fisioterapia

Fisioterapisti e laureati in Scienze motorie non potranno più essere equiparati. Lo ha deciso ieri il Senato con due sole astensioni e 257 voti a favore, dando il via libera definitivo al disegno di legge che prevede l’abrogazione del provvedimento risalente al 2006. A stabilire l’equipollenza dei titoli, seppur con alcuni requisiti e corsi aggiuntivi a carico dei laureati in Scienze motorie, era stato infatti il decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27.

L’emendamento approvato fu presentato in extremis da un senatore di Forza Italia, Giuseppe Firrarello. Le condizioni per l’equipollenza riguardavano in prima istanza la frequenza di un “corso su paziente”, istituito con decreto presso le università, le cui modalità di svolgimento non sono però mai state previste dalla legge o chiarite.

La confusione tra i due corsi di studi è stata possibile anche perché in passato alcune facoltà di Medicina hanno deciso di ospitare un corso in Scienze motorie, confondendo – come ha spiegato il senaotre Idv Giuseppe Caforio, primo firmatario della morma approvata a Palazzo Madama – chi cura il malessere, come i fisioterapisti, con chi si prende cura del benessere delle persone. Il provvedimento abrogato, poi, nasceva dalla segnalazione della facoltà di Scienze motorie di Catania che denunciava l’elevato tasso di disoccupazione dei suoi laureati. Una condizione invece per la gran parte estranea ai laureati in Fisioterapia.

“Con una integrazione rispetto alle materie di base si potrebbe conseguire il titolo di fisioterapista e potrebbe essere ritagliato uno spazio nel settore della prevenzione”, aveva dichiarato nel 2007 Firrarello. La trasformazione in laurea sanitaria del titolo in scienze motorie, focalizzata sull’allenamento e sulle prestazioni di un individuo, aveva creato però non poche incomprensioni e feroci critiche da diverse parti, primi fra tutti i laureati sanitari. Anche l’Associazione italiana fisioterapisti aveva parlato di una “schizofrenia legislativa“.

Ora che l’equipollenza è stata abrogata, c’è però il rischio che sorgano altri problemi. Fra gli altri, il direttore dell’università del Foro Paolo Parisi ha chiarito come il problema dei laureati in Scienze motorie rimane, visto che “i mestieri che a loro dovrebbero essere riservati, fare l’istruttore nelle palestre, sono in pratica aperti a tutti”.

Quello che ora le facoltà ex-Isef chiedono al ministro è la predisposizione di un provvedimento a loro favore, che possa garantire a livello nazionale l’esercizio della professione nelle palestre solo per i laureati e non per chiunque abbia svolto anche solo un corso professionalizzante.