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Universitari e sostenibilità, gli italiani sono tra i più “green” al mondo

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I giovani sono molto sensibili al tema della sostenibilità ambientale. E gli italiani lo sono particolarmente. L’ha svelato un sondaggio condotto da Sodexo, che ha riguardato universitari di USA, India, Regno Unito, Spagna, Italia e Cina. I nostri studenti hanno dato prova di essere tra i più attenti all’ecologia e al rispetto del Pianeta. Quasi 3 su 4 vorrebbero addirittura che il proprio ateneo usasse solo energia proveniente da fonti rinnovabili.

Cinesi e indiani sono i più esigenti rispetto alla sostenibilità

Dei 4mila studenti universitari interpellati, quelli che hanno dimostrato di essere più esigenti riguardo alla riduzione dell’impatto ambientale generato dalle attività svolte negli atenei sono stati gli indiani. L’82 per cento di loro, infatti, vorrebbe che il proprio ateneo si votasse esclusivamente all’energia “green”. Li seguono i cinesi con l’81 per cento. Al terzo posto ci sono gli universitari italiani, che al 73 per cento hanno risposto di considerare importante che il loro ateneo faccia una scelta di sostenibilità per quanto riguarda le fonti energetiche usate.

Meno interessati all’impatto ambientale generato dalle loro università si sono dimostrati, invece, gli studenti spagnoli (69 per cento), gli inglesi (68 per cento) e soprattutto gli americani (65 per cento).

L’alto grado di consapevolezza dei nostri studenti non è una sorpresa. Del resto da anni molti atenei del nostro Paese portano avanti politiche di riduzione dell’impatto ambientale. Alle quali si affiancano anche programmi di sensibilizzazione degli studenti rispetto alla questione della sostenibilità e progetti per incentivarne il coinvolgimento nell’elaborazione di proposte per rendere i servizi universitari meno “minacciosi” per il Pianeta.

Giovani italiani attenti anche alla sostenibilità alimentare

Tra gli argomenti nei confronti dei quali i nostri universitari dimostrano maggiore attenzione c’è anche quello della sostenibilità alimentare. In merito al cibo, il 71 per cento vorrebbe che il proprio ateneo tagliasse gli sprechi riconducibili ai servizi di ristorazione universitaria. Al 31 per cento degli studenti italiani, inoltre, piacerebbe trovare nel piatto alimenti a km 0, anche a costo di spendere un po’ di più.  A non essere considerati prioritari sono, invece, gli aspetti etici legati alle prassi commerciali. Solo il 64 per cento ha dichiarato di ritenerli importanti. A differenza di americani (75 per cento) e cinesi (78 per cento), che in proposito sono molto più sensibili.

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