assistente sociale

La professione di assistente sociale è regolata dalla legge 23 marzo 1993, n. 84, la quale ha istituito l’Ordine degli Assistenti sociali, e con esso ha stabilito anche l’obbligo dell’iscrizione all’albo professionale per tutti coloro che vogliono esercitare, sia per lavorare in forma autonoma come lavoratori dipendenti.

Le condizioni di accesso e l’esame di stato per diventare assistente sociale sono dunque passi fondamentali da iniziare subito dopo la formazione universitaria.

 

La legge ha stabilito che l’accesso a tale albo è condizionato dal superamento di un esame di stato per diventare assistente sociale, regolato a sua volta dal decreto ministeriale n. 155 successivo datato al 2008, e aggiornato con la riforma universitaria nel 2001, come riportato dalla normativa presente sul sito dell’Ordine Nazionale.

L’esame è articolato sulla base del titolo di laurea che si possiede, e differisce, rispettivamente:

  • Per il Vecchio Ordinamento
  • Per il Nuovo Ordinamento, ovvero coloro che potranno iscriversi alla Sezione B dell’Albo come specificato nel percorso formativo per diventare assistente sociale
  • Per il Nuovo Ordinamento ma limitatamente a coloro in possesso di laurea specialistica che verranno quindi iscritti alla Sezione A

L’esame di stato in genere viene svolto nelle Università, ma la gestione è affidata a una Commissione di nomina ministeriale di commissari selezionati nell’Ordine regionale competente, dunque l’abilitazione alla professione spetta in modo diretto alla comunità professionale e non all’istituzione universitaria.

Le competenze richieste per affrontare con successo l’esame di stato per diventare assistente sociale sono illustrate in modo dettagliato nel D.P.R. 328/2001 all’articolo 21 che riporta la declinazione dei requisiti sulla base del profilo del candidato. Per il profilo specialistico vengono richieste abilità in ruoli direttivi e gestionali, per elaborare e dirigere programmi nel campo delle politiche e dei servizi sociali, valutare la qualità degli interventi messi in campo, portare avanti progetti di ricerca e pianificare attività didattico-formative.

Le  competenze dell’assistente sociale invece, non in possesso di specializzazione riguardano invece tutte quelle attività mirate al sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio, il coordinamento di interventi specifici nel campo delle politiche e dei servizi sociali, le attività didattico formativa connessa al servizio sociale e le attività di raccolta  di dati sociali finalizzati a programmi di ricerca.