persone più intelligenti vivono di più

Nuove speranze per chi è affetto da Parkinson, una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale, che causa seri problemi motori: un ricercatore dell’Università di Cagliari – il suo nome è Manolo Carta – ha ottenuto un nuovo finanziamento per continuare i suoi studi su questo grave morbo e comprendere ancora di più i meccanismi che ne causano l’insorgenza, così da trovare una cura più efficace. L’aiuto sta arrivando dall’America e precisamente dalla prestigiosa Fondazione ‘Michael J. Fox’.

Il Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa più diffusa dopo l’Alzheimer, caratterizzata dalla perdita dei neuroni che producono dopamina, un neurotrasmettitore che ha una funzione molto importante – tra le altre cose – nel controllo del movimento volontario. Per adesso, la cura di questa patologia consiste nella somministrazione della levodopa, precursore della dopamina. Questa sostanza funziona molto bene nei primi anni in cui si è affetti dal morbo, dopodiché perde gran parte dell’efficacia, causando alcuni effetti collaterali come, ad esempio, i tremori involontari (discinesie).

Quello americano non è il primo finanziamento che questo ricercatore dell’Università di Cagliari ottiene: già nel 2012 ne ha ricevuto uno in collaborazione con Micaela Morelli, docente ordinario di Farmacologia dell’ateneo sardo. Nei suoi studi precedenti – condotti presso l’Università di Lund in Svezia – Manolo Carta ha svelato quale fosse l’importante ruolo giocato da un altro neurotrasmettitore cerebrale, ovvero la serotonina, nella comparsa delle discinesie. Grazie alla prossima ricerca, lo studioso intende sperimentare gli effetti dati dall’utilizzo del precursore della serotonina, nel contrastare quelli indesiderati della levodopa.

Con il finanziamento ottenuto dalla fondazione americana, il ricercatore dell’Università di Cagliari potrà svolgere degli studi capaci di aumentare l’efficacia antidiscinetica di farmaci selettivi per i neuroni della serotonina e prolungare nel tempo gli effetti benefici del trattamento con levodopa. La ricerca – che durerà all’incirca un anno – riceverà 62mila dollari dalla fondazione del famoso attore americano e ha anche lo scopo di porre le basi per un possibile studio clinico del Parkinson.