Van de sfroos

Si chiama “Gioventù Ribelle” ed è il programma dedicato alle celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, presentato stamattina nella terza giornata del festival di Sanremo, dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni e dal cantante folk Davide Van De Sfroos, direttore artistico per la parte musicale della manifestazione, che al Festival ha portato una delle sue canzoni in dialetto comasco.

Il festival, oltre ad essere protagonista delle celebrazioni dell’Unità d’Italia con una serata a tema, sarà il trampolino di lancio di una iniziativa interamente dedicata ai giovani, con un “tributo” alla generazione che 150 anni fa ha reso concreto il sogno di una Italia unita.

L’iniziativa, di stampo cross-mediale, punta infatti a “rincorrere” i giovani, tra cui gli studenti universitari si rivelano come un pubblico molto atteso, nelle diverse piattaforme tecnologiche tra cui il web e i videogiochi, ma anche sul territorio con mostre ed esposizioni sul tema e percorsi all’aperto.

Il programma si svolgerà per tutto il 2011, ed è ufficialmente partito con la grande mostra al Vittoriano in piazza Venezia, aperta il 3 novembre scorso dal presidente Giorgio Napolitano. Gioventù Ribelle proseguirà poi con percorsi guidati della “memoria” per ripercorrere le avventure dei giovani che hanno combattuto per l’Unità d’Italia, attraversando città e monumenti legati al Risorgimento italiano.

In prima linea ci sarà anche un programma dedicato alla musica, con concerti a cui parteciperanno i più importanti artisti italiani di oggi, per riscoprire però anche la musica dei giovani del tempo, il tutto in collaborazione con Mtv. A completare l’iniziativa ci saranno poi un videogioco e un tour teatrale che attraverserà tutta la penisola per raccontare i fatti e le gesta storiche dei “giovani ribelli”.

Un legame forte tra i giovani e il festival come elemento culturale per l’identità del Paese viene spesso rincorso dalla tv pubblica, specie in considerazione del costante invecchiamento della platea televisiva. Quest’anno a rappresentare un anello di congiunzione forte con la comunità universitaria c’è anche Roberto Vecchioni, poeta, cantautore ma anche professore universitario, che conta nella sua carriera accademica cattedre presso l’Università di Teramo, di Torino, di Pavia e di Roma.