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L’esame di stato per diventare architetto

Il superamento dell’esame di stato in architettura è il passo che permette l’iscrizione all'”Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori”, nel settore “a” (architettura) delle sezioni A e B dell’albo.

Il DPR 328/2001, infatti, ha previsto la costituzione del suddetto ordine, prevedendone la suddivisione nelle due sezioni A e B, ciascuna delle quali divisa a sua volta in settori disciplinari.

Agli iscritti nella sezione A spetta il titolo di architetto, mentre a quelli della sezione B, spetta il titolo di architetto junior.

Possono sostenere l’esame di stato in architettura per la sezione A, coloro che sono in possesso di una laurea magistrale (o specialistica) o di una laurea a ciclo unico nella classe 4/S – Architettura e ingegneria edile o corso di laurea corrispondente alla direttiva 85/384/CEE. L’esame di stato in architettura per la sezione junior è invece aperto a quanti hanno conseguito una laurea di primo livello nelle classi n. 4 – Scienze dell’architettura e dell’ingegneria edile e n. 8 – Ingegneria civile e ambientale.

Per entrambe le sezioni, l’esame di stato in architettura consiste in quattro prove, di cui una pratica, due scritte e una orale.

Prova pratica

L’esame di stato in architettura comincia con una prova pratica che, per la sezione A, ha per oggetto la progettazione di un’opera di edilizia civile o di un intervento su scala urbana. Per iscriversi alla sezione B, invece, la prova pratica dell’esame di stato in architettura consiste nello sviluppo grafico di un progetto esistente o nel rilievo a vista, e nella stesura grafica di un particolare architettonico.

Prove scritte

La prima prova scritta per superare l’esame di stato in architettura si basa sulla prova pratica precedentemente svolta. Per quanti aspirano al titolo di architetto, infatti, la prova verterà sulla giustificazione del dimensionamento strutturale o insediativo della prova pratica, mentre per chi sostiene l’esame di stato in architettura nella sezione B, essa avrà per oggetto la valutazione economico-quantitativa della prova pratica.

Inoltre, vi è una seconda prova scritta che per la sezione A verte sulle problematiche culturali e conoscitive dell’architettura, mentre per la sezione B consiste in un tema o prova grafica nelle materie caratterizzanti il proprio percorso formativo.

Prova orale

Infine, per superare l’esame di stato in architettura, è necessario affrontare una prova orale basata, per entrambe le sezioni, sul commento dell’elaborato progettuale e sull’approfondimento delle materie oggetto delle prove scritte, nonché sugli aspetti di legislazione e deontologia professionale.

L’Ordinanza Ministeriale del 27/03/2009 nell’articolo 7 stabilisce che coloro che sono in possesso di un titolo di studio precedente, ovvero una laurea con un vecchio ordinamento universitario possono sostenere l’esame di stato in architettura secondo l’ordinamento previgente al DPR 328/01.

In questo caso, l’esame di stato in architettura consisterà in una prova estemporanea grafica e in una prova orale. La prima si basa sullo svolgimento di un tema o progetto elementare di architettura a scelta del candidato tra due o tre proposti dalla commissione. La prova orale verte invece sulla discussione degli elaborati della prova grafica.

15 Commenti

  1. ciao a tutti!!

    Qualcuno sarebbe gentile di darmi qualche aproccio per sostenere l’esame orale Architetttura sezione A????? (lo faccio a Ferrara ma immagino i temi della la prova orale sarano piu o meno uguale per tutti in qualsiasi parte)

    Apparte studiare sulla Maggioli, Manuale Architetto o Codice deontologico, non saprei su cosa mi possono andare a chiedere!!

    Grazie mille in anticipo

  2. Ragazzi buongiorno, io scrivo libri per la preparazione e organizzo corsi frontali da 15 anni. Tutto quello che voi denunciate io non lo vedo; vedo al contrario una notevole impreparazione data dall’università – mi riferisco in primis alla mia esperienza universitaria – che fa si che ci si laurei anche con il fatidico 110 ma poi, se si chiede di progettare un edificio, lo si progetta senza conoscere la normativa italiana, non si conoscono indici utilizzazioni o densità, basilari per quantificare quanto possa realizzare, la funzionalità e l’estetica la si considera un eufemismo, le strutture, nel senso di schemi statici corretti, anche in relazione alle problematiche sismiche, risultano sconosciute, per non parlare poi della grafica, anch’essa fondamentale ma completamente abbandonata, esclusivamente dall’università italiana.
    Tutto questo io lo registrai su me stesso vent’anni fa e lo ri vedo ogni anno con i nuovi ragazzi che si rivolgono a me; però con grande reciproca fatica, a queste lacune si ovvia e i risultati sono le tavole pubblicate sui miei libri.. però tutto ciò costa fatica.. a meno che non si relativizzi tutto e quindi tutto lo si ottenga senza fatica…

  3. lo schifo è totale .e’ indispensabile fare ricorso contro queste schifezze!!!!!!! i professori della commissione non sono neanche in grado di dare spiegazioni è una vergogna

  4. ho partecipato ai corsi per la preparazione all’esame di stato per architetto, mi scuso ma dico sempre ciò che penso…e non mi sembra un corso valido nel senso che non è mirato al superamento delle prime due prove quali fondamentali…questo commento spero che vi serva per migliorare…grazie

  5. E’ un’immensa gioia essere ammessi per la seconda volta all’orale dell’esame di stato per poi essere bocciati a caso.
    Gente che prevede di fare le prove sui materiali con un “martello” o che lascia luci libere di 21 metri al momento si sta gongolando, mentre io nn mi capacito di questa seconda bocciatura alla prova orale.
    Già ritengo di essere stata fortunata ad aver superato due volte consecutive lo scritto, ametto che al primo orale ho trasmesso incertezza e mi sono fatta una ragione dell’esito ma oggi no, sono nera,nera, nera.
    Ad agosto ho totalizzato punti 56/100, l’altro giorno, a Venezia ,50/100 e posso dire di aver fatto un’interrogazione più che decente, rispondendo a tutti i quesiti, una conversazione, dal mio punto di vista, tranquilla e senza alcun sentore di bocciatura, (di esami ne ho fatti mille, mi accorgo quando qualcosa va storto).
    Posso dire che quando tra gli abilitati non c’era il mio nome mi si è chiuso lo stomaco e sono volata dalla commissione chiedendo spiegazioni ma loro mi hanno detto: mi dispiace, non possiamo dirle niente, faccia richiesta agli atti.
    Così andrò a vedere una serie di numeri messi a caso che sommati daranno un voto insufficiente.
    Questa volta hanno rotto, mi va bene tutto, ma sta volta no.

  6. Scusate, ho bisogno di un’informazione………….banale forse ma all’ufficio esami di stato si contraddicono non poco.
    Mi sono laureato nel 1993: leggo “L’Ordinanza Ministeriale del 27/03/2009 nell’articolo 7 stabilisce che coloro che sono in possesso di un titolo di studio precedente, ovvero una laurea con un vecchio ordinamento universitario possono sostenere l’esame di stato in architettura secondo l’ordinamento previgente al DPR 328/01.

    In questo caso, l’esame di stato in architettura consisterà in una prova estemporanea grafica e in una prova orale. La prima si basa sullo svolgimento di un tema o progetto elementare di architettura a scelta del candidato tra due o tre proposti dalla commissione. La prova orale verte invece sulla discussione degli elaborati della prova grafica.”

    LETTO quanto sopra chiedo all’uffcio esami di stato che io ho i requisiti per entrare in questa categoria: risposta NO, devono fare 4 prove ?!?. Mi sapete dire qualcosa in merito?
    Grazie
    GIULIANO

  7. Salve, mi sto accingendo a preparare/fare l’esame di stato il 19 di giugno a Pescara, e sto reperendo informazioni sul web riguardo l’esame. devo dire che tutti questi commenti mi mettono davvero buon’umore… 🙂
    dopo 6 anni di università, rimettersi nuovamente sui libri è davvero stancante, cosa che non sto facendo, appunto. mi chiedo se valga la pena studiare così tanto e prepararsi quando in realtà l’esame di stato è davvero una pessima formalità.
    perchè disegnare a mano se nelle università non si fa più? io l’ho fatto solo per un esame.
    perchè farlo fare ai neolaureati se in realtà serve una preparazione abbastanza “professionale”?
    perchè farlo se ci si è laureati con 110 e lode e già ciò dovrebbe dimostrare le mie capacità? allora diciamo che la laurea è un pezzo di carta teorico, che non ti prepara affatto al lavoro. l’Albo ti da la possibilità di iniziare a fare un mestiere, per cui hai VELATAMENTE studiato.
    Uffa…. il 19 tenterò questo esame, e vedrò come si mette.
    Grazie!

  8. Proprio domani mi accingerò a sostenere l’esame di stato per la quinta volta (uso le minuscole per i termini “esame” e “stato” in quanto non meritano di essere altisonanti nella mia mente, perlomeno non in queste circostanze).
    Effettivamente vedo masse di studenti preoccupatissimi nei giorni precedenti la prova, che provano ad ipotizzare quali saranno le tematiche e si preparano per meglio affrontarle, per meglio svolgerle, per potercela fare.
    In realtà tutto ciò non serve a NULLA.
    Ho visto 110 e Lode che picchiavano i pugni sul tavolo durante le correzioni delle loro prove “non ammesse”, ho visto gente uscire in lacrime, ho visto “asini patentati” stare al di là della scrivania a godere come ricci forti del loro potere, del loro “baronaggio”, del loro essere protetti da una “casta”, schernendo questi laureati meritevolissimi che avevano il triplo del loro quoziente intellettivo.
    E’ la Casta. E’ qualcosa di intoccabile, di cui troppo poco si parla e a cui troppo ci si rassegna.
    Per la quinta volta lo sosterrò a Ferrara, Ateneo in cui mi sono laureato. Il 90% degli ammessi si è laureato in altri Atenei (in buona parte vengono dal Politecnico di Milano).
    L’esame in sé non è difficile, eppure il criterio che usano per ammettere o meno (in media il 20-25% è ammesso) rispecchia proprio il desiderio di “stroncare le gambe” a quanti più Laureati possibili, pensando che essi possano giacere sul mercato inutilmente o creando concorrenza alla Casta, al Baronato che va avanti invitando a sé amici ed amici di amici.

  9. Guarda Francesco,
    l’idea che la professione debba essere protetta da un ordine non protegge i professionisti dalla competizione; accumula asini patentati.
    Se sei bravo ti confronti col mercato, e vinci. Più competizione c’è, meglio si definisce la qualità del professionista che emerge – o la sua capacità di rispondere alle esigenze della domanda.
    Se non parliamo di questo, parliamo di pochi individui protetti da un mercato contro il quale non ce le farebbero. Ma non per motivi di ordine “superiore”: solo perchè il loro mestiere, qualificati o meno, non lo sanno fare.
    Apriti al mercato e fai vedere se vali o meno. Ogni forma di abilitazione professionale è solo un altarino ipocrita a protezione degli imbecilli, dei raccomandati e dei danarosi.

  10. Guarda Massimo, siamo in tanti..tantissimi!
    Purtroppo il nostro paese sforna un sacco di laureati e la categoria si protegge da questa massa di concorrenti.
    Forse siamo addirittura troppi (concorro anch’io per l’abilitazione alla professione di Architetto). Di questi c’è pure, a quanto pare, una consistente fetta di “dottori” come te che commettono seri errori di ortografia mentre rivendicano i propri diritti intellettuali. Un tempo saresti stato un tecnico, oggi sei un Ingegnere.
    Siamo zavorrati un po’ da tutto…è un mondo difficile!

  11. Ti dò ragione Binno.
    Io sono ingegnere e stò affrontando l’esame di stato. Un esame che, oltre a costare ben 250 euro (di cui 50 allo Stato e ben 200 all’Università), ci tiene con l’acqua alla gola per quasi tre mesi (dato che la prima prova scritta è stata a fine giugno, l’orale a fine luglio e la prova pratica sarà domani 14 settembre!!), senza servire assolutamente a nulla! O meglio serve solo a fare cassa, e a far spendere dei soldi a noi neolaureati che non abbiamo ancora uno stipendio. Ma poi: a cosa serve un altro esame se già ci siamo fatti più di una quarantina di esami (per la laurea specialistica) più una tesi di laurea? Se ti dicono alla Laurea che ormai sei ingegnere, a cosa serve questo esame ancora in più?
    Sono disgustato e deluso anche io!!!!! Io sono di Milano ma credo di poter parlare per tutta Italia: è UNO SCHIFO!!!!!!!!!!!!!!!!

  12. La normativa è perfetta se non fosse che le correzioni degli esami, a parere mio, sono del tutto casuali per non dire altro!!!
    Le università laureano dott.arch. con 110/110 e lode e gli stessi professori che un mese prima li hanno proclamati li bocciano all’esame di Stato!
    Poi si scopre che c’è un accordo non scritto con gli ordini di bocciare tutti, o quasi!
    Tutto questo non è normale per una facoltà – trattasi di autogol e le “personalità” interne alle faacoltà non hanno il coraggio di aprire bocca.
    Mi chiedo e chiedo a quanti certamente più esperti di me, è un esame di abilitazione che formerà un futuro architetto? o bocciando in massa si riesce a fare cassa presso il MIUR? o dobbiamo abolire questi ordini che sono soltanto comitati di affari di pochi eletti?
    Sono disgustato, deluso ed incazzato guardate a Palermo quello che è successo e nessuno che apre bocca! Anche questo è lo specchio della nostra “nazione”.

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