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L’Anvur è realtà: il Cdm approva la nuova Agenzia nazionale che valuterà gli atenei

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Gelmini Anvur
Gelmini Anvur
È realtà l’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario: ieri mattina il Consiglio dei ministri ha approvato in prima lettura il Regolamento sulla struttura e il funzionamento del nuovo organo, fortemente voluto dal ministro Mariastella Gelmini.

Diversi i compiti assegnati alla nuova Authority delle università: la valutazione della qualità degli Atenei e degli Enti di ricerca e la ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario.

Il Regolamento approvato ieri rende di fatto l’Anvur “più autonoma – spiega una nota del Miur – rispetto a quanto previsto nella precedente legislatura”. La nuova Authority delle università accorpa in sè le funzioni del Cnvsu (che valuta le università) e il Civr (che valuta la ricerca).


Ricordiamo ora brevemente di cosa si occuperà la nuova Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario:

  • Valutare l’efficienza e l’efficacia dell’attività didattica sulla base di standard qualitativi di livello internazionale, anche con riferimento ai livelli d’apprendimento degli studenti e del loro inserimento nel mondo del lavoro
  • Valutare le strutture delle università e degli enti di ricerca, i corsi di studio universitari, i dottorati di ricerca, i master universitari e le scuole di specializzazione
  • Valutare la qualità e i risultati dei progetti ricerca
  • Monitorare l’acquisizione di finanziamenti esterni, l’attivazione di rapporti di collaborazione e lo scambio di ricercatori con soggetti pubblici e privati
  • Valutare attraverso criteri internazionali la qualità e i risultati della ricerca.

Per il Ministro dell’Istruzione, Università e ricerca inoltre l’Anvur valuterà i requisiti quantitativi e qualitativi per l’istituzione di nuove università o di sedi distaccate, per l’attivazione di tutti i corsi di studio universitari, dei dottorati di ricerca, dei master universitari e delle scuole di specializzazione.

3 Commenti

  1. Condivido l’opinione del Prof. Mazzacca: é tutto tristemente vero e quindi si spera che questa nuova Authority voglia davvero mettere l’Università italiana in linea con quanto all’estero é una realtà consolidata. E non sia invece l’ennesima dimostrazione di quell’italianità contorta e negativa (in termini di efficacia e quindi di efficenza) che solo bleffa tanto per creare un’altro loco dove garantire posti di lavoro sicuri a dei raccomandati (e mi riferisco, ovviamente, all’Authority stessa). Vedremo se “La verità è in marcia e nulla la fermerà” (Émile Zola)
    Francesca De Palma

  2. il precedente messaggio conteneva una lacuna e va letto così: “…non solo si premino i docenti giudicati FAVOREVOLMENTE, ma PENALIZZANDO quelli giudicati sfavorevolmente, soprattutto ESCLUDENDOLI dall’elettorato ATTIVO e PASSIVO….”

    Grazie

    mazzacca

  3. c’è da augurarsi la valutazione didattico-scientifica PARTA per davvero e che non solo si premino i docenti giudicati sfavorevolmente siano PENALIZZATI, soprattutto ERSLUDENDOLI dall’elettorato attivo e passivo. FINO a QUANDO rettori, presidi, direttori di dipartimento, membri delle commissioni di esame sono eletti da platee in cui i MEDIOCRI, per i quali gli interessi particolari, personali sono EGEMONI rispetto ai veri interessi ISTITUZIONALI, ogni progetto di riforma di UNA UNIVERSITA’ che più malatta non POTREBBE essere ( soprattutto nel SUD) altro non è che un VANILOQUIO.
    Gabriele Mazzacca, emerito ( denominazione che uso solo per evitare il GIA’ che suona come un “necrologio” ) della Università Federico II di Napoli

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