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Ultimo viaggio della Costa Concordia, l’Università di Cagliari ha monitorato i possibili sversamenti in mare

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Si è concluso da poche ore l’ultimo viaggio della Costa Concordia, gigante del mare affondato dopo essere andato a sbattere contro gli scogli sottomarini davanti all’Isola del Giglio. Un viaggio difficile, che tuttavia si è svolto nel migliore dei modi grazie anche al lavoro dell’Università di Cagliari, costantemente impegnata – insieme all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) – nel monitorare i possibili sversamenti in acqua.

Lungo le circa 200 miglia nautiche del tragitto che la Costa Concordia ha percorso per raggiungere il porto di Genova, un team del Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Clinica e Molecolare (DISPMCM) dell’Università di Cagliari guidato dal professor Mario Schintu ha misurato con tecniche all’avanguardia l’eventuale presenza di contaminanti chimici rilasciati in mare dal relitto. L’operazione, quantomai necessaria e delicata visto che l’ultimo viaggio della nave da crociera ha seguito una rotta che attraversava una zona – il cosiddetto “santuario dei delfini” – particolarmente importante dal punto di vista naturalistico, è stata condotta attraverso campionamenti passivi.

Per realizzare i campionamenti nel corso dell’ultimo viaggio della nave, gli studiosi dell’Università di Cagliari hanno posizionato degli strumenti sulla poppa della Costa Concordia e anche in una barca a vela appartenente all’Osservatorio dei cetacei. Il lavoro di monitoraggio della contaminazione ambientale ha coinvolto anche un altro ateneo, l’Università Politecnica delle Marche, che è stata impegnata nelle analisi sulle reste di mitili (cozze) che erano state posizionate intorno al relitto davanti all’Isola del Giglio per verificare l’eventuale presenza di sversamenti di idrocarburi.

Per il momento, le autorità hanno fatto sapere che non ci sarebbero state contaminazioni. L’ultimo viaggio della nave da crociera naufragata il 13 gennaio 2012, operazione ad alto rischio che aveva scatenato anche le preoccupazioni della Francia (visto che la rotta della Costa Concordia passava vicino alla Corsica), apparentemente è stato un successo. Nulla, però, potrà mai cancellare le 32 vittime e i 110 feriti del disastro di quella terribile serata.

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