L’introduzione della tesi è una delle sezioni più rilevanti dell’opera. Si tratta, infatti, della porzione del testo nella quale presenterai in maniera lineare e sintetica l’intero lavoro, evidenziando anche i motivi che ne giustificano l’esistenza.
Se sei pieno di dubbi su come scriverla, sei nel posto giusto.
In questi articolo ti spiegheremo come redigerla in maniera efficace e stilisticamente corretta.
In particolare, approfondiremo le seguenti questioni:
- Perché è importante scrivere bene l’introduzione della tesi
- Quando scrivere l’introduzione della tesi
- Come strutturare l’introduzione della tesi
- Gli obiettivi
- I motivi per cui il lavoro è stato intrapreso
- Sintesi dei principali contributi sul tema
- Strumenti e metodi
- La struttura della tesi
- Qual è la lunghezza ideale dell’introduzione della tesi di laurea?
Perché è importante scrivere bene l’introduzione della tesi
L’introduzione della tesi è importante in quanto è la parte del testo in cui spiegherai perché l’argomento scelto fosse meritevole di approfondimento e guiderai il lettore nel percorso che hai seguito per svilupparlo.
Inoltre, è la sezione in cui potrai mettere in risalto quelli che ritieni siano i punti di forza e di originalità della tua tesi, che troveranno poi conferma nelle pagine successive.
Ed è, insieme all’indice e alle conclusioni, una delle poche parti che potrebbero essere lette da tutti i membri della commissione dell’esame di laurea.
Nello scrivere l’introduzione della tesi, quindi, tieni presente che il lettore può non essere interessato ad analizzare per intero l’opera. Dovrai perciò fare in modo che, pur leggendo solo queste parti, non gli sfugga nulla di fondamentale di ciò che hai scritto nel resto del lavoro.
Quando scrivere l’introduzione della tesi
Al contrario di quello che potresti immaginare, l’introduzione della tesi è una delle ultime cose a cui ti dovrai dedicare, insieme alle conclusioni e all’abstract.
Infatti, solo dopo aver finito di scrivere la tesi ti sarà possibile avere una visione d’insieme del lavoro svolto. E fornire questo quadro generale a chi legge è esattamente il risultato che l’introduzione dovrebbe ottenere.
Tuttavia, potrebbe esserti utile redigerne fin dall’inizio una prima bozza, in versione work in progress da aggiornare man mano. Tale stesura provvisoria ti potrà servire – insieme all’indice – come schema di massima e programma di lavoro. In questo modo ti sarà più semplice procedere con ordine nella stesura dei vari capitoli.
Come per ogni altro aspetto della tesi di laurea, in ogni caso, sarà il tuo relatore a indicarti esattamente l’ordine nel quale procedere alla redazione delle varie sezioni del lavoro.

Come strutturare l’introduzione della tesi
L’introduzione della tesi di laurea dovrebbe avere una struttura ben precisa.
In particolare, dovrebbe descrivere, nell’ordine:
- gli obiettivi della tua ricerca;
- il motivo per cui hai scelto l’argomento;
- una succinta sintesi della letteratura esistente su questa tematica;
- gli strumenti e i metodi usati per la tua analisi;
- l’organizzazione del contenuto e i temi dei vari capitoli.
Gli obiettivi
A prescindere che si tratti di una tesi compilativa o di una tesi sperimentale, è importante che l’introduzione descriva immediatamente gli obiettivi del lavoro che hai svolto. Dunque, niente giri di parole o preamboli inutili: è meglio andare subito al punto.
Questo serve a dare al lettore l’idea inequivocabile di ciò che si troverà davanti se continuerà a leggere la tua tesi e a catturare la sua attenzione fin dalle prime righe.
I motivi per cui il lavoro è stato intrapreso
Successivamente, l’introduzione della tesi dovrà esporre le ragioni che ti hanno spinto a concentrarti sull’argomento scelto.
Ovviamente, non dovrai dilungarti a esprimere pareri o preferenze personali, bensì evidenziare l’importanza della tematica in oggetto nel contesto scientifico o culturale di riferimento.
In caso di tesi sperimentale, potresti sottolineare la rilevanza o l’attualità dell’argomento anche rispetto alla presente situazione sociale, economica, sanitaria, ecc.
Sintesi dei principali contributi sul tema
Una volta chiariti gli obiettivi e le ragioni della redazione dell’opera, l’introduzione della tesi dovrebbe contenere una breve panoramica della letteratura relativa all’argomento.
Fare un excursus in merito ai contributi teorici esistenti servirà a rafforzare ulteriormente i motivi per cui hai intrapreso il lavoro. Inoltre darà autorevolezza al tuo testo, collocandolo organicamente nel più vasto complesso degli studi in materia.
Non occorre che indugi su ciascun contenuto, sarà sufficiente farne una stringata sintesi. Poi, nel primo capitolo della tesi, ti dedicherai all’approfondimento.
Strumenti e metodi
L’introduzione della tesi dovrebbe successivamente spiegare il tipo di approccio che hai scelto per affrontare la tematica in oggetto e quali sono stati gli strumenti che hai usato nelle varie tappe del lavoro. In sostanza, dunque, dovresti descrivere la metodologia di ricerca utilizzata per portare avanti la tua analisi empirica o la tua riflessione teorica.
La struttura della tesi
Infine, è il caso di entrare nel dettaglio degli argomenti trattati in ogni capitolo. Ciò servirà a dare un’idea concisa di ciò che il lettore troverà in ciascuno di essi. Inoltre, permetterà di ricostruire la logica sequenziale che ha guidato lo sviluppo della tua tesi.

Qual è la lunghezza ideale dell’introduzione della tesi di laurea?
Nonostante la sua importanza e la necessità di sviluppare tutti i punti fin qui esposti, non occorre che l’introduzione della tesi sia lunga.
Dovresti, anzi, sforzarti di essere conciso ma chiaro. L’ideale è andare subito al dunque, evitando ogni tentazione di cedere alle frasi fatte e alla retorica. Cerca di essere preciso ed essenziale e conserva il meglio della tua eloquenza per i capitoli successivi.
In questo modo non rischierai di annoiare il lettore con frasi vuote di contenuti e riuscirai più facilmente a invogliarlo a leggere il resto del testo.

