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Consiglio di Stato: “L’Università di Messina deve risarcire gli studenti danneggiati da irregolarità nei test di ammissione a Medicina”

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La notizia è di quelle che fanno tremare le università italiane: il Consiglio di Stato ha stabilito il diritto per gli aspiranti esclusi ai test di Medicina svoltisi all’Università di Messina e dichiarati invalidi a causa di irregolarità non solo all’iscrizione al corso di laurea presso l’ateneo siciliano, ma anche a un risarcimento dei danni. Una sentenza che crea un precedente per i migliaia di ricorsi contro le prove di ammissione dello scorso aprile, da sommare a quelli dei test 2013.

Violazione dell’anonimato: questa l’inadempienza amministrativa per cui il Consiglio di Stato ha condannato l’Università di Messina a risarcire due studentesse bocciate ai test di Medicina qualche anno fa. Le quali, spiega la sentenza, “illegittimamente private della possibilità di iscriversi alla facoltà cui aspiravano”, hanno subito danni anche economici, “determinati dal ritardato ingresso nel mondo del lavoro con perdita di chance“. Danni quantificati dai giudici in 10mila euro, oltre alle spese legali.

La sentenza sull’affaire Messina risale allo scorso 9 giugno e apre scenari che potrebbero coinvolgere molti altri atenei. Sono tanti gli esclusi – un migliaio circa – che aspettano ancora una sentenza in merito ai propri ricorsi contro il test di Medicina 2013, e i giudici potrebbero stabilire anche per ognuno di loro un risarcimento da 10mila euro. Secondo il tar di Palermo, infatti, l’anonimato non sarebbe stato garantito a causa della modalità di identificazione dei candidati prevista dal Miur, che tra quel pasticcio e il caos bonus maturità decise di optare per una sanatoria, col ripescaggio di 2mila aspiranti matricole.

Se così fosse, la spesa per le università italiane arriverebbe a niente meno che 15 milioni. E non è tutto, perché potrebbero sommarsi anche i ricorsi degli esclusi del 2014. Per l’Unione degli Universitari (Udu), che ha patrocinato l’azione contro l’Università di Messina, “il principio è rivoluzionario, ma a lume di buon senso. Allo stato, al risarcimento potranno accedere tutti coloro che hanno ottenuto di accedere al corso di laurea con uno o più anni di ritardo tramite sentenza e i candidati che hanno partecipato al test del 2013, invalido per disposizione ministeriale, e ancora non ammessi dai giudici”.

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