UCLA scopre proteina in grado di bloccare virus HIV

Uno studio della University of California di Los Angeles (UCLA) apre nuove prospettive nella lotta all’AIDS e ad altre temibili malattie infettive. Un team di ricerca della rinomata università statunitense ha infatti identificato una proteina naturale in grado di bloccare l’HIV e altri virus mortali.

La ricerca è stata recentemente pubblicata sulla rivista scientifica Immunity e potrebbe essere utilizzata in futuro contro alcuni degli agenti virali più pericolosi al mondo tra cui l’Ebola e il Nipah. Protagonista dello studio dell’UCLA è la proteina cholesterol-25-hydroxylase (chiamata anche CH25H), un enzima che converte il colesterolo naturalmente presente nelle cellule in un ossisterolo che riesce a permearne le pareti e ad evitare che i virus, compreso quello dell’HIV, possano penetrarvi. Si tratta, spiegano gli scienziati, di una proteina totalmente naturale poiché l’enzima CH25H è attivato dall’interferone, una macromolecola prodotta dal sistema immunitario umano.

Per avvalorare le proprie teorie, i ricercatori della UCLA hanno testato gli effetti della proteina CH25H su un gruppo di topi a cui sono stati trapiantati tessuti infettati con l’HIV e nel giro di appena sette giorni hanno potuto osservare una riduzione della carica virale e hanno constatato una reversione del processo di distruzione dei linfociti T. Quest’ultimo risultato è quello più eclatante, in quanto il progressivo e totale impoverimento del sistema immunitario è proprio ciò che caratterizza l’AIDS e fa sì che i soggetti che ne sono affetti sviluppino una serie di altre patologie secondarie.

La proteina CH25H è particolarmente importante perché l’ossisterolo che produce è naturale e solubile e “può anche essere sintetizzato e somministrato. Questo può inibire la crescita dell’HIV” spiega Genhong Cheng, che ha coordinato la ricerca. Secondo i ricercatori della UCLA, il loro studio dovrebbe stimolare ulteriori approfondimenti sulle sostanze naturali che modificano la membrana delle cellule per inibire l’azione dei virus, per arrivare a produrre potenti farmaci antivirali contro alcune delle più temute malattie.