Home News Curiosità Gli psicopatici preferiscono Justin Bieber a Bach. Lo dice una ricerca

Gli psicopatici preferiscono Justin Bieber a Bach. Lo dice una ricerca

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Musica classica? Niente affatto. Nonostante alcuni celeberrimi film abbiano mostrato psicopatici amanti di Mozart, Bach e Beethoven, sembra che i gusti musicali di questi individui siano ben diversi. A dirlo è una ricerca americana, che ha scoperto una correlazione tra le turbe psichiche e preferenze meno colte e raffinate. Apparentemente, infatti, sarebbero le canzoni di Justin Bieber e altre star del pop a farla da padrone nelle playlist di chi presenta disturbi mentali. Con buona pace dell’Hannibal Lecter de “Il silenzio degli innocenti” e dell’Alex DeLarge di “Arancia meccanica”.

Non solo Justin Bieber, gli psicopatici amano anche Eminem e i Blackstreet

Sono i dati preliminari di uno studio realizzato dalla New York University, presentato durante il Society for Neuroscience meeting di Washington, a mostrare che coloro che sono affetti da disturbi mentali preferiscono ascoltare musica meno “impegnativa”. I ricercatori, guidati da Pascal Wallisch, hanno somministrato un questionario a circa 200 studenti del corso di Psicologia con l’obiettivo di valutarne i livelli di psicopatia. Successivamente, hanno chiesto ai ragazzi di ascoltare dei brani musicali, scegliendo tra un’ampia gamma di proposte. In seguito, gli studiosi hanno cercato di stabilire una correlazione tra la musica ascoltata e il punteggio riportato sulla scala dei disturbi mentali.

Ciò che è emerso è che circa 20 brani erano particolarmente popolari tra coloro che avevano mostrato dei tratti psicopatici. A riscuotere successo sono state in particolare Lose Yourself di Eminem, No Diggity dei Blackstreet e What Do You Mean di Justin Bieber. Gli studenti mentalmente più “equilibrati”, invece, hanno mostrato preferenze nei confronti di Money for Nothing dei Dire Straits e My Sharona dei The Knack.

Smentita l’ipotesi che gli psicopatici preferiscano brani strumentali

Sebbene i risultati dello studio debbano essere corroborati da ulteriori approfondimenti, una cosa appare chiara: l’ipotesi che gli psicopatici potessero preferire brani strumentali è stata smentita. Fino allo studio della New York University, si credeva che le persone affette da disturbi mentali potessero essere poco attratte dai brani cantati, perché generalmente questi soggetti sono poco interessati ai sentimenti altrui. E i testi delle canzoni parlano per lo più proprio di sentimenti. A quanto sembra, però,  si trattava di una supposizione sbagliata.

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