani. I punteggi, compresi tra un minimo di 66 e un massimo di 110, rappresentano la media di quelli ottenuti nei seguenti indicatori: progressione di carriera degli studenti, rapporti internazionali, progetti di ricerca e produttività scientifica.

L’identikit del laureato dell’area Geo-biologica. L’indagine di AlmaLaurea sul profilo dei laureati di primo livello del 2012 mostra una maggiore presenza di donne (66,9 per cento del totale) e di coloro che hanno alle spalle un diploma di liceo scientifico (59,1 per cento), segnalando anche che circa 4 laureati su 10 (il 41,8 per cento) hanno completato il percorso nei tempi stabiliti, mentre gli atri hanno impiegato almeno un anno in più.

Sbocchi professionali. I laureati in discipline dell’area Geo-biologica possono lavorare in numerosi settori, tra cui quelli agro-zootecnico, medico, chimico, farmaceutico, alimentare, industriale ed edilizio, con mansioni che possono andare dall’analisi alla ricerca e dal controllo in materia di sicurezza, fino alla consulenza. Previo esame di abilitazione ed iscrizione ai rispettivi albi professionali, i laureati potranno anche esercitare le professioni di geologo e biologo.