Giannini annuncia addio a test ammissione Medicina dal 2015

Dal 2015 non ci sarà più il test d’ammissione per accedere al corso di laurea in Medicina, ma la selezione avverrà alla fine del primo anno, fermo restando il numero chiuso. L’ipotesi di modifica radicale del sistema circolava già da qualche tempo e anche la stessa Stefania Giannini, ministro dell’Università del governo Renzi, aveva confermato di essere propensa all’abolizione del test di Medicina in favore dell’adozione del modello francese. Adesso, tuttavia, è arrivato un annuncio che sembra addirittura fissare un orizzonte temporale preciso.

Rispondendo ad alcuni commenti sulla pagina Facebook di Scelta Civica, partito di cui è segretario, il ministro Giannini ha scritto: “Entro la fine di luglio formulerò la proposta e le nuove regole“. Dal test di ammissione, dunque, si potrebbe presto passare al sistema francese, che prevede l’accesso libero al primo anno e una selezione alla fine di esso su base meritocratica.

Dire addio al test di ammissione a Medicina (e, di conseguenza, probabilmente anche agli altri) rappresenta un “cambiamento importante e necessario”, anche per mettere fine alle continue polemiche e alle migliaia di ricorsi che ogni anno piovono sulle università e sul MIUR. Rimane però il problema di capire come gli atenei riusciranno ad affrontare il cambiamento. Se entro luglio davvero si arriverà alla definizione di nuove regole in linea con quelle vigenti in Francia, nell’anno accademico 2015-2016 le università potrebbero essere letteralmente prese d’assalto. Le strutture e il personale docente, tuttavia, non sarebbero in grado di far fronte a un incremento esponenziale delle matricole, come quello che potrebbe verificarsi, e da giorni si sono già levate le prime voci critiche.

A proposito di aspiranti e giovani medici, oltre alla decisione di voler rivedere il sistema di accesso all’università, Stefania Giannini ha anche affrontato la questione delle scuole di specializzazione. In merito, ha annunciato che il MIUR ha trovato delle risorse per arrivare a un aumento dei posti disponibili, solo che non è sufficiente al ripristino delle quote dello scorso anno. Per questo motivo – ha dichiarato – “abbiamo chiesto al Mef di aggiungere i fondi mancanti”.