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Stare seduti riduce la creatività: lo dice uno studio della Washington University

da | Giu 2014 | News | 0 commenti

Stare seduti per troppo tempo riduce la creatività. L’ha scoperto la Washington University al termine di uno studio scientifico i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Social Psychological and Personality Science. Per dare sfogo alla propria “genialità” e dare il meglio di sé. specie nel proprio posto di lavoro, occorrerebbe dire addio alla sedentarietà e rimanere in piedi, specie durante le riunioni.

Tutto il contrario del modello organizzativo usuale, che costringe i lavoratori a stare ore e ore seduti dietro una scrivania e prevede meeting nei quali ci si accomoda tutti attorno a un tavolo, anche per diverse ore. Il risultato di ciò è, però, che i lavoratori hanno più possibilità di distrarsi, diventano più letargici e non esprimono a pieno la propria creatività.

Se, al contrario, si stesse in piedi, le cose cambierebbero radicalmente. Dalla ricerca svolta dalla Washington University è emerso, infatti, che la posizione eretta aumenta la concentrazione e la disponibilità a condividere le proprie idee con colleghi e superiori. Insomma, rende più semplice dare sfogo alla creatività, una qualità del singolo che si realizza pienamente se stimolata dal contatto con gli altri e dagli input che questi possono offrire.

La scoperta dei ricercatori americani è frutto di test durante i quali è stato chiesto ad alcuni volontari di lavorare uno vicino all’altro sia in piedi che da seduti, mentre attraverso dei piccoli sensori veniva misurato il loro grado di “eccitazione fisiologica”. La conclusione alla quale si è giunti è che, se stare per troppo tempo seduti riduce la creatività, le aziende “dovrebbero progettare spazi per gli uffici che facilitano il lavoro non sedentario“, come ha spiegato Andrew Knight, uno degli autori dello studio. La soluzione potrebbe essere, allora, quella di eliminare le sedie.

L’idea che la troppa sedentarietà nuoccia al “genio”, però, non è del tutto originale. In passato l’avevano già sostenuto due scrittori, Ernest Hemingway e Lewis Carroll, i quali hanno sempre preferito lavorare in piedi. E, alla luce di quanto appurato dai ricercatori, non si può più considerarlo solo un vezzo.

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