Home News Ammissione università Metodo di studio, come prepararsi efficacemente per maturità e test d’ammissione 2018

Metodo di studio, come prepararsi efficacemente per maturità e test d’ammissione 2018

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Non importa quante ore si passano davanti ai libri, se non si sa farle fruttare. Per questo è fondamentale avere un buon metodo di studio, che permetta di imparare bene e nel minor tempo possibile. Se poi ci si sta preparando ad affrontare la maturità o i test d’ammissione 2018, ecco che studiare efficacemente diventa davvero essenziale. Quando il tempo a disposizione è molto, infatti, si possono ottenere buoni risultati anche affidandosi a tecniche non ottimali. Lo stesso non vale, tuttavia, se le scadenze diventano più stringenti.

Leggere più volte e ripetere da cima a fondo? Fare i riassunti dei vari capitoli e argomenti? Sottolineare ampie sezioni dei libri? Sono le tecniche tradizionalmente più usate, ma anche quelle meno proficue. La scuola insegna molte cose, ma sfortunatamente non sempre fornisce un metodo di studio adeguato. E imparare diventa più difficile. Per fortuna, però, non è mai troppo tardi per cambiare le cose.

Qual è il metodo di studio più efficace? Esistono davvero diversi stili di apprendimento?

Quando si parla di metodo di studio, inevitabilmente si finisce per parlare anche di stili di apprendimento. Spesso si sente dire che ci sono persone che hanno uno stile di apprendimento visivo, altre che ne hanno uno verbale e altre, infine, che hanno un stile di apprendimento cinestetico. Nel primo caso sarebbe più facile apprendere attraverso mappe, diagrammi, immagini e simili. Nel secondo caso si imparerebbe meglio ascoltando o leggendo. Al terzo gruppo, invece, apparterrebbero coloro i quali per memorizzare debbono associare dei movimenti ai concetti.

Forse anche voi pensate di essere caratterizzati da un particolare stile di apprendimento. La scienza, però, non è d’accordo. Non esistono, infatti, studi che supportino l’esistenza di differenze importanti nelle modalità preferite dal cervello per assorbire e memorizzare le informazioni.

Che significa in concreto? Che l’efficacia di un metodo di studio, se esso è valido, è trasversale. Per prepararsi alla maturità o ai test d’ammissione 2018, quindi, è meglio focalizzarsi sull’acquisizione di tecniche mnemoniche utili, piuttosto che sulla determinazione del proprio stile di apprendimento.

Un buon metodo di studio è fatto anche di piccoli trucchi mnemonici

L’importanza di un buon metodo di studio si palesa soprattutto quando le scadenze incalzano e le informazioni da memorizzare sono molte. Se siete alle prese con la maturità o vi state preparando ai test d’ammissione 2018, sapete di cosa si parla. Il tempo a disposizione sembra insufficiente rispetto alla mole delle cose da studiare. Eppure si può riuscire a ottimizzarlo. Magari ricorrendo ad alcuni trucchi.

La prima cosa per studiare in maniera efficace, quella davvero ineludibile, è la comprensione. Imparare qualcosa che non si è capito è quasi impossibile. Per questo motivo il primo passo è sempre quello di leggere ciò che si deve studiare, soffermandosi sulle parti più complicate, finché non risulteranno chiare.

Per un metodo di studio efficace, la seconda fase prevede di rileggere il materiale sottolineando solo alcuni concetti o definizioni chiave. Non bisogna farsi prendere la mano e sottolineare intere frasi, o peggio interi paragrafi. Servirebbe a ben poco. Evidenziare solo le informazioni fondamentali, invece, permette di ripassare in maniera molto rapida e focalizzata. Una cosa che si rivela particolarmente utile quando si affrontano questionari come la terza prova della maturità o i test d’ammissione universitari.

Ripetere efficacemente è la chiave di un buon metodo di studio

Un metodo di studio che si rispetti deve prevedere anche una fase di ripetizione. E l’ideale sarebbe quello di trasformare il classico monologo in un dialogo. Ripetere tra sé i concetti non è tanto efficace quanto spiegarli a un’altra persona. Non solo perché evidenzia in maniera oggettiva se davvero abbiamo capito quanto studiato. L’utilità principale di questa tecnica sta nel fatto che dover spiegare a un altro ci costringe a mettere in risalto i concetti chiave, aiutandoci a immagazzinarli a nostra volta nella memoria a lungo termine.

Un altro trucco che contribuisce all’efficacia del metodo di studio è quello di non ripetere gli argomenti dall’inizio alla fine, così come si presentavano nel libro. Questo rischia di rendere il processo eccessivamente passivo, con ricadute negative sulla memorizzazione. Per ovviare a tale inconveniente si possono realizzare dei biglietti con delle domande relative alle nozioni che si debbono ricordare e inserirli in un barattolo. Pescando un biglietto a caso ci si abituerà a richiamare concetti in maniera non lineare, a tutto vantaggio della memoria.

Quest’ultima strategia è consigliatissima soprattutto nella preparazione per la terza prova della maturità o in quella in vista dei test d’ammissione 2018. Questo tipo di questionari, infatti, richiede la capacità di rispondere a domande secche e random su una serie di argomenti differenti.

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