Laurea

Niente più discussione e un unico “Graduation Day” per ogni sessione di laurea. Mancano solo i classici cappelli da lanciare in aria e la laguna veneta potrebbe sembrare una colonia universitaria americana. La rivoluzione sul fronte delle lauree brevi arriva infatti dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, che da quest’anno ha abolito la discussione delle tesi di fronte alla classica e temutissima commissione di laurea, riscuotendo anche il plauso di Beppe Severgnini sulle pagine del Corriere della Sera.

“Troppo leggera per essere seria, troppo seria per essere leggera”, secondo il guidizio di Severgnini, la classica formula di conferimento della laurea al termine del triennio va dunque definitivamente in pensione a Ca’ Foscari, in favore di una cerimonia collettiva a luglio e in occasione della sessione autunnale. Tutto questo non esonera comunque i laureandi dalla stesura di un elaborato scritto finale, che va concordato con un docente relatore e consegnato allo stesso in formato elettronico.

Sarà poi il docente stesso a valutare l’elaborato, nella solitudine del suo studio, attribuendo al paper un voto da 0 a 6 che terrà conto anche della complessiva carriera scolastica del laureando. Il relatore stesso si occuperà personalmente inoltre di comunicare il voto della prova finale al candidato. Niente più ansie e patimenti di fronte al plotone d’esecuzione della commissione, all’alba del “Graduation Day” basterà fare due più due sommando la media degli esami, il punteggio della prova finale e gli eventuali bonus per conoscere già il proprio voto di laurea. A dire il vero la novità non è così assoluta: l’annuncio ufficiale sul sito di Ca’ Foscari estende a tutto l’ateneo una pratica già in uso, de facto, nella facoltà di Economia (e probabilmente in molte altre facoltà italiane).

Di fatto però Ca’ Foscari sembra essere il primo ateneo italiano ad aver adottato ufficialmente questa “rivoluzione americana”, una svolta in sintonia con la filosofia innovatrice del rettore Carlo Carraro, che ha già spazzato via ermellini e toghe dalla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico e ora dichiara guerra al “copia-incolla” paventando l’adozione di un software antiplagio. Non tutti però, nell’ateneo veneziano, sembrano preparati ad affrontare le “magnifiche sorti e progressive” dell’università “globale” a cominciare dagli spazi: non c’è un luogo abbastanza capiente in laguna, il primo storico “graduation day” – a sentire il quotidiano locale Il Gazzettino – potrebbe essere celebrato a Mestre, al palazzetto dello sport.