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Il piano B di chi non ce l’ha fatta: per studiare Medicina o Odontoiatria adesso si va anche a San Marino o a Chiasso

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Albania e Romania? Non solo. Tra le nuove mete estere per gli aspiranti camici bianchi adesso ci sono anche San Marino e Chiasso (Svizzera). Benché si parli sempre più concretamente di abolizione del test di ammissione a Medicina dal 2015, chi in primavera non è riuscito ad assicurarsi la possibilità di immatricolarsi per l’anno accademico che sta per iniziare potrebbe non voler aspettare ancora dodici mesi per realizzare il proprio sogno e optare per l’iscrizione a un ateneo al di fuori dei nostri confini.

Se un tempo le destinazioni più gettonate per aggirare la tagliola dei test di ammissione erano quelle dell’Est, adesso si aggiungono due nuove alternative decisamente più vicine dal punto di vista geografico. Una è la Repubblica di San Marino, l’altra è la città svizzera di Chiasso, appena oltre il confine italiano. L’interesse per mete come la Bulgaria, la Romania e l’Albania – ma anche la Spagna – comunque permane e il numero di iscritti italiani negli atenei di questi paesi resta abbastanza alto.

Insomma, il ventaglio delle alternative all’estero per coloro che non rinunciano al sogno del camice bianco si amplia sempre di più. Nonostante la crisi e i costi che si devono sostenere per studiare all’estero, non sono pochi quelli che fanno le valige e, in proprio o assistiti da associazioni specializzate, vanno a studiare Medicina o Odontoiatria in paesi nei quali non è previsto il numero chiuso. Sono soprattutto gli aspiranti dentisti a scegliere questa strada, orientandosi per lo più verso la Spagna e la Romania.

Intorno al fenomeno dei trasferimento all’estero per studiare all’università è cresciuto un business abbastanza fiorente, che adesso, però, rischia di ridimensionarsi fortemente se il ministro Stefania Giannini riuscirà a realizzare quanto promesso, ossia a mandare in pensione il test di ammissione a Medicina. Ma basterà la riforma a fermare l’esodo? Non è detto. Il sistema francese, quello al quale il ministro vorrebbe rifarsi, prevede infatti che lo sbarramento ci sia comunque, venendo solo posticipato al termine del primo anno. Non pochi studenti, allora, temendo di non farcela comunque a realizzare il proprio sogno, potrebbero decidere ugualmente di emigrare.

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