Home News Indagini Lavoro, Censis: “Ecco le lauree più richieste”

Lavoro, Censis: “Ecco le lauree più richieste”

39
lauree richieste classifica censis 2010

Le lauree più richieste dal mercato del lavoro? Ingegneria ed economia. A quanto pare il luogo comune secondo cui ingegneri ed economi trovano più facilmente un impiego non viene smentito dai fatti.

A confermarlo è l’indagine di Censis e Repubblica che nella grande guida all’università 2010 e dedicata alla classifica dei migliori atenei, inseriscono anche una graduatoria dei laureati più ricercati dalle aziende.

Al primo posto ci sono le lauree in Ingegneria, in particolare quelle ad indirizzo elettronico e dell’informazione. A seguire Ingegneria industriale, civile e ambientale. Lo stipendio medio per i laureati in queste discipline è intorno ai 1281 euro.

Secondo posto spetta invece ai laureati in Economia che nella maggior parte dei casi (60 per cento) vengono assunti a tempo indeterminato con stipendio medio di 1248 euro. Le lauree nell’area sanitaria si piazzano invece al terzo posto, ma lo stipendio medio dei laureati in queste discipline è più alto (1571 euro).

A seguire: lauree in Chimica e Farmacia, lauree in Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, lauree in Linguistica e Traduzione, lauree dell’area politica e sociale, lauree in Giurisprudenza, lauree umanistiche (Lettere, Filosofia, Storia, Arti, ecc.).

L’analisi di Censis-Repubblica, che tra le fonti annovera anche l’indagine del Gidp sui laureati e il mondo del lavoro, conferma comunque che la laurea ha ancora un appeal per il mercato dell’occupazione. La percentuale di occupati è infatti maggiore tra i laureati che tra i diplomati – 91 per cento contro 83 per cento – un dato non schiacciante, ma che quantomeno smorza gli allarmismi in merito al fatto che a lavoro la laurea vale meno del diploma.

39 Commenti

  1. in questo mondo economicamente ipocrita cosa serve una laurea? ti ritrovi a 30 anni a stampare carte in qualche uffccio a fare lo stage

  2. Studiare e’ scoperta, curiosità e passione. Per molti anni l’università e’ stata la scusa per molti, mi iscrivo tanto vivo sulle spalle dei genitori. Si può studiare e lavorare, ma guai a farlo! A vendemmiare ci vanno gli stranieri, ma gli studenti italiani no! I bar intorno le università, sono pieni di ragazzi che mangiano tutti i giorni al bar con i soldi di chi? Chi è bravo c’è la fa. Chi Va a scaldare la sedia ruba il posto a qualcuno che lo merita. Imparare un mestiere e studiare arricchisce la persona, ma la puzza sotto il naso lo impedisce. L’istruzione italiana sforna disoccupati, non tutti possono lavorare seduti e fare danni. I giovani economisti rampanti ci stanno rovinando, le aziende chiudono per errori di un laureato di nozioni, ma senza pensiero.

  3. io mi sono laureata a l’estero 10 anni fa’ e proprio 1 anno fa mi sono laureata in Italia. La differenza tra l’Università estera e quella italiana è abissale. All’estero t’insegnano a lavorare in Italia invece ho studiato un mucchio di teorie. Oltretutto spesso l’intraprendenza (tanto apprezzata all’estero) in Italia mi ha solo che penalizzata perché al momento dell’esame non ripetevo come un pappagallo le cose dette e scritte dal professore.

    Riconosco che in Italia ci saranno degli Atenei molto validi come Pisa, Firenze, Trento ecc però la didattica in generale è basata su un modello vecchio, teorico e noioso e i professori non sono educatori ma baroni con un re nella pancia. Io almeno ho studiato a Roma (in un’Università e poi schifata mi sono trasferita ad un’altra)

    Comunque a tutti i giovani consiglierei di studiare almeno 2 lingue per conto loro poiché l’Università italiana (al contrario di quelle estere) non stimola l’interesse per altre attività come le lingue, lo sport e il lavoro part time. Qui uno deve stare non so per quanto tempo all’Università ad ammazzarsi di teoria e non una teoria qualsiasi ma quella gradita dal professore di turno e quindo addio attività extra. Il problema è che uno si laurea e non ha altro, 0 esperienza, 0 lingue, 0 stage, e l’unica opzione è restare nell’Università e fare l’assistente sfigato.

    Io sono venuta in Italia per stare con mio marito che è italiano (io sono italo brasiliana) però alla fine sono andata (tornata) all’estero (praticamente sono sempre tra Roma e Brasile). Perché il Brasile? Perché mi sono laureata in biologia (ho iniziato il mio percorso di studio con un altro corso ma poi l’ho cambiato) e in Brasile le offerte di lavoro per i biologi marini e oceanografi non mancano. Ho fatto un po’ di integrazioni del percorso di studio in Brasile nell’UERJ (università del Rio de Janeiro) e ho subito trovato lavoro dopo lo stage.

    Quindi ragazzi non vi limitate all’Italia e buttate tutti i pregiudizi contro i paesi cosiddetti del Terzo Mondo (roba vecchia molti di questi paesi oggi sono davvero avanti), zaino sulle spalle e cercate nuovi orizzonti.

    Scusate l’Italiano (a volte mi dimentico un po’ le parole) e non mi mettete su un crocifisso come avete fatto alla Serena. :)))

  4. Il mio primo impego è stato nel 1993 a 1.440.000 Lire al mese (750 ero di oggi, più o meno).
    Adesso ne guadagno 130.000 (di euro…), più auto aziendale e benefit vari (azioni, stock options, assicurazioni sanitarie)
    Sono laureato in ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano.
    La laurea al Politecnico è stato il miglior investimento che ho fatto in vita mia.
    E se un giorno perdessi il lavoro, c’è tutto un mondo intorno che paga bene chi ha un certe esperienze.
    Certo, oltre alla laurea ci vuole lo studio delle lingue, della finanza aziendale, ecc. ecc.
    Consiglio umile da parte mia: studiate le materie “giuste”, e non fatevi influenzare dagli stipendi iniziali.
    C’è tutto un mondo intorno (per citare i Matia Bazar) che richiede compentenze ed è disposto a pagarle bene.
    Il mondo dei tronisti lasciateli alla De Filippi…

  5. Le facoltà più pagate sono economia ingegneria, medicina e chimica e farmacia che scarto perché è per titolari di farmacia

  6. Io mi sono laureato in lettere e filosofia, lavoro da 10 anni e ne ho 36 – 1300 euro la mese li guadagnavo al primo ingaggio – telecomunicazioni – 1530 all’ultimo – responsabile scolastico. Il vero problema è il precariato di cui nessuno vuole mai parlare. Se il contratto dura solo pochi mesi non serve a nulla che lo stipendio sia più alto, alla fine ci rimetti lo stesso in trasferte ecc.. Il contratto deve durare almeno un anno. Infatti, adesso, il contratta precario dura anche meno di un semestre… cosa assurada… Ho visto contratti di due settimane… Cosa me ne faccio di mezzo stipendio? Ma…

  7. Bello parlare di “studio per passione”! Purtroppo non ti mette il piatto a tavola da sola, la passione.
    Laureato in ingegneria, disoccupato…ho studiato per passione! Ho sempre pensato che chi merita emerge…ma è vero che, se il mercato non si apre, non si hanno chances.

  8. Sono d’accordo con Anonima. Io mi sto laureando in architettura e di lavoro, beh, nemmeno l’ombra!!
    vi posso dire cosa credo che stia succedendo: il settore edile è in assoluta crisi e la mia univesità ha aperto un altro corso di laurea in ingegneria delle costruzioni (che si aggiunge ad architettura, ingegneria edile e civile). E’ ovvio che il corso non è fatto x aiutare i ragazzi ad inserirsi nel mercato del lavoro (già saturo) ma serve a dare lo stipendio ai professori che hannno bisogno di una cattedra e all’università che non vuole perdere iscritti!!!!
    e purtroppo qualche prof che conosco lo ha ammesso ridacchiando mentre ci parlavo. Vergognoso

  9. I criteri di scelta secondo me sono i 4 seguenti: 1. Sei di famiglia decisamente benestante? Scegli ció che ti piace anche se non ha numerosi sbocchi sul mercato.2 sei mediamente povero?scegli economia e commercio e non avrai alcun problema a trovare lavoro, anche se avrai a che fare con scimmie da scrivania e ambienti acidi per il resto della tua esistenza e se non hai le palle finirai in psichiatria. 3.vuoi fare ció che ami anche se sei povero? Dovrai soffrire parecchio e correrai il rischio di restare insoddisfatto e angosciato per molto tempo. 4.vuoi evitare lA laurea? Se hai un diploma in ragioneria non avrai alcun problema sul mercato del lavoro

  10. @Selena quello che dici è tanto giusto ma solo per come hai scritto la parola “l’aureata” onestamente io non so chi te l’abbia data sta laurea..in ogni caso io sono iscritto al primo anno di Economia e studio per me stesso ovvero per capire ciò che mi circonda,nel mio caso perchè l’economia si è fermata in Italia. Lo stipendio però è fondamentale, non è possibile sapere di perdere almeno 5 anni della propria vita e pensare che non si potrebbe avere in futuro uno stipendio che sia almeno il doppio dei diplomati. Impazzisci…

  11. Ciao a tutti,
    ho letto tutti i post precedenti. Credo nello studio, nella passione e nell’amore per i libri, ma credo anche che l’università vada scelta pensando alle opportunità lavorative future.
    Mi sono laureata in Scienze Politiche e ho capito ben presto che è necessario accompagnare gli studi con degli stage e delle esperienze sul campo. Dopo la laurea ho continuato a cercare un lavoro, non avendolo trovato sono partita fuori Italia, dove mi trovo ancora oggi. La situazione non è semplice proprio per il mio tipo di laurea. In più per la mancanza di un inglese fluente.
    Ora sono alle prese con l’inglese e con l’idea di iscrivermi nuovamente all’università (corso di laurea a distanza per ovvi motivi lavorativi) in un corso di economia.
    L’estero, l’estero…mah…

    Saluti a tutti –

  12. mi chiamo andrea e mi sono laureato in scienze del turismo proprio quest’anno. Ho conseguito la laurea conciliando gli studi con il lavoro di commesso che ho tutt’ora. Ho voluto premiare le materie di studio di mio interesse e devo dire di aver fatto l’errore più grande della mia vita. dite che si studia per passione ma non si vive solo con essa!
    Ho voluto fare l’università per cercare di migliorare la mia situazione lavorativa ma ora mi ritrovo con un pezzo di carta in mano che non è buono neanche da fumare! inutile continuare con master e specializzazioni tanto non otterrei nulla e continuerei a spendere soldi per niente. Forte del mio contratto indeterminato credo proprio che mi rassegnerò a quello che ho. un consiglio: se volete fare l’università fate ingegneria ed economia come dice l’articolo (fate direttamente 5 anni) e lasciate perdere il resto delle facoltà che sono inutili per trovare lavoro!

  13. Per Selena.
    Cara neo-laureata in diritto internazionale, sono felice del tuo entusiasmo, però credo che, prima di sentirti nettamente superiore per esserti “L’aureata” (?!?) , tu debba imparare a scrivere. =) Credo tu abbia dimentato qualche H sotto ” l’ala protettiva della mamma” oppure eri talmente occupata a guardare al di là del tuo naso che ti è sfuggita!? 😉
    Comunque, scherzi a parte, la laurea penso sia una soddisfazione personale indipendente dal lavoro, anche se purtroppo non sempre viene ripagata nel giusto modo. Dato l’alto tasso di disoccupazione le prospettive sono pessime. Non ci si può certo accontentare di una semplice soddisfazione personale, ma di un concreto riultato in termini lavorativi, che a volte nonostante gli sforzi non viene raggiunto. Purtroppo è molto più comune raggiungere livelli alti di stipendio e carriera con le raccomandazioni, piuttosto che grazie alla meritocrazia o agli sforzi. Questa è l’Italia!!

  14. Ciao tutti
    Ho letto i vostri commenti e sono in parte daccordo sul fatto che la scelta della laurea debba essere fatta anche in funzione delle opportunità lavorative che purtroppo in Italia da parecchi anni sono limitate per i giovani e molto settoriali. Ma è necessario anche assecondare, senza remore e dubbi preconcetti, le proprie passioni e sogni. Iscriversi a una facoltà di Ingegneria, di Economia, Medicina o Giurisprudenza, solo perchè sono ai primi posti, dicono le statistiche,nella classifica delle lauree con più opportunità lavorative, senza avere un minimo di interesse o predisposizione, potrebbe rivelarsi deleterio per il futuro lavorativo. Se avete delle passioni seguitele, meglio essere dei “fenomeni” in campo letterario, artistico o altro che uno dei tanti con una laurea, forse, tra quelle sopra citate. Io non sono laureato, ho frequentato due anni Economia e Commercio a Torino e uno a Roma durante il militare, poi per un lutto in famiglia, ho dovuto abbandonare gli studi per aiutare mio padre in attività commerciale. Ho però sempre coltivato interessi vari, tra cui quello per l’ambiente e le energie rinnovabili. Mi sono informato, ho letto libri, o partecipato a seminari. Dopo che mio padre ha raggiunto l’età della pensione, ho ceduto attività e mi sono letteralmente “buttato” con passione nella ricerca di un’occasione lavorativa nel settore ambientale. Con caparbietà mi sono messo in gioco all’età di “42 anni “” anche sottoponendomi a periodi di stage sottopagati. Perchè ero sicuro che la mia passione avrebbe avuto…successo !! Ora dopo appunto un periodo di sei mesi di stage, lavoro con soddisfazione in una azienda servizi ambiente che ha una centrale di teleriscaldamento a biomassa legnosa. Sono entrato con il primo livello, ero uno dei tanti, ma con la voglia di apprendere di un bambino. Dopo due anni, sono responsabile della gestione consumi utenze e gestione approvvigionamento materiale energetico della nostra centrale, con qualifica di terzo livello destinata, lo so, a diventare di quarto e quinto. Non sono i livelli che mi interessa segnalarvi o il mio reddito, ma ciò che è importante, è che se una persona ha degli interessi, voglia di apprendere e imparare sempre, può raggiungere obiettivi importanti in ogni settore, anche senza laurea. Non deve però partire da quando può guadagnare subito, ma da quanto può imparare e vuole apprendere per poi ottenere dei risultati, sia essi lavorativi, sia essi economici. Nulla è dato per scontato, nulla è dato ottenuto subito, senza anche dare sul piano lavorativo e apprenditivo, ma ci vuole voglia di emergere, determinazione e impegno. Anche un ingegnere, guadagna poco all’inizio, ma se è bravo, se ha voglia di distinguersi, di imparare sempre, alla fine avrà successo, carriera, e un buon stipendio !!

  15. vorrei rispondere a tutti coloro che sono a sfavore della laurea e che considerano gli anni spesi all’universtà una perdita di tempo per conseguire carta straccia. innanzi tutto l’aurearsi vuol dire avere le palle di tentare e non solo, ma soprattutto vuol dire voler riscattare i propri sacrifici e la propria vita. senza sminuire tutti i lavori che non richiedono una laurea, da neo-laureata in diritto internazionale mi sento nettamente superiore, a livello personale, di chi a rinunciato accreditandone la colpa al mondo del lavoro. chi vale lo sbocco lavorativo lo trova, ma bisogna avere anche il coraggio di provare, di rischiare, di lasciare l’ala protettiva della mamma della casa e casomai del proprio paese. perchè il lavoro c’è, per chi lo merita davvero e anche ad alti livelli, basta saper guardare al di là del proprio naso, magari anche all’estero.

  16. ma nn e’ solo quello di andare all’estero ti sei messo a pensare che ancge cambia il livello di vita??? se vai a guadagnare all’estero per vivere in Italia va benissimo ma si guadadni per vivere all?estero credimi vedrai che farai fatica
    Ho un amico in svizzera e mia ha detto chge gli stipendi sono piu alti ma anche la vita e’ piu alta le cose costano di piu

  17. Estero ragazzi miei……..estero.
    Date un’occhiata alla differenza (abissale) degli stipendi per esempio tra Inghilterra – Italia (per laureati) e ci farete qualche pensierino.

    Mi sto laureando in Informatica, posso dire avendo dato un’occhiata superficiale alle risposte date in questa pagina che studiare è prima di tutto motivazione, passione, voglia di imparare, voglia di conoscere.
    Chi si iscrive all’università partendo già con l’ottica del denaro che gli farà guadagnare la laurea, credetemi, non finirà mai i suoi studi.

    Io mi applico, studio matematica, faccio progetti con il sorriso perchè amo studiare e mi da tante soddisfazioni.

    Siate ambiziosi allargate il vostro pensiero!

  18. 1.200 euro in partenza e poi 3.000 dopo 5 anni? Certo,in un mondo parallelo…Dopo una laurea a pieni voti in Scienze della Comunicazione e dopo vari stage non retribuiti lavoro da quasi 5 anni nel mio settore, quello per cui ho studiato, con orari che spesso superano le 10 ore giornaliere, week end, trasferte, tensioni, responsabilità ecc. All’inizio guadagnavo 1.000 netti, oggi dopo 4 anni 1.300 netti…ma quali 3.000? Mio fratello, iscritto all’università, ha deciso che da grande continuerà a fare il cameriere. Ha uno stipendio quasi pari al mio, lavora la metà e ha molte (ma molte) meno magagne…

  19. @ Anonima

    Cara mia, se uno va in un’università è perché ha interessi a studiare le materie che i professori “obbligano”.
    Così, nessuno ti obbliga nulla, perchè ti sei scelto da solo cosa studiare. Quindi il problema non esiste.

    Sembra che parli di superiori e licei, dove in effetti è spesso così, e da quello che scrivi sembra che la tua esperienza si sia fermata lì. Se non conosci l’ambiente universitario, evita di dare giudizi. Se invece hai provato l’Università, evidentemente non hai fatto una scelta che ti piaceva (e allora sfido io..).
    Tu parli di cose pratiche, ma sinceramente, TUTTO quello che si fa in un corso viene poi messo in pratica in campo lavorativo.
    Sembra come la volpe con l’uva.
    Per fare una commessa o un cameriere, imparano tutti in due settimane.
    Ma nessuno può diventare chirurgo così su due piedi.
    Mi spiace, ma quel che hai detto, da cima a fondo, non ha fondamenta.

  20. Caro Valerio io sono solo diplomato in elettronica dal 1974, pubblico dipendente quasi subito dopo. Mi chiedo perchè usi la tastiera del computer come se fosse un cellulare.
    Ornella invece scrive in maiuscolo, non sapendo che sul web corrisponde a urlare.
    Cari ragazzi non vorrei essere nei vostri panni. Proprio oggi sul giornale ho letto che un giovane di 38 anni, laureato in economia, si è ucciso gettandosi dal treno perchè era stato licenziato da un call center.
    Vi auguro di tutto il cuore IN BOCCA AL LUPO !!!!

  21. ciao a tt..sono un laureATo in ling e lett straniere..triennale..sono intenzionato ad iscrivermi ad una speciAlistica ..quale mi consigliate? sn abb poliedrico quindi mi interesserebbe un cdl che mi permetta di avere piu chance di trovare un buon lavoro..grazie a tt.. in bokka al lupo raga..

  22. @Antonio
    Anche diventare attrici, cantanti, calciatori, piloti, sportivi è un investimento, perdonami, più redditizio di 3000 euro al mese pulite con il punto interrogativo.
    Ma dove si guadagnano dopo 5 anni 3000 euro in Italia? e soprattutto quante persone? con quali meriti?
    Io se non mi pagano, invece di andare all’ Università, preferisco fare altro. Il mio cervello è prezioso, non posso prestarlo all’ Università.
    Di studiare studio lo stesso, ma quello che dico io.La mia cultura cresce lo stesso solo che non studio le cose che mi obbligano a studiare i professori, ma quello che mi serve per vivere il mondo di oggi, cose pratiche.Dimenticavo la prima cosa che dovrebbero fare è permettere agli studenti di studiare le materie che vogliono loro,e non imporre le materie da studiare come fanno ora nelle Università, ti impongono loro di studiare le loro materie e magari a te non interessano né quelle materie, né quei professori e magari non interessano nemmeno a chi deve darti un lavoro.Forse una Università che ti permette di studiare mentre lavori, però solo di 3 anni, che fai tu secondo le tue disponibilità di tempo ma sempre scegliendo le materie da studiare non sarebbe male.
    Ma basta lì, non dottorati, master, contro master seconda laurea, insomma ormai sembra che vogliono che studi tutta la vita e poi un lavoro? no, niente, non c’è lavoro. allora scusate io capisco che si studia per dare lavoro ad altri, non per creare un lavoro per sè.

  23. Grazie, per il tuo consiglio, penso che lo seguirò….hai ragione: devo, assolutamente essere più sicura di me!!!!(credere in quello che faccio!!!)
    ciao!!!!

  24. secondo me se hai questo desiderio dovresti iscriverti…tanto se il lavoro come dici non si trova e hai la possibilità cmq prendendo un’altra laurea ci guadagni però a questo punto ti consiglierei più economia che scienze politiche se proprio decidessi di ricominciare un nuovo percorso! 🙂
    Credi in quello che fai e tutto si aggiusta!!!

  25. CIAO SONO oRNELLA H0 38 ANNI E SONO GIà LAUREATA IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE (EDUCATORE EXTRASCOLASTICO)DA QUALKE ANNO. VIVO AL SUD,SONO SPOSATA E DI LAVORO NON SE NE PARLA. AVREI INTENZIONE DI ISCRIVERMI DI NUOVO ALL’UNIVERSITA’…MAGARI SCIENZE POLITICHE O ECONOMIA. MA VISTA L’ETA’ HO PAURA CHE DAL PUNTO DI VISTA LAVORATIVO NON SERVIREBBE A NULLA. MI PIACE TANTO STUDIARE MA ANCHE LAVORARE..MI SAPETE DARE UN CONSIGLIO?

  26. Concordo con antonio e benedetto. La passione per lo studio è FONDAMENTALE prima di tutto per noi stessi. Logicamente non si vive di sola passione e riconosco che anche il denaro ha un’alta importanza nella vita di noi tutti. A questo punto si attiva la determinazione che riesce a fare ciò che ha detto antonio. Tutto sta nel capire se abbiamo o no la passione.

  27. Cara Ada,
    dipende anche dalle aspirazioni che ognuno ha. Nella mia società, parti con uno stipendio di 1200 euro, ma dopo 5 anni puoi arrivare a guadagnarne 3000, netti ovviamente.

    Quindi la laurea è un investimento se si vuole fare carriera…alrtimenti è una perdita di tempo e soldi

  28. Io mi sono iscritta quest’anno alla facoltà di Economia a Pisa nonostante abbia una grande passione per la Psicologia. So che le due discipline sono del tutto opposte ma sentendo vari pareri ho scelto di fare una facoltà che si, mi piace, ma che soprattutto mi dia un lavoro. Ora io mi chiedo, se in questi anni c’è tutta questa richiesta di Economi non è ch tra 3-5 anni ce ne siano addirittura troppi come successe appunto per le facltà umanistiche, ormai tutte intasate?

  29. Il fatto che gli stipendi siano bassi non significa affatto aver perso tempo sui libri: si studia per passione innanzitutto; i soldi sono necessari ed è legittimo rivendicare adeguate ricompense alla propria fatica intellettuale e professionale, ma la gratificazione che ti dà la consapevolezza di aver raggiunto atraverso lo studio livelli di conoscenza che prima ti sembravano lontani o che neanche potevi prevedere sarà sempre nettamente superiore anche allo stipendio più appetitoso. Se non si studia per amore e per libera scelta, si facciano lavori diversi: ogni lavoro è nobile, purchè lo si faccia con passione. E’ questa la vera ricompensa, che nessuno potrà sottrarre o diminuire.

  30. O, ancora piu’ semplice, dopo aver speso soldi, fatica e aver corso i rischi e aver sudato tutto sui libri, piuttosto che restare qui e prendere uno stipendio da fame, con una laurea decente prendi e vai all’estero dove almeno sei riconosciuto. Poi parlano di fuga dei cervelli, direi che i motivi sono tutti qui.

  31. E per 1281 euro vale la pena andare all’ università? non ci riprendi nemmeno i soldi che devi spendere per arrivare a laurearti, oltre la fatica.
    Vado a lavare i tavolini al bar per questa cifra. Mi risparmio soldi, fatica,rischio (non è detto che si arriva alla laurea)almeno non perdi il sorriso a furia di stare sui libri(che nessuna cifra patrà ripagarti) ed investi meglio il tuo tempo e le tue energie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento qui
Inserisci il tuo nome qui