polemica contro cattedre Natta

Avrebbe insegnato Calcolo elettronico all’Università di Bergamo senza aver mai conseguito la laurea: un ex-docente dell’ateneo lombardo ed ex-dirigente del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) è adesso indagato per falso e truffa. La cattedra era stata da lui ricoperta in veste di professore a contratto per ben quattro anni, dal 2001 al 2005, durante i quali aveva tenuto regolarmente i corsi destinati agli iscritti della facoltà di Economia.

La scoperta è avvenuta a seguito di una sentenza della Corte dei Conti che aveva stabilito la necessità della laurea per i dirigenti dei ministeri, innescando un’indagine interna al MIUR dalla quale sarebbe emerso che l’ex-docente era sprovvisto del titolo richiesto. I carabinieri hanno allora ricostruito gli incarichi ricoperti in passato dal dirigente, inviando la notizia di reato alla Procura di Bergamo, competente dal punto di vista territoriale per quanto riguarda il lavoro svolto all’interno del locale ateneo.

Il titolo di laurea era requisito indispensabile per partecipare al bando di concorso per il posto da professore a contratto e, secondo la Procura, l’indagato avrebbe nel tempo prodotto diversi curricula e autocertificazioni nei quali dichiarava di essere in possesso non di una, ma di ben due lauree: la prima conseguita nel 1991 in Scienze biologiche e la seconda nel 1993 in Fisica dei calcolatori, entrambe con 110 e lode. Grazie a queste e ad altre credenziali di tutto rispetto, si era aggiudicato il posto ed aveva insegnato presso l’ateneo bergamasco ricevendo compensi per un totale di 27.000 euro lordi in quattro anni.

L’indagato – i cui eventuali reati sono, peraltro, già prescritti o prossimi a diventarlo – si difende, tuttavia, sostenendo di non aver mai dichiarato di essere in possesso di una laurea, ma di aver solo inserito nel proprio curriculum dei riferimenti al fatto di aver comunque frequentato l’università e sostenuto alcuni esami, pur non arrivando mai a completare il percorso di studi. L’interessato si è dichiarato anche disponibile a spiegare tutto al pubblico ministero, ma si tratterebbe di una magra consolazione per quanti negli anni si sono visti scavalcare da lui. Resterebbe infatti il fatto che le cattedre ricoperte (ha insegnato per un anno anche all’Università di Camerino), i premi accademici ricevuti e il ruolo di responsabilità in ambito ministeriale gli sarebbero stati assegnati in virtù di requisiti mai realmente posseduti, il tutto a danno dei suoi diretti concorrenti.