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All’interno della riforma generale sulla Giustizia, il Governo dovrebbe inserire anche una sotto-riforma riguardante l’accesso alla professione giudiziaria. La stesura della riforma è stata delegata dal ministro della Giustizia Agelino Alfano.

La riforma per entrare nell’avvocatura, che sta già creando tensioni e proteste in diverse facoltà di Giurisprudenza, prevede che l’abilitazione alla professione di avvocato venga ottenuta solo dopo aver frequentato delle scuole professionali post laurea, a numero chiuso e a pagamento, mentre attualmente è sufficiente seguire un libero tirocinio presso un qualsiasi studio legale.

E dovrebbero essere modificate anche le modalità di accesso all’esame di Stato per diventare avvocato, a cui potrà accedere esclusivamente chi avrà frequentato le scuole post laurea.

 

Per diventare avvocato si dovranno insomma, sostenere diversi esami: uno per accedere alle scuole professionali post laurea, un altro al termine del corso ed infine, per diventare avvocato, si dovrà ottenere il superamento dell’esame di Stato.

Saranno inoltre posti dei limiti di età, sia per l’iscrizione al registro dei praticanti (40 anni), sia per accedere all’esame di Stato (50 anni). E dopo più di 3 bocciature, non si potrà più sostenere l’esame.

L’esame di Stato dovrebbe inoltre essere sostenuto senza l’ausilio dei codici commentati con la giurisprudenza, e dovrebbero essere eliminate materie ritenute più semplici per gli orali, come il diritto ecclesiastico.