test ammissione 2012 oggi veterinaria

Sui banchi d’esame siedono oggi gli aspiranti medici veterinari. Nei vari atenei interessati infatti si sono trovati i diplomati di tutta Italia pronti a tentare l’ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso attraverso il test d’ingresso.

La prova è iniziata alle 11.00 con un tempo massimo di due ore entro cui gli studenti devono risolvere 80 quesiti a risposta multipla così ripartiti: 25 domande di chimica, 23 di cultura generale e ragionamento logico, 20 di biologia e 12 di fisica e matematica.Potrà iscriversi ai corsi solo chi raggiungerà la soglia minima di 20 punti e si classificherà in posizione utile nella graduatoria. I posti disponibili sono in tutto appena 918, molti meno degli aspiranti, ed è chiaro che anche in questo caso saranno moltissimi gli esclusi.

Alcuni atenei in via sperimentale sono stati aggregati a livello territoriale: nello specifico, per i corsi di laurea in Medicina veterinaria l’ateneo di Bologna è stato raggruppato con quelli di Milano, Parma e Padova, l’ateneo di Teramo invece con quello di Camerino. I risultati dei test di ammissione delle diverse sedi saranno raccolti in un unico elenco per ciascun gruppo, dal quale emergeranno gli studenti ammessi. L’aggregazione delle graduatorie è pensata dal MIUR per placare almeno in parte le polemiche, garantendo maggiore uniformità nel punteggio utile per l’immatricolazione nelle varie università. Con questo sistema, infatti, non dovrebbe più accadere che gli ammessi di un ateneo possano aver ottenuto meno punti degli esclusi di un altro.

L’istituzione del numero chiuso continua in ogni caso ad attirare proteste da parte dell’Udu e del Codacons, che hanno già lanciato un appello al premier Monti e al ministro dell’istruzione affinché il test d’ammissione sia eliminato e l’accesso all’università sia libero. Il ministro Francesco Profumo ha risposto alle polemiche spiegando che l’accesso programmato ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura è regolato da una norma europea e non nazionale, facendo intendere che non è sua intenzione fare qualcosa per cambiare tale sistema.

Il Codacons da parte sua, convinto che il numero chiuso sia lesivo del diritto allo studio e alle libere professioni, ha diffidato il MIUR e attende che la Corte costituzionale si pronunci sulla incostituzionalità della prova di accesso per lanciare un’eventuale class action.

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