rapporto istat situazione paese 2009

rapporto istat situazione paese 2009

È stato presentato oggi, all’interno della Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio il Rapporto Istat sulla situazione del Paese relativo all’anno 2009. Ad illustrarlo al pubblico, alla presenza del presidente della Camera, Gianfranco Fini, il presidente Istat, Enrico Giovannini.

Vera protagonista del documento, lungo quasi 400 pagine, la crisi degli ultimi due anni e i suoi effetti sui giovani.

Tra i dati più allarmanti, proprio quelli che riguardano da vicino le nuove generazioni: 2 milioni di giovani che non studiano né lavorano, un tasso di disoccupazione giovanile che è salito quasi al 25 per cento, un sistema di formazione in crisi e assai lontano dal modello della società della conoscenza che si sta facendo strada in Europa.

In particolare, tra i primi dati emersi dalla presentazione del rapporto 2009:

  • Disoccupazione giovanile in crescita: si è registrata una flessione degli occupati tra i 18 e i 29 anni, vale a dire 300 mila in meno rispetto al 2008, che rappresentano il 79 per cento del calo complessivo dell’occupazione nel Paese
  • Il titolo di studio non aiuta:la flessione dell’occupazione per chi ha un titolo non superiore alla licenza media è critica (-11,4 per cento), ma rimane rilevante anche per diplomati (-6,9 per cento) e per laureati (-5,2 per cento)
  • Pochi laureati: rispetto al resto dei paesi europei l’Italia è al di sotto della media per titoli conseguiti nell’alta formazione. Nel 2009 solo il 12,8 per cento si è laureato
  • L’Italia è il secondo paese più “anziano” in Europa, dopo la Germania: per ogni 100 persone in età attiva (dai 15 ai 65 anni) si è passati da 27 anziani nel 2000 a 31 nel 2009
  • Cresce l’esercito dei bamboccioni: i 18-34enni celibi e nubili che vivono in famiglia sono nettamente aumentati dall’inizio degli anni ottanta, passando dal 49 per cento (nel 1983) al 60,2 per cento (nel 2000), al 58,6 per cento (nel 2009)

Neanche la laurea, insomma, aiuta in modo consistente ad attutire il peso della crisi, come del resto aveva rivelato già l’ultimo rapporto Almalaurea relativo alla condizione occupazionale dei laureati.

Per i giovani d’oggi, quindi, si profila una sfida difficile, quella di garantire un futuro al Paese e alle generazioni che verranno partendo da una situazione non proprio favorevole. “Aiutare il Paese a preparare gli anni a venire è altrettanto importante quanto gestire le emergenze attuali: tra i due obiettivi non c’è alcuna contraddizione” ha detto a tal proposito il presidente Istat.