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Laurea in Ingegneria: dagli “evergreen” alle industrie 4.0

da | Lug 2022 | Orientamento universitario | 0 commenti

Negli ultimi anni, la laurea in ingegneria è una di quelle più richieste nel mondo del lavoro. Se diamo un’occhiata ai numeri, possiamo verificare che, dopo un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di disoccupazione dei neo-ingegneri si aggira solo intorno al 6,9%. La percentuale, invece, si abbassa all’1,6% se consideriamo i disoccupati dopo cinque anni dal conseguimento del titolo. 

In realtà, si potrebbe affermare che, spesso e volentieri, i laureandi in ingegneria trovano lavoro prima di conseguire il titolo. Infatti, sono molte le aziende che puntano su questi profili per far fronte alla digitalizzazione in atto.   

In ogni caso, oltre alle evergreen, ci sono nuove figure del campo dell’ingegneria che saranno sempre più richieste nel mondo del lavoro . 

Prima di passare in rassegna tutti i profili più richiesti, vediamo insieme come fare per diventare ingegneri. 

Come diventare ingegneri?

Diventare ingegneri non è una cosa facile: il percorso è molto lungo e impegnativo. Tuttavia, da come si può intuire leggendo l’introduzione, questo potrebbe diventare un investimento a lungo termine.

Il primo step per raggiungere il traguardo sarebbe quello di conseguire una laurea triennale in ingegneria. Nei percorsi triennali, i corsi di studio di questa disciplina possono essere suddivisi in tre macro-aree, secondo le direttiva del MUR:

  • Ingegneria Civile e Ambientale;
  • Ingegneria Industriale;
  • Ingegneria dell’Informazione. 

In generale, ci sono degli insegnamenti che sono comuni a tutti e tre i corsi di studio e fanno tutti riferimento, ovviamente, all’ambito scientifico e tecnico. Ritroveremo, infatti:

  • matematica;
  • Fisica;
  • Chimica;
  • Geometria;
  • Informatica;
  • Ingegneria;
  • Bioingegneria;
  • Meccanica; 
  • Telecomunicazioni. 

Dopo aver terminato la triennale, è l’ora di compiere la scelta più difficile: quella che segnerà ancora di più il vostro futuro. Infatti, durante i corsi di Laurea Magistrale verranno approfondite le conoscenze acquisite nei tre anni di studio precedenti e ci si specializzerà nel campo di applicazione scelto. 

Le specializzazioni offerte sono:

  • Ingegneria Aereospaziale e Astronauta;
  • Ingegneria Chimica;
  • Ingegneria Biomedica;
  • Ingegneria Civile; 
  • Ingegneria della Sicurezza;
  • Ingegneria dell’Automazione; 
  • Ingegneria Elettrica;
  • Ingegneria Elettronica; 
  • Ingegneria delle Telecomunicazioni; 
  • Ingegneria Meccanica;
  • Ingegneria Gestionale;
  • Ingegneria Energetica e Nucleare;
  • Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio;
  • Ingegneria Navale.

Per entrare nella facoltà di ingegneria, c’è bisogno di superare un test di ingresso. Questo corso fa parte, infatti, di quelli a numero chiuso locale. In questo caso, saranno le singole università a gestire i test e le graduatorie e a decidere il numero massimo di studenti ammessi. 

Se hai intenzione di provare ad entrare nella facoltà di ingegneria, puoi esercitarti con i nostri test d’ingresso.  

L’abilitazione

Una volta finito il percorso di studi, arrivati stremati alla fine dei lunghissimi cinque anni, ci dispiace informarvi che non è finita qui. 

Per diventare ingegneri a tutti gli effetti, infatti, bisogna superare un Esame di Stato. Tale esame si tiene due volte l’anno ed è strutturato in due sezioni: una per chi ha la Laurea Magistrale e una per chi ha conseguito solo la Laurea Triennale. Queste ultime sono divise, a loro volta, in tre settori: 

  • Ambientale e Civile;
  • dell’Informazione;
  • Industriale.

Una volta superato l’Esame di Stato, il neo ingegnere potrà iscriversi all’ordine professionale degli ingegneri. Chi avrà solo il titolo di studi triennale si iscriverà all’albo B, quello dei cosiddetti Ingegneri Junior. Chi, invece, avrà conseguito una specialistica, potrà iscriversi all’albo A, quello degli ingegneri a tutti gli effetti. 

 

Quali saranno i profili più richiesti nel prossimo futuro?

Come abbiamo già accennato, ci sono diversi i profili tecnici su cui le imprese stanno puntando oggi per far fronte alla rivoluzione digitale in atto. La tendenza, infatti, è quella di andare sempre di più verso un’automazione dei processi base ed essenziali, che vengono compiuti quotidianamente all’interno delle realtà industriali. 

In questo contesto, sono molto richiesti i professionisti negli ambiti dell’elettronica, dell’automazione, della meccanica e dell’impiantistica. A tal proposito spiccano gli ingegneri

  • informatici, che si occupano di progettare, realizzare e gestire i vari software;
  • elettronici, che progettano, producono e installano componenti meccanici, motori, macchine e impianti industriali, occupandosi, poi, anche della loro manutenzione;
  • gestionali, che sono coloro che hanno un bagaglio di conoscenze multidisciplinari e che si occupano di progettare e gestire i processi complessi di un’impresa;
  • delle telecomunicazioni, che sono ingegneri che, in breve, si occupano di definire l’architettura di un sistema di comunicazione. 

 

Ulteriori profili maggiormente richiesti saranno quelli del settore dell’energia. Infatti, in questo periodo di transizione energetica, il ruolo degli ingegneri avrà un impatto determinante sulle scelte tecniche e scientifiche che riguarderanno la sostenibilità ambientale e la tendenza all’abbattimento delle emissioni. 

In questo contesto saranno richiesti i profili degli ingegneri

  • energetici, che si occupano di studiare e sviluppare strategie per garantire un uso più razionale delle risorse energetiche; 
  • elettrici, che si occupano dello sviluppo e della realizzazione degli impianti elettrici e che svolgono tutte le attività relative alla produzione, trasformazione e distribuzione dell’energia elettrica;
  • nucleari, che si occupano dello sviluppo e della gestione degli impianti di produzione di energia nucleare e dell’utilizzo delle radiazioni per usi energetici, ma anche nel campo delle tecnologie industriali e mediche. 

 

Smart industry 

Le tendenze che si sono sviluppate negli ultimi anni che, al contrario di ciò che si può pensare, sono già realtà oggi, ci pongono davanti uno scenario un cui la figura dell’ingegnere diventa non solo fondamentale, ma vitale sia per le industrie che per la società. 

Internet of things, big data, machine learning, robotica, automazione. Non sono più parole astratte e concetti. Ormai questi fenomeni fanno parte del nostro presente. 

La richiesta da parte delle aziende è sempre più orientata verso specialisti dell’informatica, dell’elettronica, della robotica e dell’automazione che trovano sviluppo in professioni come data scientist, data analyst, sviluppatori di dispositivi Hmi, specialisti nel settore della cyber security ecc. 

I profili vincenti, in questo contesto, saranno:

  • ingegneri robotici, che saranno chiamati a sviluppare e realizzare sistemi robotici per l’automazione all’interno delle industrie in tutti i settori;
  • professionisti di machine learning: ingegneri che sono capaci di sviluppare algoritmi, sensori e software che rendono le macchine “intelligenti”. Esse, attraverso questi strumenti, saranno capaci di apprendere come eseguire un comando specifico;
  • sviluppatori e realizzatori di sensori che saranno utili allo sviluppo dell’Internet of Things. Grazie a questi microscopici strumenti, infatti, i nostri dispositivi saranno connessi tra loro e capaci di scambiare informazioni;
  • ingegneri AI: specialisti dell’intelligenza artificiale che saranno in grado di dotare le macchine di caratteristiche considerate tipicamente umane. 

Conclusioni

Insomma, il ruolo dell’ingegnere è sempre stato uno di quelli di cui la nostra società, per un motivo o per un altro, non ha mai potuto fare a meno. 

A differenza di altri lavori, che devono per forza adattarsi al cambiamento e alle nuove tendenze per sopravvivere, il lavoro dell’ingegnere, indifferentemente dalla sua specializzazione, sarà sempre richiesto e apprezzato.

Tuttavia, è sempre bene sapere in che direzione ci stiamo dirigendo per essere sempre aggiornati sulle nuove possibilità che il mondo del lavoro può offrire. 

                                                                                                                                                                                          

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              

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