Università di Palermo, studente suicida alla facoltà di Lettere

da | Nov 2015 | News | 0 commenti

Una tragedia ha funestato un tranquillo venerdì pomeriggio alla Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo: uno studente di appena 19 anni si è suicidato lanciandosi dal settimo piano dell’edificio. Dalle prime ricostruzioni sembra che il ragazzo abbia scelto di gettarsi da un balcone dell’Aula Seminari, lo stesso dal quale cinque anni fa decise di togliersi la vita anche il 27enne dottorando Norman Zarcone.

 

Il giovane suicida sarebbe uno studente iscritto al primo anno del corso di laurea triennale in Mediazione linguistica e non avrebbe lasciato alcun biglietto o messaggio per spiegare il perché del gesto compiuto. Sul parapetto del balcone da cui si è lanciato sarebbe stato ritrovato il suo zaino, contenente effetti personali ma privo di indizi circa le cause che l’hanno spinto a porre fine volontariamente alla propria vita. Il cadavere del ragazzo è stato rimosso dai vigili del fuoco intervenuti sul posto e sull’accaduto, benché l’ipotesi di gran lunga più accreditata sia quella del suicidio, indagano i carabinieri e si stanno facendo i rilievi medico legali del caso.

Non appena si è saputa la notizia sono arrivati messaggi di cordoglio e di vicinanza ai parenti dello studente suicida dal rettore neo eletto Fabrizio Micari. “Voglio manifestare la mia più profonda compassione da padre di una ragazza coetanea di questo nostro studente e da rappresentante della comunità accademica”, ha detto Micari, che ha aggiunto di voler “esprimere grande vicinanza alla famiglia per questa tragedia che ancora una volta ci fa riflettere sulla fragilità dei nostri giovani, sulla necessità di sostenerli nel loro percorso umano e di studio, e sul nostro doveroso impegno a dare loro fiducia nel futuro, nel merito, nel pieno soddisfacimento delle loro attese”.

Purtroppo l’Università di Palermo non è nuova a tragedie simili. Nel settembre del 2010, dallo stesso luogo dal quale si è lanciato lo studente suicida di ieri, si era gettato anche Norman Zarcone, dottorando di Filosofia scoraggiato dalla mancanza di prospettive per il proprio futuro una volta terminato il triennio da borsista. All’epoca il gesto di Norman destò grande scalpore e accese i riflettori sulla condizione di precarietà e insicurezza che vivono i giovani che sperano, troppo spesso invano, di costruirsi un avvenire nel mondo accademico.

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