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Il MIT guida la classifica QS World Ranking 2015. Nessuna italiana tra le prime 100

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Dalla classifica QS World Ranking 2015 arrivano una serie di conferme. La prima è che il MIT di Boston (USA) è ancora la migliore università al mondo e che, in generale, il dominio spetta alle istituzioni angloamericane. La seconda è che gli atenei italiani arrancano, restando un’altra volta fuori dalla top 100.

La graduatoria stilata annualmente dall’agenzia Quacquarelli Symonds è giunta alla sua dodicesima edizione e stavolta assegna l’alloro di miglior università italiana al Politecnico di Milano, che si piazza al 187esimo posto. In tutto nella classifica QS World Ranking 2015 sono presenti ventisei atenei italiani, lo stesso numero totalizzato nel 2014, ma la performance complessiva del nostro Paese è inferiore rispetto a dodici mesi fa, con solo tre università tra le prime 300 (l’anno passato furono esattamente il doppio).

La classifica QS World Ranking 2015 è stilata sulla base della valutazione dei seguenti criteri: reputazione accademica (che pesa sul punteggio per il 40 per cento), il giudizio di datori di lavoro e head hunter (10 per cento), il rapporto tra numero dei docenti e numero degli studenti (20 per cento), il numero di citazioni per docente (20 per cento), la percentuale di studenti stranieri (5 per cento) e di docenti internazionali (5 per cento).

In base a questi indicatori, per la quarta volta consecutiva la prima della classe è il MIT, cui fanno compagnia sul podio Harvard, seconda, Cambridge e Stanford, che condividono il terzo posto della classifica QS World Ranking 2015.

Come detto, la prima delle italiane è il PoliMi, che fa il proprio ingresso per la prima volta nella top 200, guadagnando la bellezza di 42 posizioni rispetto al 2014. Per trovare un’altra istituzione italiana bisogna scendere fino alla 204esima posizione della classifica QS World Ranking 2015, dove si è piazzata Bologna. Per l’Alma Mater la performance è di segno opposto rispetto a quella del Politecnico di Milano, visto che ha registrato un crollo di ben 76 posti. Scende anche La Sapienza, che passa dal 202esimo posto al 213esimo. Segno meno anche per l’Università degli Studi di Milano (306esima, -77 posti), per Padova (309esima, -47), per Pisa (367esima, -122). Fa un cospicuo balzo in avanti, invece, il Politecnico di Torino (314esima, +80 posizioni).

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