Tsunami Giappone

Dopo appena due mesi dal terremoto e dallo tsunami che hanno messo in ginocchio il Paese assieme all’incidente nucleare che ne è seguito, il Giappone è già pronto per ridare ai giovani strutture universitarie degne. La scorsa settimana, infatti, il governo ha approvato un piano con un budget destinato alla ricostruzione dei 229 edifici universitari del nord-est danneggiati o distrutti.

La stima complessiva dei danni alle università, sia statali che private, è di circa 60 miliardi di yen (circa 740 milioni di dollari). L’elenco include prestigiose università nazionali come la Tohoku University di Sendai e la Tsukuba University situata nella prefettura di Ibaragi, la seconda zona maggiormente colpita.

Il governo ha approvato uno stanziamento di 18 miliardi di yen per la ricostruzione, inizialmente volto a ripristinare strutture e macchinari per la ricerca, tra cui la sostituzione di costose attrezzature danneggiate durante il disastro. Altri 8,4 miliardi di yen saranno utilizzati per ricostruire gli edifici danneggiati. “Il lavoro di ricostruzione è già iniziata e proseguirà rapidamente, anche se non abbiamo fissato un termine ultimo data l’enormità del lavoro da fare”, ha spiegato il funzionario del ministero Noriko Konishi.

Quasi tutte le attività accademiche del Paese sono già riprese a pieno ritmo nonostante i danni, mentre gli atenei cercano di arginare la fuga di studenti stranieri. Ma il più danneggiato è stato il settore ricerca di tutti gli istituti della zona colpita. Kunihiro Suzuki, portavoce del programma Jparc, ha detto che la ricerca è stata gravemente rallentata. La mancanza di elettricità e di acqua incidono sul funzionamento delle macchine. La ricostruzione sarà ritardata anche a causa del fatto che le fabbriche che producono i pezzi sono state danneggiate durante il sisma. Ma Jparc ha fissato come obiettivo di riavviare le operazioni entro dicembre 2011.