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Mentre all’Università di Torino ancora si discute degli scontri avvenuti tra Collettivi e Fuan, e sul conseguente divieto di volantinaggio e banchetti politici di propaganda per le elezioni universitarie, un gruppo di studenti scrive una lettera al Rettore Ezio Pellizzetti, che attraverso i giornali aveva domandato ai rappresentanti delle liste elettorali di pronunciarsi sui fatti accaduti in ateneo.

Tra le richieste avanzate dai ragazzi, il diritto di comunicare il proprio programma elettorale con volantini e banchetti politici, la rimozione della lista Arcadia tra quelle ammesse alle elezioni universitarie e l’eliminazione della Polizia in ateneo, che avrebbe calpestato l’autorità del Rettore e i diritti degli studenti, “militarizzando Palazzo Nuovo e rendendolo più simile a un campo di battaglia che a una sede universitaria”.

“Riteniamo assolutamente inaccettabile, in un paese che si presume essere civile e democratico, l’ingresso della Polizia in università “, hanno scritto gli studenti, “a tale proposito avremmo voluto da parte Sua una condanna netta, prima ancora che dei fatti che hanno coinvolto gli studenti, dell’uso indiscriminato della forza da parte della Polizia”.

Nella lettera si fa inoltre riferimento al fatto che il Rettore non abbia convocato alcun incontro d’urgenza con i rappresentanti degli studenti, auspicando invece incontro con il Prefetto, il Questore e il Procuratore Capo della città di Torino: “teniamo a sottolineare che la vita universitaria non è e non può essere ridotta ad una questione di ordine pubblico, ma deve essere considerata per quello che è, ovvero una questione attinente alla formazione, alla cultura, alla convivenza civile ed in quanto tale va trattata come materia di dibattito politico”.