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Rapporto Federconsumatori sulle tasse universitarie 2014: “Studiare al Nord costa di più. Parma è l’ateneo più caro”

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Ancora una volta gli atenei del Nord si confermano i più cari, mentre quelli del Sud sono i più economici: parola del rapporto Federconsumatori sulle tasse universitarie 2014. Come ogni anno, l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (ONF) ha messo a confronto gli importi dei contributi che gli iscritti alle principali università pubbliche del Paese sono costretti a pagare.

In generale, confrontando la media degli importi pagati dagli studenti degli atenei del Nord con la media nazionale, si scopre che la prima supera la seconda di 12,23 punti percentuali. Se la comparazione viene fatta con le rette del Sud, invece, il divario sale al 12,89 per cento. Inoltre, il rapporto Federconsumatori sulle tasse universitarie 2014 segnala che a livello nazionale si è registrato un incremento dell’importo delle rette dell’1,2 per cento rispetto all’anno accademico 2013/2014, con punte rispettivamente del +2,51 e del 2,29 per cento per la prima e la seconda fascia.

Dal rapporto Federconsumatori sulle tasse universitarie 2014 emerge che l’ateneo che ha le rette più elevate in assoluto per la prima fascia di reddito (quella più bassa) è l’Università di Parma, che chiede 739,68 euro all’anno a chi è iscritto a un corso di laurea umanistico e 855,50 a coloro che ne frequentano uno scientifico. Al secondo posto si piazza la Statale di Milano, i cui studenti pagano 713 euro per i corsi di laurea umanistici e 790 per quelli scientifici. Non tutti gli atenei prevedono contributi diversi a seconda che si sia studenti di un corso di laurea scientifico o si uno umanistico, tuttavia, in quelli nei quali tale differenza esiste, i primi pagano tra il 5,24 e il 6,75 in più rispetto ai secondi.

Il dato principale che si ricava dal rapporto Federconsumatori sulle tasse universitarie 2014 è che gli importi delle rette continuano a lievitare e hanno raggiunto cifre ormai insostenibili per le famiglie, provate duramente da anni di crisi economica. E, in assenza di adeguate politiche di sostegno al diritto allo studio, il risultato è che il numero degli iscritti alle università italiane diminuisce sempre di più. Ma, spiega il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, spesso il lievitare degli importi è figlio dell’evasione fiscale, un aspetto sul quale occorre intervenire con urgenza perché “non è più tollerabile vedere il figlio del gioielliere pagare di meno di quello di un operaio. Bisogna disporre più controlli e più fondi per le borse di studio, accertandosi che vengano assegnate a chi davvero ne ha diritto. Si tratta di un passo fondamentale se si vuole investire sullo sviluppo e sulla crescita culturale del nostro Paese”.

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