giovani ricercatori

Il ministro dell’istruzione Francesco Profumo ha apportato delle modifiche ai bandi per i Progetti di ricerca di interesse nazionale (Prin), che rappresentano il mezzo principale per sostenere la ricerca di base negli atenei, e che erano stati varati dal suo dicastero il 27 dicembre 2011. In tal modo vengono ascoltate le rimostranze e le voci di protesta che si erano levate da più parti e che avevano contestato diversi punti dei bandi.

Le modifiche sono avvenute tramite la pubblicazione di un nuovo bando per il biennio 2010-2011, avvenuta lo scorso 12 gennaio, che non va ad intaccare l’impianto complessivo, ma che tuttavia introduce delle novità su alcuni punti che avevano sollevato aspre critiche.

Ecco le principali innovazioni contenute nell’ultimo bando Prin: è stato abbassato il costo minimo per i progetti presentabili per ciò che concerne alcune aree, riducendolo da 600.000 euro a 400.000, adeguando dunque i costi in settori in cui le necessità di ricerca possono risultare minori in termini di risorse.

Per quanto riguarda il programma quadro europeo Horizon 2020, che finanzierà la ricerca per 80 miliardi di euro, è stato eliminato il riferimento esplicito ad alcuni temi strategici, evitando che una interpretazione restrittiva della norma escludesse molte aree di ricerca.

Con le modifiche apportate dal ministro Profumo sono stati inoltre posticipati anche i termini di presentazione dei progetti per alcune aree, ed è stato aumentato il numero massimo dei progetti valutabili positivamente, prendendo in considerazione nella valutazione anche il numero di progetti approvati negli ultimi tre anni, premiando in questo modo gli atenei più virtuosi nel concorrere ai Progetti di ricerca di interesse nazionale.

La Federazione Lavoratori della Conoscenza (Flc) della Cgil, che già aveva espresso le sue perplessità su alcuni aspetti del bando, malgrado apprezzi lo sforzo di eliminare le criticità più evidenti, continua a sostenere una revisione dell’impianto complessivo dei Prin. Il sindacato chiede inoltre l’approvazione di un nuovo bando per il biennio 2011-2012, opponendosi all’idea di Profumo, che vede nel bando, come dichiarato recentemente, una via per prepararsi al programma europeo Horizon 2020, che risulta ancora in fase di definizione.