classifica censis 2013 farmacia

L’Università di Padova è l’ateneo giusto per studiare Farmacia: questo è il responso della classifica Censis-Repubblica 2013, che le assegna 107 punti di media. Rispetto al 2012, l’ateneo veneto risale dalla terza alla prima posizione e condivide il podio con l’Università di Modena e Reggio Emilia, seconda con 105,5 punti, e quella di Torino, terza con un punteggio medio pari a 103.

Appena sotto il terzetto di testa si trovano Trieste (102,5) e Ferrara (95), l’Università “Federico II” di Napoli (94,5), gli atenei di Sassari (93,5), Pavia e Genova (ottave a pari merito con 93 punti), Bologna (91), Pisa (89) e Palermo (88,5). Le posizioni centrali della classifica Censis per l’area di Farmacia 2013 spettano, invece, agli atenei di Parma (85,5) e Camerino (85), all’Università del Piemonte Orientale (84,5), a quelle di Cagliari e della Calabria (entrambe con una media di 83), a Urbino e alla Statale di Milano (appaiate con un punteggio di 82,5).

Più in basso nella classifica Censis per l’area di Farmacia 2013 si sono collocate Perugia, Siena e Firenze, tutte e tre con 78,5 punti di media, e a seguire Catanzaro (77), Messina (75) e “La Sapienza” di Roma (73,5). Agli ultimi tre posti della graduatoria ci sono, infine, le università di Salerno e Chieti e Pescara, terzultime a pari merito con 72 punti, quella di Bari (71,5) e quella di Catania (71).

Per effetto della legge n. 240 del 30 Dicembre 2010 le facoltà sono state abolite, di conseguenza la classifica Censis per l’area di Farmacia 2013 non tiene conto di tali strutture, ma valuta la qualità – assegnando punteggi in una scala da 66 a 110 – dei corsi di laurea magistrale della classe di Farmacia e Farmacia Industriale (LM-13) proposti dai vari atenei pubblici italiani.

L’identikit del laureato in Farmacia. I dati dell’ultima indagine AlmaLaurea sul profilo dei laureati rivelano una netta predominanza femminile (72,1 per cento del totale) e una prevalenza di diplomati al liceo scientifico (56,6 per cento), ma segnalano anche che il 68,4 per cento dei laureati ha concluso il percorso di studi almeno un anno fuori corso.

Sbocchi professionali. Le prospettive lavorative per i laureati vanno dall’impiego presso industrie farmaceutiche per la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti o per la loro distribuzione, all’esercizio della professione – dopo il conseguimento di apposita abilitazione – presso farmacie private o ospedaliere. Un’ulteriore possibilità di impiego è rappresentata dall’inserimento nell’ambito di enti deputati al controllo e alla regolamentazione dei farmaci.