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Laurea in Sviluppo e cooperazione internazionale

da | Ott 2022 | Orientamento universitario | 0 commenti

Chi è animato da uno spirito umanitario e solidale potrà trovare nella laurea in Sviluppo e cooperazione internazionale il corso che più gli si addice. Ma non solo, perché studiare Sviluppo e cooperazione internazionale non significa intraprendere un percorso che prepara a una carriera nel settore della beneficienza e del volontariato.

Questo indirizzo di studi, infatti, fornisce una conoscenza approfondita di diverse aree geografiche, delle loro culture e delle loro leggi e istituzioni. Un bagaglio prezioso che può essere utilizzato anche per occuparsi di diplomazia e relazioni internazionali.

Inoltre, tra le tematiche affrontate nel corso degli studi non ci sono solo quelle relative alle migrazioni e alla lotta alla povertà. Uno spazio fondamentale è riservato anche allo sviluppo politico-istituzionale, a quello delle politiche sociali e alla tutela dei diritti umani nelle zone del mondo dove essi non sono garantiti.

Con la laurea in Sviluppo e cooperazione internazionale ci si può occupare pure di progetti educativi transnazionali, di inclusione e integrazione o di sostegno all’imprenditoria femminile nei paesi in via di sviluppo.

Per queste ragioni, si tratta di un percorso di studi altamente interdisciplinare e molto stimolante sul piano culturale.

Laurea in Sviluppo e cooperazione internazionale: le tipologie di corsi

Dopo il diploma, per conseguire una laurea in Sviluppo e cooperazione internazionale di primo livello ci si può iscrivere a uno dei percorsi di studi triennali afferenti alla classe di Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace (L-37).

Il numero di università che include questa proposta nella propria offerta formativa è limitato. Si tratta, infatti, di una decina gli atenei. L’accesso ai corsi, tuttavia, è quasi ovunque libero.

Una volta completato il percorso triennale, si può scegliere di proseguire il percorso accademico con uno dei corsi di laurea magistrale afferenti alla classe di Scienze per la cooperazione allo sviluppo (LM-81).

In questo caso, il ventaglio di opzioni è più ampio. Gli atenei a cui potersi iscrivere per una laurea di secondo livello in Sviluppo e cooperazione internazionale sono un po’ più numerosi.

Anche nel caso dei percorsi magistrali, per lo più vige l’accesso libero.

Per iscriversi ai corsi di laurea magistrale della classe LM-81 non occorre necessariamente aver conseguito una triennale appartenente alla classe L-37. Nella maggior parte delle università è consentita, infatti, l’immatricolazione anche a chi ha studiato, ad esempio, Lingue, Scienze politiche o Scienze sociali.

Laurea in Sviluppo e cooperazione internazionale: cosa si studia

I piani di studio dei corsi di laurea in Sviluppo e cooperazione internazionale abbracciano una pluralità di discipline di vari settori.

Le materie affrontate spaziano da quelle dell’area economica a quelle storiche, passando per quelle giuridiche, antropologiche, geografiche, psicologiche e sociali. Questo per consentire agli studenti di poter acquisire un ampio bagaglio di competenze trasversali. Le quali sono imprescindibili per affrontare la complessità della definizione e attuazione di campagne e piani di intervento che interessano aree geografiche e/o culture differenti e coinvolgono vari settori.

Gli insegnamenti principali

Tra gli esami del ramo economico e statistico inclusi nel percorso didattico ci sono:

  • Economia politica;
  • Politica economica;
  • Scienza delle finanze;
  • Economia applicata;
  • Statistica;
  • Demografia;
  • Statistica economica;
  • Statistica sociale.

Per quanto riguarda le discipline storiche, invece, si studiano Storia moderna, Storia contemporanea e Storia delle relazioni internazionali. Uno spazio rilevante è riservato poi alla storia di specifiche aree geografiche. In particolare, ci si sofferma su Storia dei paesi islamici, Storia dell’Europa orientale, Storia e istituzioni delle Americhe, Storia e istituzioni dell’Africa e Storia e istituzioni dell’Asia.

I corsi di laurea in Sviluppo e cooperazione internazionale comprendono anche insegnamenti di area geografica, antropologica e psicologica con esami quali:

  • Geografia;
  • Geografia economico-politica;
  • Discipline demoetnoantropologiche;
  • Psicologia sociale;
  • Psicologia del lavoro e delle organizzazioni.

Di fondamentale importanza sono pure materie di ambito sociologico tra cui Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Sociologia dell’ambiente e del territorio, Sociologia generale e Sociologia dei processi economici e del lavoro. Sempre nello stesso settore ci si avvicina anche alla sociologia dei fenomeni politici e a quella giuridica e della devianza.

Tra le discipline giuridiche e politologiche, invece, si approfondiscono: Diritto privato, Diritto privato comparato, Istituzioni di diritto pubblico, Diritto pubblico comparato e Scienza politica. Senza tralasciare materie giuridiche come Diritto internazionale e Diritto dell’Unione europea.

Per fornire agli studenti le necessarie competenze linguistiche, i piani didattici della laurea di primo e secondo livello in Sviluppo e cooperazione internazionale prevedono, inoltre, lo studio di una o più lingue straniere.

Non sono tralasciate nemmeno le conoscenze informatiche, che sono trasmesse attraverso appositi insegnamenti ed esami.

Un periodo di tirocinio o di stage pre-laurea obbligatorio serve a completare la formazione degli studenti, aiutandoli a familiarizzare col mondo del lavoro.

Gli sbocchi professionali

La laurea in Sviluppo e cooperazione internazionale consente di svolgere attività professionali nell’ambito di organizzazioni internazionali, ONG ed enti del terzo settore. Ma anche di inserirsi nella Pubblica amministrazione e negli enti locali o nelle istituzioni educative.

In questi contesti, i laureati potranno occuparsi di studio e definizione di progetti relativi non solo alla cooperazione allo sviluppo. Tra le tematiche di cui possono interessarsi c’è, infatti, quella delle migrazioni, specie per quanto riguarda l’accoglienza, l’integrazione e le politiche d’inclusione di migranti e rifugiati. Inoltre, possono pianificare e attuare campagne e interventi in difesa dei diritti umani.

Previo superamento del relativo concorso pubblico, la laurea in Sviluppo e cooperazione internazionale permette anche di accedere alla carriera diplomatica.

Clicca qui per scoprire quali sono le università italiane che offrono il corso di laurea in Sviluppo e cooperazione internazionale

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