onda contro arresti g8 torino

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Giornata calda quella di ieri per gli studenti dell’Onda. In tutta Italia, da Padova a Palermo sono continuate le manifestazioni di solidarietà nei confronti dei 21 arrestati dalla procura di Torino per gli scontri avvenuti al G8 University Summit.

Ieri una quarantina di studenti dell’Onda sono entrati nel rettorato di Palermo, a palazzo Steri, per incontrare il rettore. I giovani, accolti dal pro rettore Cardona, hanno chieso una presa di posizione del rettorato rispetto agli arresti per gli incidenti al G8 di Torino.

Anche a Padova gli studenti hanno continuato la loro protesta: una delegazione del movimento dell’Onda si è incontrata ieri con il rettore e il prorettore dell’Università patavina, Vincenzo Milanesi e Guido Scutari, per affrontare le questioni legate alla situazione studentesca.

L’incontro era stato chiesto dopo gli arresti disposti dalla magistratura torinese per gli incidenti avvenuti in occasione del G8 dell’Università. Mentre sul fronte delle indagini mancano sempre all’appello due dei destinatari padovani dei provvedimenti – uno risulta irreperibile, mentre l’altro risulta partito alcuni giorni fa per l’Iran, sua terra d’origine – ieri nel tardo pomeriggio c’è stato un sit-in di protesta davanti al carcere.

A Padova, secondo quanto risulta, dovrebbe essere ancora trattenuto Massimiliano Gallob, detto Max, leader del centro sociale patavino “Pedro”, arrestato dalla Digos in esecuzione di uno dei provvedimenti emessi dal Gip di Torino.

Blitz degli studenti universitari ieri pomeriggio alla sede Rai di Torino: una cinquantina di manifestanti, tra i quali anarchici e studenti dell’Onda Anomala, chiedono di poter essere intervistati. “Vogliamo dire la nostra – hanno affermato – sugli arresti per gli scontri del G8 delle Università”. I manifestanti dell’Onda Anomala hanno anche esposto uno striscione al primo piano degli uffici di via Verdi: “Il 19 maggio, G8, io c’ero – si legge – e ora arrestateci tutti”.