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L’esame di avvocato

All’esame di avvocato possono accedere tutti coloro che abbiano conseguito una laurea specialistica (classe 22/s) o una laurea magistrale (classe LMG01), nonché una laurea a ciclo unico vecchio ordinamento in Giurisprudenza, previo svolgimento di un periodo di pratica.

L’esame di avvocato consiste nello svolgimento di tre prove scritte e una prova orale.

Prove scritte

Le prove scritte dell’esame di avvocato vengono svolte sui temi formulati dal Ministero della Giustizia ed hanno per oggetto due tipi di contenuti: parere motivato e atto giudiziario. In particolare, il primo giorno vi verrà richiesta la redazione di un parere motivato in materia di diritto civile, mentre il secondo giorno di un parere motivato in materia di diritto penale. In entrambi i casi potrete scegliere tra due questioni proposte in materia del diritto oggetto della prova.

Il terzo giorno, invece, sarà la volta della stesura di un atto giudiziario a scelta tra il diritto privato, il diritto penale ed il diritto amministrativo. In genere, la durata di ciascuna prova è di sette ore.

Prova orale

La prova orale dell’esame di avvocato consiste:

  1. nella discussione, dopo una succinta illustrazione delle prove scritte, di brevi questioni relative a cinque materie, di cui almeno una di diritto processuale, che avrete preventivamente scelto tra: diritto costituzionale, diritto civile, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto penale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto processuale civile, diritto processuale penale, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico e diritto comunitario;
  2. nella dimostrazione di conoscenza dell’ordinamento forense e dei diritti e doveri dell’avvocato.

La prova orale è pubblica e ha una durata compresa tra i 45 e i 60 minuti.

Valutazione

La prassi generalmente applicata dalle Commissioni d’esame di avvocato dimostra che il superamento della prova scritta non è legato alla soluzione specifica della questione controversa, ma soprattutto dal soddisfacimento di alcuni requisiti disposti dalla Legge 180/03 art. 1-bis, comma 9:

  • Chiarezza, logicità e rigore metodologico dell’esposizione;
  • Dimostrazione della concreta capacità di soluzione di specifici problemi giuridici;
  • Dimostrazione della conoscenza dei fondamenti teorici degli istituti giuridici trattati;
  • Dimostrazione della capacità di cogliere eventuali profili di interdisciplinarietà;
  • Relativamente all’Atto Giudiziario, dimostrazione della padronanza delle tecniche di persuasione.

La commissione dell’esame di avvocato è composta da cinque elementi, ciascuno dei quali dispone di 10 punti di merito per ogni prova scritta e per ogni materia della prova orale.
Per essere ammessi alla prova orale dell’esame di avvocato è necessario conseguire, nelle tre prove scritte, un punteggio complessivo di almeno 90 punti e non inferiore a 30 punti per almeno due prove. Per risultare idonei, dovrete raggiungere un punteggio complessivo per le prove orali non inferiore a 180 punti ed un punteggio non inferiore a 30 punti per almeno cinque prove.

Tenete presente che l’esame di avvocato può essere ripetuto senza alcuna limitazione di volte e, dunque, arriverà il momento in cui raggiungerete il vostro obiettivo.

8 Commenti

  1. E’ solo un sistema questo esame per favorire avvocatucci e figli di avvocatucci…lobby e massoni! Vergogna!

  2. percepisco 2000,00 euro al mese ma vorrei lasciare per dedicarmi all’attività forense cosa ne pensate?

  3. L’esame di stato va eliminato al più presto visto che è inutile e costoso nonchè una perdita di tempo; meglio una seria pratica forense.

  4. ciao luca, potrei sapere quale lavoro alternativo fai ora? Vorrei anche io, come te, poter cambiare strada…

  5. UN ESAME IN CUI CHI TI GIUDICA SARA’ IL TUO FUTURO CONCORRENTE? SICURAMENTE E’ STATO PENSATO IN BUONA FEDE!!!! Io ci ho rinunciato e vi dirò, da quando ho cambiato lavoro sto meglio emotivamente e psicologicamente, non mi manca proprio nulla della mia “vecchia” vita, stop alle code in cancelleria, basta angherie da parte del dominus, fine delle rincorse ai titolari per ricevere una miseria di stipendio… in altre parole: Ma chi me l’ha fatto fare??? tempo, soldi, energie e sacrifici buttati.. col senno di poi…

  6. Per me quest’anno, 2011, sarà la quarta volta. Sono stanca e sfiduciata. Stanca fisicamente e psicologicamente.
    Avrei mollato se non fosse stato per una voce interiore che mi grida di andare avanti e per il grado alto di frustrazione positiva che mi stimola a pensare che tanti incompetenti hanno il titolo ed io no che, nel mio piccolo sono piuttosto bravina.
    Accetto suggerimenti e confronti.
    Maria

  7. LA COSA PIU INUTILE PER ACCEDERE ALLA PROFESSIONE DI AVVOCATO E L’ESAME DI STATO PERCHE I PARERI NON VENGONO NELLA LORO QUASI TOTALITA LETTI A CAUSA DEL GRANDE NUMERO DI PARTECIPANTI RISPETTO ALLA PERCENTUALE DI EFFETTIVO BISOGNO DEL MERCATO IMPOSTA DAL MINISTERO E ANCHE DAL TEMPO DEDICATO DAI COMMISSARI ALLO SCRUTINIO DEGLI STESSI, LA QUALITA O CAPACITA NELLA PROFESSIONE NON DIPENDE PER CIO STESSO DALLA RIUSCITA DELL’ESAME MA, DA QUANTE UDIENZE HAI PATROCINATO NEL PERIODO DA PROTICANTE AVVOCATO. DA PAR MIO ISTITUIREI NELLE FACOLTA DI DIRITTO DEI VERI E PROPRI TRIBUNALI DOVE SI POSSA DIBATTERE LA CONTROVERSIA CON UNA COMMISSIONE VERA COMPOSTA DA VERI ASPIRANTI GIUDICI CHE POTREBBERO ANCH’ESSI FARE PRATICA DI GIUDICI EVITANDO COSI RESSE CHE SI SVOLGONO COME OGNI HANNO ALL’ERGIFE PALACE. EVIDENTE DA ORGANIZZARE CON MINOR DISPENDIO DI RISORSE PUBLICHE CON GIUDICI RESPONSABILI DELLO SVOLGIMENTO DEI DIBATTITI NELLE UNIVERSITA. OVVIAMENTE A NUMERO CHIUSO NON PER TUTTI, ADESSO VI PARTECIPANO PERSONE CHE VANNO DAI 50 A 7O ANNI E OLTRE E IMPIEGATI CHE VOGLIONO SALIRE DI GRADO A PERDITEMPO. GRAZIE MARIANO LEANDRI

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