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Le università virtuali all’estero

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Se in Italia, le università telematiche trovano difficoltà a svilupparsi, non è la stessa cosa se si guarda all’estero. Qui infatti le università virtuali prendono piede, a partire dagli Stati Uniti, naturalmente sempre primi in tutto.

È il caso del rinomato MIT, Massachusetts Institute of Technology, che già da qualche tempo ha cominciato ad offrire ai propri studenti dei corsi digitali. Vere e proprie lezioni, ma questa volta senza i fastidiosi problemi di aule sempre troppo piene o scomode. I video delle lezioni si scaricano direttamente da Internet.

Il fenomeno dei corsi digitali, partito dagli Stati Uniti dunque, si ritrova però in forte crescita anche in Europa, per esempio in Germania. Il VHB (Virtuelle Hochschule Bayern), è la scuola superiore virtuale di Baviera. Alcuni anni fa aveva 2.000 iscritti, oggi ne conta 50.000.

Oppure c’è l’Università di Friburgo, che utilizza per la fruizione delle lezioni la piattaforma iTunes, con la quale tutti gli studenti posso scaricare materiale audio e video.

Così da più parti, le università telematiche stanno riscontrando un grande successo, dovuto alla praticità, velocità e innovazione delle lezioni virtuali. Uno dei rischi però è di perdere il contatto con il docente e l’ambiente universitario. Tuttavia il dibattito su quale tra le due forme sia meglio rimane ancora aperto: università tradizionale o telematica? Di fatto ciascuna, a prescindere dal paese in cui si trova, ha i propri lati positivi e negativi.

5 Commenti

  1. Una università innovativa eccellente in italia è l’Università degli Studi Niccolò Cusano (Unicusano) di Roma perché non è solo una università telematica ma è anche una università in presenza con lezioni come tutte le altre (oltre al fatto che si possono seguire anche on line). Inoltre ci sono tutor che seguono ogni studente facendo sì che questo renda meglio. E poi la Cusano ha una bella locatio essendo situata in un grandissimo Campus immerso in parco verde. Nel campus oltre a seguire le lezioni (per chi vuole seguire in presenza e non online) ci si può anche dormire nella foresteria, mangiare alla mensa e fare sport nei campi sportivi e palestre presenti nel campus. Questa è davvero una università innovativa e ci sono professori di altissimo livello, ad esempio titolare della cattedra di sociologia della comunicazione è Maurizio Costanzo; coordinatore del Master di Criminologia ”Tecniche di indagine, della sicurezza e criminologia” è Luciano Garofalo ex RIS Parma e presidente dell’Accademia Italiana di Scienze Forensi; titolare di diritto pubblio l’ex sottosegretario Learco Saporito; il rettore è il luminare Giovanni Puoti (anche ex sottosegretario). Ancora il prof Paolo Fuoco, esperto di criminalità e materie penalistiche e ci sono inoltre tanti luminari giovani come il costituzionalista Girelli Federico. Ne cito alcuni perché citarli tutti sarebbe impossibile. E per ultimo dico che è un ateneo fortemente impegnato nell’attività di ricerca infatti ha anche una casa editrice la Edizioni Edicusano e una fondazione la ”Fondazione Università Niccolò Cusano per la ricerca medico-scientifica”.

  2. In effetti le università telematiche per essere + valorizzate dovrebbero diventare a numero chiuso! La maggior parte dei Prof. sono di seconda fascia, purtroppo quelli della prima fascia sono Prof. anziani, e nelle università tradizionali raramente rispondono alle mail, li immaginate in una piattaforma? Si studia, non si scherza. In ogni corso c’è sempre una fumata nera, devono migliorare e selezionare gli studenti esattamente come fa la Bocconi, capire la motivazione e l’ambizione del futuro laureato. Ha fatto bene la Gelmini a dare un massimo di 60 cfu di riconoscimento! Siamo sulla buona strada per potenziare la modernità che farà ridurre i costi della spesa pubblica!

  3. Concordo sul fatto che innanzitutto bisognerebbe fare dei distinguo tra quelle telematiche serie e quelle poco serie, si anche noi studiamo sui testi”tradizionali”…riceviamo delle slide quotidianamente sulle quqali si svolgono le lezioni possiamo avere dei contatti con i docenti, da noi(e-campus) c’e un ottima organizzazione, abbiamo un tutor on line che ci segue e qualora se ne faccia richiesta naturalmente a poagamento abbiamo un tutor in presenza che ci segue singolarmente su ogni singola materia, ci interroga ci prepara in breve ci assiste fino all’esame. Gli esami sono svolti in presenza ovviamente e da noi vi posso assicurae che i voti non li regalano anzi spesso avvengono delle bocciature e il livello dell’esame non e’ certo superficiale, personalmente ho sostenuto cinque esami ad oggi e mai sono stati leggeri… basterebbe che chi parla a vuoto con tanta ignoranza e saccenza si vada a vedere le nostre schede d’esame! l’esame non e’ stato istituito per fare delle bocciatuire bensi per verificare la preparazione dello studente , dA NOI NON ESISTONO BARONIE DI PROFESSORI che magari spingono solo per “piazzare” i loro libri….e sanno esssere molto rispettosi delle persone,ricordo uno su tutti un episodio accaduto alla statale di milano circa 20 anni fa a cui ho assistito personalmente… un docente ha lanciato il libretto universitario di una ragazza a seguito di una domanda trabocchetto…adesso qualcuno mi dica se questi sono i valori che le universita’ vorrebbero infondere….da querela! Ognuno si faccia le proprie convinzioni ma l’intelligenza vuole che si parli a ragion veduta. P.s…. mi confronterei con qualsiasi altro studente di giurisprudenza per gliesami che ho sostenuto(codici libri, istituti e quant altro) a dire il vero l ho gia fatto e vi posso assicurare che non abbiamo niente da invidiare a nessuno. saluti a tutti
    daniele silvestrini

  4. Stella, sarebbe un motivo di vanto eccome. 😉
    Brunetta spinge per una riforma proprio per trasformare tutte le università in “telematiche” entro il 2012.
    Lo so che per i detrattori delle “telematiche” questa è una tragedia ma bisogna farsene una ragione.
    Concordo sul fatto che alcune “telematiche” italiane non siano serie e che il loro proliferare debba suonare da campanello d’allarme, ma noi delle “telematiche” siamo studenti esattamente come tutti gli altri.
    Anche noi studiamo dal nostro Torrente per diritto privato, anche noi prendiamo il nostro treno, anche noi ci presentiamo davanti ai professori.
    Le “telematiche” non sono università sui generis: sono università private esattamente come le altre ma con una didattica innovativa.
    Questo prima entra in testa a tante persone e prima si potranno avere delle discussioni civili in merito.
    Perché sul WEB si leggono di quelle bestialità da far accaponare la pelle, non tanto postate da persone comuni che, si sa, hanno il vizio di puntare il dito contro seppur prive di esperienza diretta, quello che sconvolge è il comportamento scorretto di alcuni giornalisti che utilizzano il moto popolare anti “telematiche” dando numerio falsi, mistificando la realtà.

  5. Credo sia lecito fare una distinzione: una cosa sono le università telematiche che funzionano solo ed esclusivamente a livello virtuale (a parte gli esami), un’altra cosa sono le università tradizionali che integrano la loro attività sfruttando le potenzialità della tecnologia digitale. L’università di Friburgo, mi sembra che sia un’antica università tedesca e quindi non può essere inserita in un discorso sulle università virtuali.
    E poi francamente non credo che gli USA siano sempre primi in tutto..e anche se fosse così non sarebbe per forza un motivo di vanto!

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