app contro le violenze sessuali

Dalla collaborazione tra l’Ufficio per i Servizi a favore delle Vittime di Violenza e l’associazione “Man can stop rape” è nata una app che servirà ad aiutare le vittime di molestie e abusi sessuali all’interno dei campus del Distretto di Columbia, negli Stati Uniti. L’applicazione per cellulare promette di essere uno strumento fondamentale per favorire l’accesso immediato agli aiuti in caso di violenza sessuale.

La presentazione dell’applicazione è avvenuta qualche giorno fa, all’interno di una conferenza stampa tenutasi all’Università del Distretto di Columbia. Nei campus del Distretto il problema delle violenze è molto sentito, poiché circa la metà delle studentesse ha riferito di aver subito molestie nel corso degli anni di università, anche se solo il 5 per cento di loro si è rivolta alla polizia. E se purtroppo la prevenzione di questi atti non può arrivare ovunque, lo possono però fare gli interventi di polizia, medici, psicologi e personale deputato interno ai campus.

Il funzionamento della app è semplice: basta toccare lo schermo e si rendono subito disponibili i numeri di telefono da chiamare per rivolgersi alle forze dell’ordine, ricevere aiuto sanitario o semplicemente avere un interlocutore a cui appellarsi per ottenere sostegno. Istruzioni appositamente inserite spiegano come raggiungere il MedStar Washington Hospital Center e come chiamare un taxi; non manca poi la descrizione di come si svolge un esame medico successivo a violenza e l’indicazione di ciò che le vittime devono o non devono fare. Infine, è riportata una lista di otto università con i numeri di emergenza da chiamare per ognuna.

Alla app è stato dato il nome di “U Ask“, acronimo di “University-Assault-Services-Knowledge”, ed è stato possibile scaricarla gratuitamente da iTunes per due settimane, durante le quali i download sono stati 250. Alan Etter, vicepresidente dell’Ufficio Relazioni Pubbliche per l’Università del Distretto di Columbia, ha definito la app come uno strumento “assolutamente indispensabile”, augurandosi che venga adottata ovunque.