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Sciopero degli esami sessione estiva 2018, la Commissione di garanzia dichiara legittima la mobilitazione

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Lo sciopero degli esami della sessione estiva 2018 annunciato dai docenti universitari lo scorso febbraio si potrà fare. L’ha stabilito la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, che ha dato il via libera alla mobilitazione. La decisione della commissione di dichiarare legittima la protesta dei professori scontenta gli studenti, che potrebbero veder sfumare uno degli appelli previsti nei mesi di giugno e luglio.

I firmatari del documento con il quale è stato proclamato lo sciopero degli esami sono oltre 6.800, ma le adesioni al blocco potrebbero essere molte di più. La lettera che annunciò la precedente mobilitazione, infatti, fu sottoscritta da 5.444 professori, ma furono 10.580 i docenti e ricercatori che fecero saltare uno degli appelli previsti per la sessione autunnale del 2017.

Sciopero degli esami legittimo purché si garantiscano almeno 5 appelli totali

La Commissione di garanzia ha approvato la mobilitazione dei docenti, ponendo un’unica condizione: che si garantisca lo svolgimento di almeno 5 appelli nel corso dell’anno accademico. Nelle sedi universitarie in cui a causa dello sciopero degli esami ciò non fosse possibile si dovrà provvedere a effettuare un appello straordinario per recuperare quello perso.

La condizione imposta dalla commissione è volta a tutelare gli studenti. Nel documento redatto dall’organo di garanzia, infatti, si legge: “il godimento del diritto all’istruzione universitaria nel suo contenuto essenziale è assicurato anche dalla garanzia di un numero di appelli tale da non pregiudicare l’obiettivo primario del conseguimento da parte dello studente del diploma di laurea nei tempi previsti, senza subire incolpevolmente alcun ritardo che potrebbe pregiudicarne l’inserimento nel mercato del lavoro”.

Il parere della commissione scontenta le associazioni studentesche

La legittimazione dello sciopero degli esami per la sessione estiva 2018 è stata accolta con sconforto dalle associazioni studentesche. Le quali fin dall’annuncio della mobilitazione hanno sottolineato i problemi che la perdita di un appello nei mesi di giugno e luglio comporta per chi ha bisogno di accumulare i crediti necessari all’ottenimento delle borse di studio. Gli studenti non hanno gradito la forma di protesta scelta, richiamando l’attenzione sul fatto che lo sciopero degli esami possa tramutarsi in un boomerang. Mobilitazioni di questa natura, infatti, rischiano di spaccare un fronte che, se unito, potrebbe avere una forza di pressione ben maggiore.

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