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Parma: chiude lo storico Orto Botanico

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Parma Orto Botanico

Tra le tante ripercussioni che si stanno verificando per i tagli del Governo all’Università, c’è anche la notizia della chiusura dello storico Orto Botanico di Parma, nato per volontà dell’abate Giambattista Guatteri, titolare nel 1769 della cattedra di Botanica dell’Università di Parma, e vero e proprio tesoro per Parma.

Da quando dunque sono stati effettuati i tagli, l’Orto Botanico non riesce più ad aprire al pubblico, per mancanza di personale, ed il rischio è che non riapra mai più.

Si tratta di un bosco in pieno centro, 11.000 metri quadri con alberi che hanno più di due secoli come una Ginkgo Biloba piantata nel 1791 e un Populos Tremuloides un pioppo particolare, del giorno dell’inaugurazione, effettuata proprio da Giambattista Guatteri.

Stesso discorso vale anche per la Scuola di Botanica, che sempre per mancanza di fondi e personale sta chiudendo.

Non resta che sperare, anche per il fatto che il Rettore ha dato assicurazioni per cercare di indire un bando di concorso per un’assunzione mirata.

5 Commenti

  1. ma possibile che non si riesca a trovare del personale?con tutta la disoccupazione che c’è in giro? speriamo che il rettore abbia già risolto il caso…dato che queste notizie sono di un anno e mezzo fa..e le piante non aspettano..un vero peccato per la città di Parma!

  2. Ciao Sara,

    hai pensato di coinvolgere la Camera di Commercio di Parma? SPesso e molto volentieri le Camere di commercio cercano attivita’ in cui gestire in maniera profittevole i fondi del governo… non si sa mai potrebbe service qualcuno che gestisca il piano e magari potrebbe essere proprio qualcuno cuirioso e capace ad avere quel lavoro…
    io ci proverei… qua tocca farsi correre il cervello 😀

  3. E se si riuscisse a renderlo un luogo un poco più attuale, cercare di gestirlo in modo innovativo?

    Renderlo un luogo più giovane e frequentato, vista anche la sua adiacenza al entro e ai luoghi di aggregazione più frequentati ?

    Non sarebbe male! E’ prima di tutto un dovere civile salvaguardare questo polmone verde…se poi si potesse anche farlo in modo divertente e perchè no, remunerativo!

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