Home News Esperienza all'estero 110 e lode? Nel curriculum conta di più un Erasmus

110 e lode? Nel curriculum conta di più un Erasmus

48

Sul mercato del lavoro un Erasmus conta più del fantomatico 110 e lode. Proprio così, alla prova del colloquio, una laurea con il massimo dei voti potrebbe non valere poi così tanto se confrontata con una esperienza all’estero. Parola di uno che di selezioni se ne intende: Paolo Citterio, direttore del Gipd (Gruppo Intersettoriale Direttori del Personale), che così commenta sulle pagine del Corriere l’opportunità per gli studenti di passare un periodo fuori dall’Italia.

“Poco importa  – spiega Citterio – che non si abbia conquistato un voto altissimo, se ci si laurea in tempo e se si ha in più un’esperienza internazionale oltre alla propria carriera universitaria”. Una opportunità chiave dunque per battere la concorrenza nella caccia al lavoro giusto: sarà questo uno dei motivi, insieme alla voglia di divertirsi e conoscere il mondo, che spinge ogni anno tantissimi giovani di tutta Europa a partire. Sono stati 21.000 i ragazzi italiani che l’anno scorso hanno scelto di fare una esperienza all’estero, volando in Spagna (meta più gettonata), Francia, Germania e Regno Unito.

Ma anche la Turchia raccoglie sempre di più il favore degli studenti, mentre la spinta verso l’estensione del programma europeo ai paesi del Mediterraneo permetterà presto agli studenti di studiare anche in Egitto o in Marocco.  Decolla  anche il progetto Erasmus Placement, che permette agli studenti di andare all’estero per esperienze formative, sostitutive del tirocinio.

Occhi aperti dunque sulle bacheche web dei vostri atenei, per cogliere al volo uno dei prossimi bandi in uscita. E per avere tutte le informazioni del caso potreste approfittare degli Erasmus Welcome Days, giornate di informazioni in partenza proprio in questi giorni per una campagna di informazione cha farà tappa in 27 università italiane. Se poi, dopo l’Erasmus, riuscirete a portare a casa anche un 110 nei tempi di legge, diverrete di certo irresistibili agli occhi di qualsiasi direttore del personale.

In occasione dei 25 anni del progetto Erasmus, Universita.it ha preparato una sorpresa: raccontaci la tua esperienza erasmus e la vedrai pubblicata sul nostro sito!

48 Commenti

  1. Ah… si prega di ricevere pareri da persone che lo hanno fatto per INGEGNERIA e non MERENDINE PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE. Potrò pure sembrare molto cattivo, ma non meno veritiero. Meno buonismo europeo.

  2. L’erasmus non p altro che una scarsa via di uscita per farsi verbalizzare esami insostenibli in terra natìa. Burocrazia opprimente e scarsa qualità ne sono la bandiera. Altra retorica è inutile. Questo schifo di nazione cade a rotoli proprio perchè, nell’evidenziare problemi, gentaglia che non sa osa dice accusa subito di invidia. Erasmus o meno vi sbattono a fare lavoracci sottopagati. Ftevene una ragione.

  3. Che dire? Anche io ho fatto l’Erasmus, in Germania. Bellissima esperienza. Ma le borse dell’universita` sono irrisorie e non tutte le regioni danno l’integrazione. La burocrazia che ti aspetta sia alla partenza che al ritorno e` tanta. Trovare poi lavoro sul posto non e` semplice. Volere = potere = non sempre. Se fai dei corsi che ti impegnano sia con la parte teorica che con la parte pratica 8-9 ore al giorno 5 giorni a settimana diventa difficile riuscire a trovare il tempo per un lavoro che ti chiede un impegno non soltanto durante il fine settimana ma anche per esempio il mercoledi`. Detto cio`, il problema sta a monte; se aumentassero l’importo delle borse Erasmus e togliessero tutta la burocrazia in eccesso, molti piu` studenti riuscirebbero a parteciparvi e la partecipazione sarebbe sicuramente piu` alta tra coloro che devono lavorare per poter studiare.

  4. Beh, io ho sempre sperato che contassero entrambe le cose!
    Ho 28 anni, ho terminato l’università da 4 anni, con lode sia alla triennale che alla specialistica, ho conseguito un master in cooperazione internazionale, (che ho avuto la fortuna di trovare gratuito), un corso di specializzazione in progettazione europea, ho fatto l’erasmus a parigi (non avendo alcuna possibilità economica, sono volata nel paese di cui conoscevo perfettamente la lingua, e mi sono trovata subito un lavoro per mantenermi!), il leonardo a siviglia, ho lavorato nuovamente in francia, a disneyland, poi in gran bretagna, irlanda, e ancora tante esperienze in italia. Parlo fluentemente il francese, l’inglese e lo spagnolo, e abbastanza bene il tedesco; ho lavorato come docente, ma anche come cameriera, come tutor ma anche come babysitter, come coordinatrice di vacanze studio ma anche come commessa…e tutto questo non mi ha ancora ripagato: ALLORA MI CHIEDO, COS’ALTRO SERVE DAVVERO PER ESSERE SELEZIONATA QUI IN ITALIA?? ogni lavoro che ho svolto nel belpaese è stato perchè in risposta a bandi in cui la valutazione dei titoli o di una prova scritta hanno messo nero su bianco che ero idonea! MAI, e dico MAI, mi è capitato di inviare un cv e di essere stata chiamata per un colloquio, nonostante avessi i requisiti richiesti e oltre!!! DATORI DI LAVORO: COS’E’ CHE CERCATE?

  5. Ho un grande problema ….come proporre alla mia Università tesi all estero. Nessuno l ha mai fatto prima di me . Ho l istituto di ricerca che mi ospita , il Professore universitario straniero che è disposto a seguirmi e che ha già scritto il progetto di ricerca che seguirò. Ho fatto domanda di Erasmus Placement ma mi verranno riconosciuti solo 4 CFU. Come posso fare ? Se entro in tesi in Italia, il Professore italiano ha la possibilità di riconoscere il mio lavoro svolto all ‘estero come lavoro tesi’??

    Vi pregooo aiutatemiiii

    Laura

  6. Io sono stata in erasmus in Germania a Ludwigsburg (vicino Stoccarda nel Baden-Württemberg e sono stati i sei mesi più belli della mia vita, ma non per le feste già nominate, ma per il clima che si respira via da casa… Ho scelto la Germania perchè il mio livello di tedesco era imbarazzante (nonostante studi Lingue a Verona, in questi anni non ho imparato un granchè) e mi sono buttata in questa grande avventura. Il primo giorno è traumatizzante, l’arrivo, il non capire cosa ti dicono e dove ti trovi… Pian piano conosci gente da tutto il mondo, ti accorgi che alcuni francesi non hanno questa gran puzza sotto il naso, che i tedeschi non sono poi così freddi (almeno nel sud della Germania), che gli egiziani non sono tutte ste teste calde come ci viene detto dai mass media… E ti accorgi anche di quanto sia arretrato il nostro paese in tutto, dall’università all’organizzazione della vita quotidiana (non che prima credessi l’Italia il paese dei balocchi). Le feste ci sono, ma ce ne sono anche qui in Italia… I fannulloni e mantenuti ci sono,ma anche quelli ci sono anche qui (anzi all’estero non ho trovato tanti sfaticati a dire la verità). Io ho sostenuto 8 esami in un semestre, meno pesanti di quelli italiani come quantità di libri da studiare (in media uno o due libri per materia), ma molto più difficili come contenuti… Gli standard sono diversi e ho incontrato solo un professore che ha tenuto conto del mio essere erasmus e mi ha seguito con più cura (ma il testo dell’esame era uguale a quello degli studenti normali). Ho avuto tutti voti tra il 28 e il 30 e lode, ma ho fatto un mese con pochissima vita sociale e tanto impegno… E per finire, avevo lavorato prima di partire per mettere da parte qualcosa così, tra borsa di studio e risparmi miei, ho potuto non pesare troppo sui miei genitori (alla fine gli sono costata molto meno mentre ero via, che non quando sono a casa)… Tutto questo per dire che non mi piace sentire luoghi comuni sull’erasmus e nemmeno sentire che solo pochi privilegiati lo possono fare… La mia famiglia non è ricca, ma sono riuscita lo stesso a vivere quest’esperienza… Quindi ben venga se un’esperienza all’estero è ben vista ai colloqui di lavoro, significa che (forse) si inizia a premiare altre qualità personali

  7. Cari studenti,
    Erasmus? fatelo!!!! io l’ho fatto a Cipro e ora ho deciso di fare la specialistica in Danimarca. Dal punto di vista umano si cresce a livello esponenziale nonostante ci si diverta come matti e ci si responsabilizzi; si iniziano ad aprire gli occhi su un mondo che c’è ed è grande, si tocca con mano perché certe realtà funzionano e perché altre (Italia in primis) rimangono ai tempi dei dinosauri. Andiamo, scopriamo, impariamo, integriamoci, facciamo fatica ( perché molto è anche questo allacciandomi ai post precedenti sul fattore economico ed esami), faremo del nostro paese il Bel Paese, perché così andando rimarrà un posto da vacanza. Il mondo corre, stiamo al passo, abbiamo il coraggio di provarci, di abbandonare il posto sicuro per l’insicuro: il resto arriverà!
    In bocca al lupo a tutti 🙂

  8. Caro Alessio, se bastasse il nome di un esame per capire quello che uno sa fare e le sue potenzialità allora siamo messi molto male. Il tuo ragionamento non ha senso, le capacità potrebbero derivare anche da passioni e da interessi che non sono testimoniate da un esame, inoltro ti informo che aver passato un esame non vuol dire aver svolto un determinato programma, perché quest’ultimo dipende dai professori. Quindi ti potresti ritrovare con persone incompetenti nella materia che pensavi avessero studiato all’università.

  9. Ciao a tutti! Sono una studentessa laureanda in Lingue e l’anno scorso ho vissuto in Spagna per un intero semestre. Prima domanda: Ma perchè siete così bigotti e chiusi?? Vedete l’Erasmus come il luogo del peccato..il mondo dei balocchi degli studenti solo perchè ci sono le feste e ci si diverte? Cosa pensate che accada per tutti i fuori sede sparsi in tutta Italia? Pensate che si chiudano in casa e recitino il rosario ogni sera? A 20 anni credo sia normale divertirsi, uscire, frequentare i PUB, sempre nei limiti ovviamente! A Simone che dice: tutti vanno in Erasmus SOLO per divertirsi e per passare esami difficili, se no non si spiegherebbe perchè tutti vanno in Spagna piuttosto che in Inghilterra.. Pensi che in Inghilterra gli Erasmus siano sempre a sorseggiare thè nei salotti e vadano a dormire prima del coprifuoco? Non pensi che anche lì esistano locali e ci sia voglia di divertirsi come in tutti gli altri Paesi del mondo? E’ davvero ridicolo! Io personalmente sarei stata con piacere in Inghilterra ma purtroppo le borse di studio non lo permettevano e non lo permettono per gli studenti della triennale nella mia città (Bari), ma solo per i dottorandi. Ricordo benissimo che le borse di studio per l’Inghilterra erano DUE e dico DUE. Per la Spagna erano numerosissime, inutile dirlo. Quindi spiegato il primo mistero. Inoltre, credo che qualsiasi essere umano sceglierebbe di vivere in un Paese latino, più simile al nostro, per cultura e per modo di vivere, piuttosto che andare in Finlandia..soprattutto se si è alla prima esperienza “fuori casa”. Chiedi agli spagnoli perchè vengono qui da noi nel BEL PAESE a fare l’Erasmus e non in Norvegia. Personalmente io volevo migliorare il mio spagnolo, che è una delle lingue più studiate nella mia facoltà e non avendo mai viaggiato in Spagna ho colto l’occasione unica dell’Erasmus. Parlando della didattica non è tutto rose e fiori : vi prego sfatiamo il luogo comune della NULLAFACENZA. Sono sicuro che lo studente X con la media del 18 in Italia non diventerà secchione con la media del 28 in Spagna!! Le università sono UNIVERSITA’, nessuno regala niente! C’è la raccolta delle firme ad OGNI lezione (che incide sul voto finale), ci sono compiti in classe, consegna dei lavori, esposizione di lavori di gruppo ecc… Per non parlare della partecipazione in classe! I voti si calcolano a volte anche con i decimi, ho visto gente prendere un 5,8 e non 6 per aver fatto troppe assenze. Io ho dovuto fare quattro esami in Spagna per convalidarne 2 qui a Bari e avrei tranquillamente potuto farli qui ad occhi chiusi, avrei risparmiato tempo e pazienza. Tuttavia, HO SCELTO di fare un’esperienza che capita una volta nella vita, di vivere in un paese che non è il mio, parlando un’altra lingua e conoscendo gente nuova e punti di vista diversi. Concludo quindi dicendo: forse un Erasmus non rende tutti gli studenti grandi intellettuali, non trasforma asini in geni, non fa miracoli…ma ci dà la possibilità di “sbirciare” nuovi orizzonti e culture di Paesi differenti, ci dà la possibilità di essere indipendenti e di conoscere gli altri ma forse anche un pò noi stessi. Tutti i professori che ho conosciuto e che molte volte critichiamo consigliano di partire per questa bellissima esperienza…che aspettate?

  10. A chi si scaglia cobtro chi va in erasmus dicendo che lo fa solo per passare esami difficili.. non dico che non ci siano ragazzi che si comportano così, ma sono sicuramente una minoranza!
    Sono stato in erasmus a Düsseldorf e vi assicuro che le schiene dritte erano poche (sia in generale che fra i soli italiani).
    Personalmente in erasmus ho svolto il lavoro di tesi sperimentale della laurea magistrale, sostenendo solo un esame di tedesco per stranieri, che non ho neanche potuto farmi riconoscere in italia, in quanto non attinente al corso mio corso di studi (scienze chimiche).
    Per quanto riguarda gli altri studenti erasmus italiani presenti, ce n’era giusto uno che se la prendeva “comoda”.
    Se poi consideriamo tutti gli studenti erasmus che ho conosciuto abbastanza da poterne giudicare l’operato, se ne aggiungeranno altri 4 o 5.. tenuto conto che eravamo oltre 80 ragazzi, mi sembra un numero accettabile (anche confrontato con la quantità di studenti fannulloni e fuori corso senza valide ragioni presenti normalmente nelle nostre università.
    In definitiva, evitate di sputare sentenze sulle cose che non conoscete da abbastqnza vicino! Gli studenti erasmus non saranno tutti perfetti ma la maggior parte è molto seria!

  11. ELENA!!! Ti stimo profondamente! E CONDIVIDO PIENAMENTE OGNI PUNTO CHE HAI TOCCATO!
    1.”Povertá” familiare (ma lavori che ho svolto precedentemente e ogni qualvolta che mi è capitata l’occasione e borse di studio)
    2. Lingua Francese, imparata in quasi 4 mesi con tutta la volontá che avevo in corpo)
    3. ESAMI A CROCETTE?? AHAHAHAHAH TUTTO ULTRA SUDATO! L’ultimo mese e mezzo, a Valenciennes, prima di natale, l’ho passato praticamente rinchiusa in una stanza a studiare fino alle 2 e mezza!
    4. ESPERIENZA VOLUTA CON TUTTE LE MIE FORZE! SIGNORI VOLERE È POTERE!!!
    (io intanto continuo l’esperienza….)

  12. io a Settembre parto per l’Erasmus a Lisbona, e se tutto va come programmato finisco gli studi li.
    e vorrei percio’ fare tirocinio finale e tesi li..
    sapete dirmi oltre alla borsa eramus che sarà 230 euro/mese se e come posso beneficiare di altre?
    ho guardato per il Youth in Action come indicato da ELISA… ma è un papiro di 2000 pagine da leggere e nn si capisce bene se funziona anche per studenti.

    Grazie a tutti!

  13. Io invece sò che molte volte, soprattutto per corsi di laurea ostici, come ingegneria, ecc ecc, l’esperienza in erasmus viene vista come qualcosa in meno. Diciamocelo chiaramente, non si và all’estero in erasmus per studiare sodo, ma anzi per liberarci di alcuni esami difficili da superare nella nostra università e per divertirsi, altrimenti non riuscirei a capire come mai tanti italiani partono per la Spagna piuttosto che andare in Inghilterra. Aldilà di questo l’erasmus è un’esperienza fantastica, ma chi ci rimette è sempre quello che non è ne “ricco” nè “povero”, ossia quello che gli utleriori aiuti regionali ,locali,(adisu) ecc ecc non li riceve perchè di fascia superiore, ma che è costretto comunque a fare dei sacrifici per poter partire, dovendo coprire di propria tasca la miseria che la borse ti offre. Altra pecca della borsa è che è sempre la medisima sia che tu svolgi il tuo scambio in Uk sia in Bulgaria.

  14. A chi dice che l’Erasmus sia solo una perdita di tempo posso solo rispondere: SI, COME LO É L’UNIVERSITÀ! E mi spiego meglio. C’è sempre un modo per non studiare, farlo sulle dispense (chi non lo ha fatto almeno una volta?), imparare tutto in due giorni e dimenticare quanto studiato 1 nanosecondo dopo l’esame (chi è senza peccato…) … questo lo puoi fare ovunque ed in ogni lingua, puoi non sbatterti fino a Madrid/Cardiff/Lisbona per seguire questo percorso e se uno parte da questa idea, credimi Luca, non c’è esperienza che tenga. Per quanto riguarda la mia esperienza posso dirti che a me l’Erasmus ha cambiato la vita. Sono stato un anno a Berlino, ho imparato il tedesco e lo spagnolo (non sono perfetti, certo, ma potrei rifarti lo stesso discorso che ti sto facendo ora in entrambe le lingue e, malgrado alcuni/molti errori, sarebbe perfettamente comprensibile… e scusa se è poco!)… questo mi ha dato l’opportunità di guadagnare dei punti non secondari sul mio curriculum, considerando che la mia laurea (scienze della comunicazione) è inflazionata (della serie: per ogni posto di lavoro ce ne sono 567 che fanno domanda!) e spesso e volentieri considerata inutile (quindi i posti di lavoro sono anche pochi!). Ho scelto di rimanere a Berlino e di andare fuoricorso per continuare a praticare le lingue, facendo gli esami da non frequentante e scendendo in italia quando serve (quando trovo il tempo di studiare!). Cosa ho ottenuto? Qui faccio un tirocinio PAGATO in cui non solo metto in pratica quello che ho appreso all’Università italiana, ma anche le lingue che ho imparato in Erasmus. Questo stage, nel caso in cui volessi in un prossimo futuro, mi fa anche guadagnare punti per l’ingresso ad una Specialistica qui in Germania…

    E a scrivere non è né un secchione, né un genio di chissà cosa… sono un ragazzo normale: in Erasmus ho studiato (il giusto: né troppo, né poco… abbastanza per prendere voti medio-alti ed imparare da 0 due lingue straniere, di cui una non è affatto facile per un madrelingua italiano!) e mi sono divertito tantissimo. Malgrado sia stato spesso con italiani, ho conosciuto persone provenienti da tutto il mondo, ho imparato cose delle altre culture che i libri non potrebbero spiegare neanche se fossero di miliardi di pagine, ho allargato i miei orizzonti sino a considerare di fare in futuro domanda alle università di altri continenti senza battere ciglio. L’Erasmus mi ha costretto a capire che c’è un mondo là fuori che non è lontano come sembra.Scusa se è poco…

    Poi, certo… si può continuare a dire quello che si vuole… esami a crocette, bisboccia tutte le notti, figli di papà (io non ho ricevuto soldi dai miei, ho semplicemente scelto una meta Erasmus alla mia portata ed ho lavorato prima di partire, perché sapevo che appena arrivato senza sapere il tedesco mi sarei attaccato al tram!)

    L’Erasmus è un’esperienza unica. Chi non lo ha fatto ha perso molto, ma nella vita ci sono molte altre opportunità chiaramente… d’altro canto mi sembra anche giusto prendere atto in sede di valutazione di un candidato per un lavoro che questi abbia avuto esperienze all’estero e sappia parlare più lingue (se non fluentemente, almeno in maniera perfettamente comprensibile ad un madrelingua… che è ben diverso dallo studiarle a casa: ho conosciuto persone che hanno una grammatica tedesca impeccabile ma si perdono completamente nel fare un discorso, senza arrivare al punto!)

    Detto ciò, questa era la mia esperienza 😉

    Buona vita!

  15. Erasmus come forma confusa e distorta di affrontare il naturale decorso di studio ?
    Scusami bimbo mio, ma stai parlando privo di qualsiasi esperienza e come tale non dovresti parlare nè esprimere concetti che si rivelano errati.
    E’ come se io parlassi di un film che non ho visto basandomi su copertine e commenti altrui.
    Mi chiamo Daniele e sono in erasmus da settembre fino a giugno a Madrid. Sinceramente parlando, pensavo di fare molto meno e di essere aiutato in questa condizione, visto che non è facile studiare in un’altra lingua. Niente, io sono trattato al pari di qualsiasi altro studente, al punto che il primo esame l’ho sospeso per errori grammaticali e d’accenti, riammettendomi successivamente nel “metodo bologna” della classe.
    Ho già fatto esposizioni orali, prove pratiche, lavori di gruppo e esami e fino al 13 febbraio la prima sessione non si chiude.
    Mi sono ritrovato in una buona università, con alcuni ottimi professori che organizzano prove pratiche, esposizioni orali, lavori di gruppo, lavori pratici, simulazioni di tribunali internazionali e così via. Sono esperienze che mi stanno aiutanto e la pratica che stò svolgendo con alcuni non esiste in Italia e più che “forma confusa e distorta” fidati che unita alla sovrabbondante teoria guadagnata dallo studio italiano, si crea una “forma completa e ampia” di quello che si stà studiando.
    Oltre al fatto che qui mi stò massacrando di studio e d’impegno molto più che in Italia, la fatica è doppia. Inoltre, visto che la borsa erasmus è praticamente inesistente, ho cercato un lavoretto e organizzo gruppi e viaggi per feste capea. Guadagno a provvigioni, più o meno la media è 400 € al mese che unita alla borsa mi permette di non gravare troppo sulla mia famiglia.
    Qui caro Luca, nessuno mi stà regalando niente, nessun voto politico, nessun favore.
    L’università di qua mi pagò un corso intensivo le prime tre settimane, adesso che sono più di 5 mesi che vivo qua la parlo e la capisco praticamente come l’italiano.

  16. Giuliana ed Elena mi scuso se ho potuto urtare la vostra obiettiva propensione allo studio, logicamente il mio commento non era rivolo a voi ma era generico. La questione è questa: sicuramente ci sono unità studentesche che reputano l’Erasmus una forma di crescita e come tale viene affrontata,con tutti i problemi del caso come può essere l’approccio ad un’altra lingua. Pur tuttavia non ritengo efficace sostenere esami in un’altra lingua per varie ragioni tra cui emerge un sentore: un concetto in francese o altra lingua viene canalizzato ed elaborato diversamente dal nostro cervello rispetto a leggere uno stesso concetto con la propria lingua madre. Questo naturalmente è quello che è la mia personale opinione. Per altro la questione dispense è una realtà a cui si sottopongono gli studenti in Erasmus ora non so voi ma con chiunque parlo mi conferma che è così. In risposta ad Elena ci tenevo a sottolineare un particolare, io ho 24 anni e mi sono laureato in 4 anni e mezzo in Scienze Politiche, lavoro da quando avevo 14 anni sempre ed ininterrottamente ed ho fatto i lavori più umili te lo garantisco! Ho avuto la fortuna di essere sostenuto economicamente dai miei genitori i cosiddetti mammina e papino nel percorso di studi ma comunque ti garantisco che la mia famiglia non proviene dall’alta borghesia! Ora, se sostieni l’idea che l’Erasmus sia per un’azienda più convincente di un 110 e lode per essere assunto solo perchè valorizzi come unico aspetto il mantenimento degli studi; bhe mi sembra un pò basso e fallace come concetto. Ricordo una lezione a cui partecipai di un’autorevole professore di diritto internazionale il quale viene ancora oggi chiamato da altri Prof. “Maestro” , il quale sosteneva che l’Erasmus non doveva essere il tramite e non poteva essere il crocevia di nuovi sbocchi futuri! Alla fine ci raccomandava solo di studiare ed ampliare la nostra conoscenza. Reputo l’apprendimento di una nuova lingua un elemento indispensabile ma resto sempre dell’avviso che l’Erasmus è solo una forma confusa e distorta di affrontare il naturale decorso di studio. Per il resto mi congratulo con voi per i vostri sforzi che sono veramente lodevoli. Vi auguro ogni bene!

  17. Vorrei rispondere a Luca, perchè purtroppo la gente quando non sa che dire…parla per parlare. Io sono in Erasmus da Settembre a Rennes e ci resterò fino alla fine di giugno e ti posso assicurare che io il divertimento qui non so ne- cosa sia…visto che ho fatto 3 esami e dico 3 in meno di 10 giorni in francese (che danno per scontato che tu lo sappia alla perfezione), Diritto Internazionale, Scienza Politica e Economia dell’impresa e non mi hanno regalato propio nulla anzi i miei voti me li sono + che sudati. per non parlare del corso intensivo fi francese a cui dovevo partecipare obbligatoriamente e con esame finale tra l’altro ( compreso di voto). in tutto questo devo preparare 2 tesi, una relazione in francese di economia x aprile e fare 2 orali per questo secondo semestre e non c’è nessuno caro luca ke mi sostiene finanziariamente, mi sto pagando tutto da sola come ho sempre fatto anke in Italia. Quindi prima di parlare dovresti farti un po di domande e darti anke qualke risposta se non sai le cose, informati prima!!!!
    Ben venga sinceramente che un datore di lavoro consideri di + un Erasmus che un 110 e lode e lo sai xké? perchè ci sono tanti ragazzi si ke studiano e prendono 110 e lode ma si fanno anke mantenere da mammina e papino e hanno anke il coraggio di dire che fanno sacrifici…mettili da soli a fare l’erasmus x 9 mesi…vedi come cambiano da cosi a cosi…!!!!

  18. Un’ultima cosa, riguardo al discorso di prima, io lavoro per pagarmi le tasse universitarie, l’abbonamento del treno e i libri e di conseguenza mi sono mantenuta anche l’erasmus, non è stato facile perchè le borse di studio italiane sono imbarazzanti e quindi appena arrivata in Inghilterra mi sono trovata un lavoro e ho cercato in tutti i modi di non sprecare soldi!

  19. Caro Luca, ovviamente parli solo per luoghi comuni.. Io sono stata a Bristol in Erasmus, ho frequentato un corso intensivo di inglese presso il centro linguistico universitario, ho seguito un corso di Letteratura Americana dei primi del ‘900 e un corso di cinema contemporaneo, ti assicuro che i corsi non erano semplici e gli esami non lo sono stati affatto. Hai ragione in Erasmus ci sono un sacco di feste e divertimenti, ma durante il periodo di esami si studia parecchio, posso solo dirti che per il mio esame di letteratura ho dovuto giostrarmi tra una decina di libri per scrivere un saggio di 10 pagine su E.A.Poe… e io personalmente ho preso molto sul serio questa esperienza.

    p.s. i miei voti non sono oscillati tra il 18 e il 24…ma tra il 27 e il 30 e lode!

  20. Ma che bell’articolo propagandistico! Sinceramente penso che un’esperienza all’estero sia importante ma non penso che l’Erasmus lo sia altrettanto. Il 90% degli studenti che scelgono di fare l’Erasmus sostiene gli esami su dispense,ahime anche i cosiddetti fondamentali, ed in più in un’altra lingua. Cosa ci si ricava? Niente, si supera solo l’esame con un voto che oscilla tra il 18 e il 24 politico.La verità è che in Erasmus si trascorre il tempo a bighellonare tra feste e festicciole e a fare altre cose che mi riservo di commentare! Quindi l’idiozia di affermare che l’Erasmus sul curriculum vitae diviene un elemento imprescindibile per la formazione di una persona e solo immaginare di poterlo paragonare ad un 110 e lode meritato di chi si è spezzato la schiena sui libri, sinceramente sono due cose che mi lasciano alquanto perplesso. Le aziende ricercano laureati che han fatto l’esperienza Erasmus rispetto a chi non l’ha fatta o non ha avuto la possibilità? Personalmente non mi risulta. Certo il bagaghio culturale si potrebbe arricchire, dico potrebbe perchè in Erasmus non si seguono corsi intensivi per imparare la lingua estera, perchè altrimenti, se così fosse, potrei esser certo di aver trovare un elemento valoriale all’esperienza Erasmus, ossia poter imparato una nuova lingua. Allora diciamola tutta l’Erasmus da qualsiasi punto di vista lo si voglia vedere è l’ennesimo modo per gli studenti di divertirsi e trovare scorciatoie per andare avanti nella propria carriera universitaria. L’unica cosa positiva è che si interagisce con culture diverse; per il resto non la ritengo una scelta utile per chi vuole intraprendere un serio e concreto percorso di studio.

  21. L’Erasmus è stata una delle più belle esperienze che ho fatto, anche una delle più formative.Questo non significa che io non mi sia divertita come a tutti i giovani capita in quelle esperienze, ma non significa nemmeno che abbia passato esami a crocette come se fossero la settimana enigmistica.
    Sarebbe il caso di informarsi prima di spargere flase informazioni;non in tutti i corsi di laurea in Italia o all’estero si va avanti a crocette. In più in Inghilterra, dove mi sono recata io, non badano nemmeno al fatto che tu sia straniero e non fanno favoritismi relativi a difficoltà linguistiche: l’esame è uguale per tutti. Nel caso specifico di architettura non ci sono sconti e non vi è alcuna differenza tra i lavori che debbono consegnare gli erasmus e quelli di normali studenti e nemmeno si fanno differenze nelle valutazioni(cosa che invece qui in IT ho visto fare spesso nei confronti di studenti stranieri). In definitiva ho sgobbato e anche parecchio, ma sono riuscita ugualmente a divertirmi e ad acquisire conoscenze importanti per la mia formazione.
    Per quanto riguarda il problema di imparare le lingue vi sono molte opportunità di studiarle all’estero anche lavorando;oppure come ho fatto io limitandosi a guardarsi film in lingua per ore e ore e leggere quotidiani in lingua…non sarà la stessa cosa ma posso assicurare che con la costanza si superano anche studenti più abbienti che hanno preso per anni lezioni da privati madrelingua.
    Aggiungo che anche io ho lavorato i primi 3 anni del mio percorso accademico; capisco quindi gli sforzi e la frustrazione di rimanere indietro o di non rendere come si potrebbe se si dedicassero tutte le energie solo allo studio. Concordo anche che i fondi per l’Erasmus sono largamente inadeguati e anche nel mio caso lo sforzo mio e della mia modestissima famiglia è stato notevole.
    Detto ciò sarebbe bello che non si condannassero certe opportunià di crescita e formazione come l’Erasmus solo per i “sentito dire”;i paesi e soprattutto le università sono diverse ovunque e anche in Italia sappiamo di palesi differenze nell’affrontare gli esami in un ateneo piuttosto che in un altro. E’ fondamentale che i giovani viaggino e facciano esperienze che aprono la mente, specialmente noi italiani spesso tacciati di provincialismo e ristrettezza mentale.
    Che serva o meno nel curriculum io sono stata contenta e orgogliosa di essere andata contro lo stereotipo che avevano dello studente medio italiano e di aver dimostrato quanto vale la nostra università e soprattutto la nostra cultura.

  22. Alessio da quello che scrivi si capisce che tu non te ne intendi per niente di assunzioni del personale..mi dici qual’è la tua azienda, così almeno so a chi non dovrò rivolgermi?

  23. Noto che i”piagnucoloni” non finiscono mai.
    A Elisa, con il dovuto rispetto ed altrettanta sensibilita’, ti dico che, se tu avessi veramente voluto, l’erasmus l’avresti fatto. Quindi, poche chiacchere e non tirare fuori la storia dei “figli di papa” che è vecchia come una gallina che non fa buon brodo”
    ORA, VORREI LASCIARE UN MESSAGGIO A QUANTI VOGLIANO FARLO:

    Sono profondamente convinto che l’erasmus, anche qualora non dovesse essere utile nel CV, è una scuola di vita e di condivisione di altissimo valore.
    Tu arrivi e dopo una settimana la tua famiglia conta ragazzi da ogni parte del mondo.
    Una lingua che ogni giorno si sostituira’ alla vostra, come per magia.
    Un senso di padronanza di voi stessi gratificante.

    Non perdete l’occasione ed europeizzatevi; amerete di piu’ l’Italia e saprete guardarla da fuori con occhio critico.
    non perdetE l’occasione di penetrare in altre culture, percio’ non frequentate italiani.
    Partite ed avrete la stessa luce negli occhi che ho io ora.
    Pianificatelo perchè vi cambiera’ la vita, è forse anche meglio di innamorarsi.
    Fatelo in Paesi anglofoni o francofoni per utilita’ delle lingue o altrove ma fateloooooooooo.
    Io ci ho preso gusto.Vi scrivo dal Canada.
    Good luck.Bonne chance.Que tengais suerte. Imboccalupo, ragazzi.

  24. Ciao Marco,per quanto riguarda la burocrazia hai perfettamente ragione e,anche una volta tornato in Italia,non finisce li’…Io posso parlare della mia esperienza e in questo senso siamo noi studenti italiani ad essere più penalizzati.Prima di partire in ogni caso i professori devono visionare il programma ed accettarlo,per fortuna una volta all’estero puoi anche cambiare il piano di studi e al ritorno chiedere al prof se va bene.Di solito i programmi non sono mai esattamente uguali,ma se un docente e’ intelligente e capisce che un’esperienza all’estero e’ molto più formativa che le tradizionali lezioni nella tua facoltà,non dovrebbe fare problemi.Conosco docenti che hanno incoraggiato i propri studenti a fare esami di materie che con il loro programma poco ci azzeccavano.Io per esempio sono stata sfortunata e la mia prof di arabo per tre argomenti ha deciso di farmi fare un’integrazione del programma,pazienza dovrò perdere un po’ di tempo,la faccio contenta.Poco importa,ho seguito due corsi di arabo in Spagna,in Andalusia,Al Andalus,dove gli arabi hanno regnato,vissuto,intriso il popolo con la loro cultura,ho avuto la possibilità di frequentare le lezioni con altri ragazzi di origine araba,con spagnoli e cinesi…sono sicura che ciò che ho imparato in 10 mesi,quei tre argomenti non me lo avrebbero mai potuto dare.In ogni caso,ne e’ valsa la pena.

  25. Pure a me sarebbe piaciuto molto fare un’esperienza erasmus, e ora che sto per finire mi sto un pò pentendo di non averne approfittato, anche perché quelli che conosco e che ci sono stati ne hanno parlato in maniera più che positiva. Però purtroppo, oltre che dal fattore economico, che però a quanto sembra è facilmente rimediabile (almeno leggendo dai post precedenti), ciò che mi ha fermato è tutta la burocrazia che ci sta dietro. Ovvero mi spiego meglio, ho visto personalmente, avendo lavorato presso la segreteria dell’università, che purtroppo quando fai gli esami in erasmus, c’è il rischio che magari certi non te li riconoscano oppure te li riconoscano in parte , col rischio di tornare e dover rifare esami o doverli integrare. Ora io parlo per quanto riguarda Ingegneria A Padova, che di per se è già abbastanza complicata, aggiungici che vai all’estero, ti fai gli esami in un’altra lingua, torni e poi corri pure il rischio di aver buttato un semestre! Perciò il vero problema, dal mio punto di vista, oltre alle borse di studio un pò scarsette, è tutta la burocrazia che ci sta dietro, unita a volte (ahimè!) all’arroganza di certi presidi di facoltà che fanno di tutto per renderti la vita difficile (credetemi che in 6 anni ne ho viste di tutti i colori anno dopo anno). Con questo chiudo, auguro buona fortuna a tutti quelli che hanno avuto la possibilità di fare questa esperienza, con la mia speranza un giorno di trovare un lavoro che mi faccia girare il mondo.

  26. ps. grazie mille Martina!
    Io il mio messaggio non è stato scritto con l’intento di vantarmi, perchè come me e meglio di me ce ne sono miliardi ma era solo un modo per dire a tutti noi ragazzi che la vita è piena di ostacoli ma che noi non dobbiamo arrenderci!
    Forza a tutti noi ragazzi che siamo il futuro!:D

  27. Mi scusi tanto Sr Pippo,
    ma dice a noi di vergognarci ma lei giudica tutte le persone che hanno scritto e inoltre dando loro degli ignoranti.
    Mi permetta di dirle che prima di tutto non deve aver letto così bene se dice che nessuno lavora, io lo faccio già da un anno e ho passato non uno ma ben 6 mesi di prova.
    E se posso dirle una cosa, io parlo per me almeno, con il mio messaggio non volevo giudicare Elisa, che per altro non conosco, ma i suoi pregiudizi e la sua attitudine verso gli erasmus, poichè essendo stata erasmus io mi son sentita chiamata in causa.
    Per finire le posso dire che l’umiltà non deve essere una caratteristica solo del dipendente ma anche del datore di lavoro.

  28. Ho letto tutti i messaggi. Quanta ignoranza!
    Ignoranza dal punto di vista che ignorate i sentimenti altrui!
    Perchè GIUDICATE il post di Elisa?!Vergognatevi! Studiare per diventare così,potevate farne a meno! Confermo che le valutazioni di esperienze all estero sono ben viste. Il voto di laurea non più di tanto e senza fare retorica sapete tutti il perchè! Ma a quanto pare tra di voi nessuno lavora:cari ragazzi,anche se passate la selezione vi aspettano ancora: periodo determinato,periodo di prova….etc…in cui il vostro responsabile sarà colui che direttamente vedrà cosa SAPETE fare e rendere all’azienda. Io non assumerò MAI un 110cumlode se dopo 1 mese crea problemi ed è incapace! riflettete ragazzi perchè un po’ di umiltà non guasta! E chi vi seleziona,vi assicuro che se ne accorge! good luck.

  29. Elisa anche all´estero si puó lavorare, anzi in molti paesi i tipici lavori da studenti sono anche meglio retribuiti…
    la borsa di studio erasmus per chi giá ha basso reddito in Italia é -tra l´altro- piú alta di quello che normalmente si riceverebbe…hai fatto del vittimismo senza capo né coda.

  30. salve a tutti, concordo pienamente sul fatto che purtroppo non tutti possono permettersi economicamente di affrontare un’esperienza all’estero senza un minimo appoggio finanziario, ma credo anche che l’erasmus o qualsiasi esperienza all’estero debbano essere viste come semplici trampolini di lancio… nella vita bisogna saper rischiare, provarci sempre e comunque a mantenersi da soli, le soluzioni esistono sempre e dipendono molto da noi…. si è sempre in tempo per tornare indietro nelle proprie scelte o di mettere in discussione determinate scelte, se si ha davvero voglia di mettersi in gioco non ci sono ostacoli che frenino, e questo lo sto vivendo sulla mia pelle… e come mi ripete sempre una mia amica “il fattore fortuna incide, moltissimo, e anche la raccomandazione, ma quello che determina la realizzazione concreta di un obiettivo è il fattore sogno”…. chi la dura la vince!!!

  31. Elena,approvo tutto quello che hai detto e ti faccio i miei più vivi complimenti per la tua forza d’animo e per i risultati che hai ottenuto, devi essere fiera di te stessa! In bocca al lupo per la specialistica…

  32. Cara Elisa!
    come puoi chiedere sensibilità, se tu sei la prima a non averne nei confronti dei studenti che partono per un’erasmus???Prima di tutto io sono come te una studente lavoratrice (i miei genitori non mi possono supportare : affitto, bollette, tasse universitarie spesa ecc. sono a carico mio e solo mio!)Eppure io sono una di quelle persone che hanno fatto l’erasmus, mi sono laureata in tempo e con 110e lode e adesso sto facendo la specialistica!
    Ciò che hai tu sono solo pregiudizi nei confronti di chi parte in erasmus, forse per sentirti meglio per non averla fatta tu quell’esperienza.
    Se qualcosa la si vuole veramente non ci sono scusanti, e anzi se riesci a farla nonostante le difficoltà sarai ancora più avvantaggiata, è li che si vede quanto vale veramente una persona.
    Tengo poi a precisare che degli esami che io ho dato in Spagna, nessuno aveva le crocette, e o dovutro studiare più di quello che studiavo in Italia.
    Inoltre cara Elisa e tutti coloro che come te pensano di non poter partire per causa di scarse risorse monetarie:
    1 La regione mette a disposizione una borsa mobilità, oltre a quella dell’università.
    2 Puoi sempre lavorare anche in Erasmus (è quello che ho fatto io).

    Morale: volere é potere!
    Cosniglio: Informatevi degli aiuti che avete a disposizione prima di arrendervi!

    Un saluto a tutti i miei colleghi e buona fortuna!!!

  33. purtroppo di questi tempi anche l’erasmus nulla può contro la crisi del mercato del lavoro… ve lo dice uno che si è laureato in 5 anni con un erasmus e il 110 da incorniciare… bei lavori se ne trovano, ma non più che stage non o scarsamente retribuiti… con troppi se e troppi ma sul futuro… sicuramente però quest’esperienza mi ha reso molto più intraprendente facendo si che oggi, pur di portare a casa qualcosa, mi stia reinventando professionalmente giorno dopo giorno…

  34. L’articolo è scritto in modo generico ed approssimativo, ciò che afferma vuol dire tutto e niente senza dati contestualizzati.
    Quanti sono quelli che vengono assunti in base all’esperienza all’estero? Quale è la percentuale delle aziende che danno preferenza al voto? Quale è l’importanza data alla preparazione in sé, poco conta se con 110 o meno? I numeri sono la verità, non le chiacchiere.

  35. alessio ciao, sono uno studente laureato in economia . hai perfettamente ragione e sono d’accordo con te per quanto riguarda la conoscenza degli esami all’universita’. in quanto chi ti assume dovrebbe vedere cosa hai studiato e se lo studio effettuato nel corso degli anni ti puo’ aiutare nel tuo lavoro futuro! ma di cosa ti occupi?

  36. Salve a tutti…io sono tra i fortunati 21000 ragazzi che hanno potuto sfruttare l’occasione di ricevere una borsa di studio per svolgere un periodo di studi all’estero,in spagna precisamente,lo scorso anno.Come dice elisa,é vero che a volte le borse non sono sufficienti,ma a coadiuvare i contributi di ateneo e quelli europei ci sono altri contributi finanziari elargiti da enti regionali per il diritto allo studio universitario(ersu).Con tutti questi aiutini si puó vivere benissimo all’estero.Detto ció,l’erasmus,o qualsiasi esperienza di studio o tirocinio all’estero,dovrebbero essere obbligatori per ogni studente(esistono universitá che lo impongono ai propri studenti,in germania per esempio).Siamo cittadini europei,cittadini del mondo,ma come si fa ad imparare a vivere nel mondo se si é costretti a rimanere sempre in un posto?Quindi ben vengano tali progetti…certo io sono di parte,é vero quando ti dicono che l’erasmus ti cambia la vita,cambia il tuo modo di vedere il mondo e le persone che lo abitano.Credo ti renda piú consapevole del ruolo che occupi all’interno della societá,ci sei e devi contribuire,sei responsabile anche tu.Credo che ti renda migliore.

  37. Forse quest’articolo vale per l’estero.Nell’Italia ‘progredita’ sappiamo tutti come funziona il sistema di selezione.

    Il curriculum è solo carta straccia…La conoscenza giusta vale più di un Erasmus,110 e lode,pubblicazioni ,esperienze lavorative e chi ne ha più ne metta !

  38. Cara elisa…aimè dai tempi dei secoli viviamo in un mondo selettivo in scarsità di risorse. Da che mondo e mondo purtroppo funziona che la fortuna di chi sei e di dove nasci conta per la vita che farai. Se nasci in africa molto probabilmente nella meta dei casi rischierai di morire di fame. é bruttissimo ma è cosi che funziona il mondo da quando eva ha magiato la mela.
    Quindi invece di perseguire nella solita retorica del lamentarsi e sbattere la testa al muro perchè questo mondo non è poi così buono, cerchiamo di proporre idee concrete nel dettaglio per far si di migliorarlo per quel che si può.
    Ad esempio nel caso specifico delle borse erasmus si potrebbe parlare di un aumento della somma della singola borsa a fronte di un minor numero delle borse erogate.
    Poi, se non erro, esistono delle sostegni aggiuntivi per gli studenti con scarsa disponibilità economica che vanno in mobilità erasmus da parte dallo stato (in particolare delle regioni credo).
    E finiamola veramente con il solito lamentarsi; perchè se una persona ha delle qualità e un minimo di capacità nel proporsi, nella vità emergerà e arriverà dove voleva arrivare. E nel migliore dei casi sorpasserà anche i cosidetti “figlii di”, che hanno avuto tutta la strada in discesa davanti a se.

  39. L’Erasmus è rimasto uno dei piccoli grandi sogni a cui ho dovuto mio malgrado rinunciare, ho fatto esperienze all’estero sempre lavorando per l’amore che ho per l’avventura, le lingue e la multiculturalità. Mai mi sarei potuta permettere di partire per studiare all’estero considerando che il volume monetario della borsa di studio è decisamente scarso.
    Questo articolo è ancora una volta un esempio del fatto che il sistema valutativo non sia paritario, che venga valutato un Curriculum di uno studente che ha lavorato mentre studiava alla pari di quello di uno che è sempre stato alle dipendenze dei famigliari, che venga paragonata la preparazione scolastica e culturale delle persone a prescindere dalla loro provenienza economica e dunque che venga valutato positivamente l’esperienza dell’Erasmus e non venga in mente di chiedere “perchè non hai fatto l’Erasmus o altre esperienze all’estero?”.
    Nella maggior parte dei casi che conosco chi parte per questa esperienza viene mantenuto all’estero dai genitori, nonostante questo molti di loro per vari motivi vanno fuori corso.
    Sarebbe bello che ci fosse un pò di sensibilità, pensare che alla maggior parte degli studenti piacerebbe avere un’esperienza del genere sul curriculum ma non tutti possono permetterselo, non tutti possono rischiare di mollare tutto, per non parlare del rischio di pagare una rata in più di tasse nel caso l’esperienza comporti dei ritardi nel programma, d’altronde se si decide di studiare e lavorare all’estero è ancora più facile che questo accada.
    Ho apprezzato la risposta di Alessio e sogno il giorno in cui gli “irresistibili agli occhi di qualsiasi direttore del personale” saranno quelli che hanno scavalcato muri molto più grandi della ardua difficoltà di fare 4 esami in lingua straniera all’estero nel tempo libero tra una festa Erasmus ed i celebri test a crocette di Inghilterra e Spagna per cui in molti decidono di partire.
    Cari studenti lavoratori o con meno possibilità economiche, un giorno qualcuno noterà che se non avete terminato l’Università con 110 e lode è perchè sul CV in concomitanza con il periodo di studi compaiono uno o due lavori, un giorno qualcuno avrà la brillante intuizione di chiedervi se le condizioni economiche della vostra famiglia vi hanno permesso di studiare le lingue all’estero o se sareste disposti ad iniziare ora, un giorno alzeranno quelle ridicole borse di studio.
    E’ possibile trovare il modo di avere una rivincita e la soddisfazione sarà grande perché il merito sarà tutto vostro.
    Credeteci con il cuore.

    Importante: Onde evitare di urtare la sensibilità altrui riflettere da diversi punti di vista ed usare un pò di cuore prima di scrivere articoli generici ricchi di frasi fatte.

    Ps. Un’ottima soluzione all’impossibilità di partire durante l’Università consiste nel seguire i programmi della Commissione Europea, in particolare lo Youth in Action, le borse sono sufficienti per vivere all’estero e l’esperienza è altamente formante dal punto di vista umano. Buona fortuna.

    Elisa

  40. Sono un giovane e piccolo imprenditore ed assumo personalmente i miei dipendenti, io nella selezione non guardo il voto di laurea e nemmeno l’ età, mi interessa sapere quali esami si sono sostenuti all’ Università, e nemmeno tanto il voto che hanno avuto,l’ importante è che conoscano la materia, dopo possono sempre migliorare.Se anche avessero un curriculum fantastico ma non hanno studiato le materie che mi interessano non posso assumerli.Se uno studente ha sostenuto gli esami che mi interessano e non è ancora laureato, o tarda negli studi, invece posso assumerlo. Tutto dipende da cosa si studia.Altra cosa molto importante è come si presentano personalmente e la capacità di relazionarsi con gli altri.Ovviamente serietà ed educazione prima di tutto, il resto si impara lavorando.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento qui
Inserisci il tuo nome qui