assemblea nazionale ricercatori roma

notte bianca esami sapienza

L’Università finisce in strada e sull’istruzione cala il buio. Dopo lo sciopero dei docenti – che ha visto il blocco degli esami per i primi dieci giorni di luglio – da ieri ha preso corpo la protesta dei docenti della Sapienza di Roma contro la manovra finanziaria e il ddl di riforma. Per gli studenti delle facoltà umanistiche dell’ateneo capitolino gli esami si stanno tenendo all’aperto, nel parco e nei vialetti, totalmente esposti all’afa di questo luglio romano. Oggi, invece, a partire dalle 21 e fino alle 5 di domattina, ci sarà quella che è stata chiamata la “notte bianca” degli esami. Interrogazioni di notte e a lume di candela, come metafora dei tempi bui che si prospettano per l’Università italiana.

Insomma dopo il caos delle ultime settimane, gli esami riprendono, anche se non proprio regolarmente, perché si svolgono in luoghi e orari inusuali. Un modo, spiegano i docenti – da cui è partita la protesta – per farsi sentire contro una riforma che rischia di mandare a casa una parte della docenza, e contro i tagli previsti per i prossimi tre anni alle casse degli atenei che rischiano di compromettere l’intera offerta formativa.

Non tutti gli studenti, chiaramente, sono stati concordi con la forma scelta dai docenti per protestare. Anche se il blocco delle sedute d’esame è terminato, infatti, sicuramente sta creando disagio lo svolgimento delle interrogazioni al caldo e sotto il sole, e di notte.

Tuttavia, gli studenti che hanno messo in cima come priorità quella di salvare l’università pubblica, rispetto ai propri interessi personali, ci sono. È il caso degli studenti di Lettere della Sapienza che hanno deciso di scrivere un volantino da distribuire stanotte durante le sedute notturne. Nel volantino i ragazzi spiegano di appoggiare la protesta di docenti e ricercatori contro una “visione aziendalistica dell’università”, il “blocco del turn-over” nel reclutamento, la “dequalificazione di università e ricerca pubbliche”, la “totale assenza di investimenti nel welfare studentesco”.