studenti universita di teramo diventano anche dipendenti

Concedere agli studenti di occuparsi, come dei veri dipendenti, di una serie di servizi di gestione interna, in modo da renderli più partecipi e più responsabili. Un modo anche per dare loro l’opportunità di pagarsi – senza più l’aiuto di mamma e papà – le tasse necessarie per continuare a studiare. Questa l’intenzione perseguita dal neo rettore dell’Università di Teramo, Luciano D’Amico, attraverso la decisione di assegnare alcuni servizi fondamentali per il regolare funzionamento dell’ateneo agli stessi ragazzi che lo frequentano, senza più ricorrere a società esterne.

Gli studenti-dipendenti dell’Università di Teramo non dovranno solo seguire lezioni e presentarsi agli esami, ma anche servire in mensa, potare i giardini, pulire i corridoi o gestire le biblioteche. “Sono stato anch’io uno studente-lavoratore – racconta D’Amico – e so quanti sacrifici compiano le famiglie italiane per mantenere i propri figli all’università”. Grazie all’idea del rettore, i giovani allievi “faranno esperienza, guadagneranno, peseranno meno sulle famiglie e – continua il magnifico – saranno più autonomi. E forse anche più maturi”.

Il ruolo degli studenti che vorranno diventare anche dipendenti dell’ateneo sarà molto importante: in particolare, il loro coinvolgimento nella gestione interna dell’Università di Teramo è destinato a diventare fondamentale per l’erogazione dei servizi serali, che il neo rettore – eletto appena cinque mesi fa – è intenzionato a introdurre a partire da Ottobre. I giovani percepiranno per il lavoro svolto dei regolari compensi, gli stessi che riceverebbero i lavoratori esterni e, per consentire il loro inquadramento secondo i termini di legge, si sta pensando a quale sia la formula contrattuale più adatta da applicare.

Nel frattempo Luciano D’Amico, oltre a lanciare l’idea degli studenti-dipendenti, ha preso un’altra decisione, ovvero mettere all’asta alcuni pregiati quadri appesi in rettorato. In questa maniera, si pensa di finanziare la ricerca e, inoltre, di concedere – in comodato d’uso – un tablet per ogni studente. Il dispositivo fungerebbe da libretto universitario, carta elettronica per la mensa, e servirebbe anche per l’accesso alle riviste, il prestito nelle biblioteche e la registrazione in aula. “Non ci interessano le eccellenze. Ma dare una possibilità a tutti. E riattivare l’università come ascensore sociale”, questo lo scopo che il rettore si prefigge di raggiungere con tali misure.