Home News Cronaca Sessione estiva 2018, i professori annunciano un nuovo sciopero degli esami

Sessione estiva 2018, i professori annunciano un nuovo sciopero degli esami

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Con ogni probabilità, anche nella sessione estiva 2018 salterà un appello. Sono già 6.800, infatti, i docenti e i ricercatori che hanno firmato la lettera che annuncia un nuovo sciopero degli esami per il periodo compreso tra il 1° giugno e il 31 luglio prossimi. Il motivo della mobilitazione deriva dall’insoddisfazione nei confronti della risposta che il governo ha fornito alle rivendicazioni avanzate. Dal punto di vista dei professori, la legge di stabilità non ha del tutto risolto la questione del riconoscimento degli scatti stipendiali. Né l’esecutivo si è occupato sufficientemente di altri punti critici, come il diritto allo studio e il reclutamento di nuovi docenti ordinari e associati.

Come già accaduto in occasione del primo blocco, i professori si impegnano a garantire almeno un appello, oltre ad assicurare che saranno disponibili a tenere esami straordinari ad hoc per laureandi e studenti che partecipano al programma Erasmus.

Le adesioni allo sciopero degli esami potrebbero essere 11mila

La lettera che annuncia la mobilitazione e spiega i motivi della protesta è stata consegnata al ministro Valeria Fedeli alcuni giorni fa. Fino a oggi l’hanno firmata in 6.800, ma si presume che il numero delle adesioni possa aumentare significativamente. In base a quanto avvenuto in occasione del primo blocco degli appelli, al quale presero parte 10.580 tra ricercatori e docenti, si ipotizza che i firmatari potrebbero salire fino a quota 11mila.

La mobilitazione di docenti e ricercatori rischia di mettere in seria difficoltà gli studenti, che hanno lanciato una petizione online per scongiurarla.

I motivi della protesta

Rispetto al precedente sciopero degli esami, questa volta non si protesterà solo per gli scatti stipendiali. La nuova piattaforma, infatti, riguarda anche il diritto allo studio e i concorsi. I firmatari della lettera chiedono che siano stanziati 80 milioni di euro per concedere borse di studio ai meritevoli e che siano sbloccate le assunzioni di docenti e ricercatori, superando la logica dei punti-organico. In particolare, si chiede che siano banditi concorsi per l’assunzione di 6mila professori associati e 14mila ricercatori a tempo indeterminato, oltre a 4mila professori ordinari e altrettanti ricercatori a tempo determinato.

Sul piano degli scatti stipendiali, si chiede che lo sblocco parta dal primo gennaio 2015 e non dal primo gennaio 2016, come ha disposto la legge di stabilità 2018. I docenti puntano, inoltre, a ottenere il riconoscimento giuridico degli anni compresi tra il 2011 e il 2014 , come è avvenuto per tutti gli altri dipendenti pubblici.

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