piano per il rientro di 500 professori universitari

Il nuovo governo guidato da Matteo Renzi ha appena prestato giuramento, ma – ancor prima che venisse ufficializzata la squadra dei ministri – la Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI) ha scritto una lettera al neo presidente per segnalare quei problemi riguardanti il mondo universitario “che non sono più rinviabili e che costituiscono delle vere e proprie emergenze“. Al centro delle richieste dei rettori, lo sblocco del turn over per i ricercatori, la garanzia del diritto allo studio per tutti, incentivi per creare un rapporto sempre più stretto tra atenei e imprese, e la semplificazione amministrativa. Dal canto loro, anche studenti e docenti hanno già pronta per il neo ministro dell’Istruzione Stefania Giannini la lista di ciò che ritengono vada immediatamente cambiato.

Senza dubbio al nuovo Esecutivo non mancherà il lavoro. Tra le richieste avanzate dalla CRUI nella sua lettera al premier Renzi, per esempio, c’è quella riguardante il diritto allo studio, ormai una chimera per molti studenti: 1 giovane su 4, infatti, non può permettersi gli studi universitari per motivi economici, anche se di fatto ne avrebbe tutto il diritto. Poi c’è il non facile problema del blocco del turn over, per colpa del quale negli ultimi cinque anni sono ‘spariti’ ben 10mila ricercatori. A tal proposito, la CRUI chiede al nuovo presidente del Consiglio un piano straordinario per i giovani migliori, in modo da dar loro “un’opportunità, altrimenti serviranno altri Paesi”.

Altra emergenza da affrontare è quella riguardante l’alleanza tra mondo della formazione e mondo del lavoro, non ancora all’altezza. “Il Paese non cresce se questa non si rafforza”, scrive la CRUI suggerendo politiche che, attraverso azioni di defiscalizzazione, incentivino un rapporto più stretto tra università e imprese. Infine, c’è anche il bisogno di uno snellimento normativo per dare maggiore libertà alle università di competere: “siamo travolti – sostengono i rettori nella loro lettera a Matteo Renzi – da un delirio normativo senza logica che impedisce ogni movimento e una nuova progettualità”.

Anche gli studenti hanno delle richieste per il nuovo governo. In particolare, puntano il dito verso le conseguenze gravissime prodotte dalle sempre maggiori restrizioni all’accesso dell’università: “Il sistema del numero chiuso – spiegano Rete della conoscenza, Link-coordinamento universitario e Unione degli studenti - mette sotto scacco a priori la libertà di scegliere il proprio percorso di studio, precludendo a tante e tanti di potersi anche solo mettere alla prova”. Per questo motivo, richiedono una discussione seria e approfondita sull’argomento, oltre che di reintegrare i posti tagliati a Medicina, Architettura, Odontoiatria e Veterinaria e di spostare i test d’ammissione a Settembre.