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Esame di Stato per fare l’avvocato: presto la riforma?

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All’interno della riforma generale sulla Giustizia, il Governo dovrebbe inserire anche una sotto-riforma riguardante l’accesso alla professione giudiziaria. La stesura della riforma è stata delegata dal ministro della Giustizia Agelino Alfano.

La riforma per entrare nell’avvocatura, che sta già creando tensioni e proteste in diverse facoltà di Giurisprudenza, prevede che l’abilitazione alla professione di avvocato venga ottenuta solo dopo aver frequentato delle scuole professionali post laurea, a numero chiuso e a pagamento, mentre attualmente è sufficiente seguire un libero tirocinio presso un qualsiasi studio legale.

E dovrebbero essere modificate anche le modalità di accesso all’esame di Stato per diventare avvocato, a cui potrà accedere esclusivamente chi avrà frequentato le scuole post laurea.

 

Per diventare avvocato si dovranno insomma, sostenere diversi esami: uno per accedere alle scuole professionali post laurea, un altro al termine del corso ed infine, per diventare avvocato, si dovrà ottenere il superamento dell’esame di Stato.

Saranno inoltre posti dei limiti di età, sia per l’iscrizione al registro dei praticanti (40 anni), sia per accedere all’esame di Stato (50 anni). E dopo più di 3 bocciature, non si potrà più sostenere l’esame.

L’esame di Stato dovrebbe inoltre essere sostenuto senza l’ausilio dei codici commentati con la giurisprudenza, e dovrebbero essere eliminate materie ritenute più semplici per gli orali, come il diritto ecclesiastico.

133 Commenti

  1. Ha ragione Baccambàrus.. a me ad esempio di fare l’avvocato me ne fregava un XXXXX. Minacciato da mio padre mi metto a cercare a casaccio uno studio legale… e niente… ingrano.. non pagavo l’affitto e mi facevo i fatti miei nello studio legale dove svolgevo pratica.. poi il mio nome cominciava a girare per Torino soprattutto tra gli immigrati clandestini.. poi boh qualche invidioso ha pensato bene di far girare la voce che tiravo su 300.ooo euro di affari assieme a dei complici con l’immigrazione clandestina e niente finisco sui giornali, a processo etc.. al punto che mi toccò a quel punto scrivere una enciclopedia del diritto per provare a venirne fuori (tanto che volente o nolente mi studieranno nelle università di tutto il pianeta anche se non volevo diventare un animale da circo) … e niente – alla faccia vostra – visto che me ne fregava un XXXXX di sto lavoro – spero, dopo aver imparato il mestiere molto bene anzichè di affondare nelle spese per la cassa forense di concludere la mia avventura nel mondo forense con un risarcimento danni da poker di 7 !! [ 7 7 7 7 7 ]

  2. Io credo che quando ci sono 400 posti per fare gli aviatori e si presentano in 399, guarda caso, bene o male l’esame/concorso o quello che è… lo passano tutti. Quando, invece, c’è 1 posto come vigile urbano e si presentano in 20.000 , guarda caso, l’esame/concorso o quello che è… diventa clamorosamente o burlesco o difficilissimo da passare. Credo che il vostro problema sia che vi “”prendiate sul serio”” ovvero non avete quella modestia (ovvero con superbia) per farvi un esame di coscienza e dirvi – “”Ma son proprio nato scemo…”” . Anni di studi, pretese di passare l’esame perchè preparati… meritocrazia…

  3. Pps: un pezzo di carta che non fa nemmeno curriculum… mi scuso per gli errori ma sono stanca e raffreddata….

  4. Ps: per chi si lamentava di dover pagare le tasse all’Ordine. Io dopo essere stata cancellata dal registro dei praticanti, essendo scaduto il patrocinio temporaneo, non ho pagato più nulla….tranne la tassa di iscrizione all’esame di avvocato, ma vi ripeto che l’abilitazione alla professione è un pezzo di carte che non fa nemmeno curriculum, vale di più un pezzo di carta igienica !

    vi saluto e vi auguro buone cose

  5. ragazzi, sono una abilitata alla professione di avvocato nel 2008, dopo ben 5 tentativi, tra cui una bocciatura agli orali. Non mi sono mai fatta sfruttare, ma seguivo un mio amico per le cause dell’infortunistica stradale. Nonostante questo, già dopo il biennio del praticantato, mi resi conto che questa professione non aveva futuro, a meno che non si lavori per le aziende o tramite incarichi delegati dalla PA, quindi mi iscrissi ad un’altra università (di lingue e letterature straniere) mentre intanto mi preparavo e mi presentavo all’esame di avvocato. Dopo la bocciatura agli orali del 2002 capitai, infatti, nel pieno della riforma Castelli, coi compiti corretti a Milano, percentuali esigue di promossi etc… etc….ho preso quindi l’abilitazione alla professione dopo ben due anni dalla seconda laurea, ed ormai non me ne fregava più niente. Ma se proprio vi devo dire, non ho mai ricevuto una proposta, una collaborazione, ho persino inviato curriculum agli studi legali come giurista- linguista senza ricevere nemmeno una risposta e sapete perché ? perché SIAMO TROPPI, quindi che voi vi abilitate o meno. la cosa non vi cambia nulla! state sereni….

  6. Salve,sono Monica,è davvero una vergogna.Lo stato ancora una volta non aiuta i giovani a trovare un’ occupazione.Si è vero in piazzia ci sono parecchi avvocati e si vuole ridurre il numero,allora perché non fare a numero chiuso la facoltà di giurisprudenza?come medicina.è disonesto impedire a chi ha fatto sacrifici per studiare tanti anni non consentirgli di diventare avvocato perché ad esempio non ha soldi per pagarsi la scuola di specializzazione.Io sono un esempio,sono una figia di operaio che per poter studiare ho dovuto sempre lavorare per mantenermi agli studi.ho studiato anche di notte,ho fatto sacrifici enormi che mi sono stati ricompensati con soddisfazione,superando esami con le mie sole forze.fiera di me stessa.Ciò a dimostrazione che chi vuole veramente ci riesce,è inutile mettere i bastoni tra le ruote.

  7. esami + tesi = Laurea + esame per accedere a scuola professionale (meglio se biennale no?) + esame di stato + giuramento, magari accompagnati da entrambi i genitori di età non inferiore ai 90 anni! Siete “homeless”!

  8. Salve ragazzi, come vi capisco! Mi ha incuriosito un commento:l’esame per fare il dottore è molto più semplice di quello per diventare AVVOCATO, considerando che nella prima professione si gioca con la vita! Questo è assurdo! Anche io quest’anno mi dovrò laureare in legge, in quanto il lavoro che stavo svolgendo, ha subito la crisi, comunque spero che per ottobre raggiungo il mio obiettivo!
    Poi vedremo cosa accadrà, si scoprirà solo vivendo. Scusate io sono della provincia di Salerno,il mio lavoro attuale è istruttore di giovani calciatori abilitato dal CONI e F.I.G.C. Buona giornata a tutti voi.

  9. solo in Italia si sentono certe cose poi se affidiamo il tutto a angelino, è tutto un programma, invece di facilitare l’esame lo rendiamo possibile solo per pochi eletti , è una vergogna solo Italiana, poi non capisco una cosa una persona che si è riuscita a laureare arrivata a 50 anni non può più fare l avvocato in violazione della stessa Costituzione che garantisce il diritto allo studio per potersi migliorare, questo e un problema di casta tutti si vuole rimanere attaccati alla poltrona e non dare la possibilità agli altri di lavorare è vergognoso, questi cervelloni della politica continuano a bloccare il paese, dove sta scritto che devo frequentare una scuola di specializzazione a numero chiuso, non posso fare l’avvocato dopo i 40 anni, questa è una cosa senza senso, visto che stiamo parlando di una abilitazione, per poter lavorare, pagando la cassa avvocati obbligatoria, di 3000 euro anche se non faccio udienze, e poi tu stato mi blocchi pure senza darmi la possibilità di fare l avvocato, sono una massa di incompetenti e speriamo che si vada il più presto possibile al voto, perché se rimangono questi , alfano renzi etc il paese lo portano alla deriva ciaooo

  10. Ciao, è la quarta volta che tento l’esame per l’abitazione alla professione (tengo precisare che ho sempre lavorato per mantenermi).Qualcuno ha un posto da offrirmi in qualche studio legale o notarile, zona Padova/Treviso.

  11. io sono figlio di avvocati da generazioni e a 40 anni ho il Mercedes e la casa a Mentone, che colpa ne ho?! Se uno e’ figlio di nessuno faccia altro!

  12. ciao, ieri ho assisito all’esame di abilitazione alla professione di avvocato di mio cognato. il 3° tentativo, andato bene, per fortuna altrimenti erano scleri suoi e di sua sorella (mia moglie) per oltre un anno….
    premesso cio’ (io sono medico ospedaliero da 10 anni) ritengo che non si debba fare confronti tra l’accesso al corso di laurea e tantomeno l’esame di stato (difficile per VOI e meno per NOI). la differenza è da ricercare nella natura della professione che si vuole analizzare:
    Mi spiego. la sanità è una necessità, è un valore primario in una nazione e pertanto imprescindibile dalle modalità di ingresso nel corso di sutdi o di superamento di un’esame. E’ giusto che si selezionino medici bravi e preparati ma è anche giusto che lo Stato promuova una classe dirigente medica in grado sostenere le necessità di una nazione al riparo da sprechi e mal practice. l’accesso a numero chiuso alla facoltà negli anni ha ridotto il numero di medici circolanti aprendo le porte all’ingresso di medici stranieri (non bastava le difficoltà di comprensione linguisitica, ideologica e culturali all’interno dei comparti inferimieristici) che tra un decennio quasi supereranno i medici italiani. Il Vostro corso di studi è di libero accesso (quasi a sottolineare la natura di ripiego del corso di laurea….) e questo determina una pletroa di professionisti che si devono procacciare lavoro (una volta guadagnato il titolo) spesso in maniera spregiudicata senza scrupoli….
    come spiegata il fatto che ginecolgi e ortopedici pagano oltre 10-15000 euro annui di polizze assicurative? ormai la denuncia è all’orinde del giorno; pazienti sempre più informati (internet docet) aggrediscono i malcapitati camici bianchi pretendendo cure rapide, efficaci e se non soddisfatti paventano telefonate del loro avvocato (quando non giunge senza preavviso un avviso di garanzie!). e gli avvocati che ruolo hanno in tutto questo?
    sono lontani i tempi del dottor Guido “Alberto Sordi” Tersilli in cui la medicina era padroneggiata da pochi (certo….chiamiamoli pure Baroni) e la cittadinanza tutta era sottomessa al volere di enti statali (USSL) senza diritto di replica.
    credo dobbiamo fare un’esame di coscienza tutti, e capire che in una lotta tra classi dirigenti di pari valore chi ci rimette è il cittadino/paziente.
    scusate lo sfogo!
    Andrea

  13. Buonasera a tutti,

    Vorrei porvi una domanda….dopo la laurea in giurisprudenza ho svolto altri lavori, ora dopo due anni e mezzo dalla laurea pensavo di fare la pratica, è possibile? Ce un limite di tempo per poter iniziare la pratica?

    Grazie mille

  14. ma dai con quel che guadagnate, un avvocato di 35- 40 anni si porta a casa dai 2000 ai 3000 puliti e vi lamentate di questi tempi? ringraziate e state sereni. Emilio Calardo

  15. ma tutti gli avvocati volete fare? conosco un bel po’ di avvocati che si sono ridotti a fare gli amministratori di condominio…Si è in troppi, forse c’è di meglio.

  16. salve sono ancora io volevo comunicarvi che di quanto sospettavo fino ad ieri,oggi ne ho quasi la certezza matematica.
    domanda: Visionato il compito come e’ possibile che su questo
    giudicato insufficiente non vi sia segnata neanche una virgola come correzione?
    secondo me me non e’ stato neanche letto.
    secondo voi?

  17. Salve sono il padre di un aspirante avvocato che non ha superato l’esame scritto di quest’anno.
    dai vari commenti e facendo alcune considerazioni sono giunto a questa triste conclusione:
    Credo che le prove scritte vengano corrette e valutate fino al raggiungimento della pertcentuale di promossi preventivamente satbilita e che tutte le altre vengano respinte senza neanche essere lette.
    Purtroppo quasi nessuno fa ricorso perche’ tanto e’ tempo perso visto la lunghissima procedura burocratica,preventivamente predisposta a dovere.
    Che importa se ragazzi e famiglie spendono soldi,tempo e speranze,l’importante e’ mantenere un certo numero di schiavi a fare i portaborse della casta e continuare a mantenere i vecchi baroni supponenti .
    Daltronde nel paese della corruzzione,delle mazzette,dei politici corrotti,della burocrazia che sfianca e stronca le iniziative di persone volenterose questo e’ il minimo che si possa pensare.
    GRAZIE ITALIA

  18. salve SONO IL PADRE di un aspirante avvocato e vorrei farvi partecipe di un mio sospetto relativamente alla corretta procedura della correzione delle prove scritte.
    Secondo me le prove scritte vengono visionate fino al raggiungimento della percentuale di promozioni gia’ prefissate da ogni commissione e quindi atutte le altre vengono assegnate votazioni insufficienti.
    Poi per la legge dei grandi numeri accompagnata dal complicato metodo del ricorso nessuno ricorre al TAR.Cosi’ tanti vedono buttati a mare mesi di sacrifici,soldi e speranze.Con un paese come l’Italia dove CORRUZIONE ,MALAFFARE E POLTICI CORROTTI sguazzano alla grande scusate ma questo e’ IL MINIMO CHE POSSO PENSARE.
    grazie ITALIA

  19. salve a tutti ho letto i commenti e mi avete scoraggiata.devo iniziare il tirocinio ma penso che qui in italia sarà difficile sfondare nel mondo dell ‘ avvocatura visto che l ‘ esame è complicato.viviamo in un paese dove nulla è semplice.bisogna andare all ‘ estero e allontanarsi dai propri cari.evviva la spagna dove non si fa il tirocinio.italia devi cambiare aggiornati prendi esempio dai paesi esteri.

  20. ragazzi ma questa riforma :All’interno della riforma generale sulla Giustizia, il Governo dovrebbe inserire anche una sotto-riforma riguardante l’accesso alla professione giudiziaria. La stesura della riforma è stata delegata dal ministro della Giustizia Agelino Alfano.

    La riforma per entrare nell’avvocatura, che sta già creando tensioni e proteste in diverse facoltà di Giurisprudenza, prevede che l’abilitazione alla professione di avvocato venga ottenuta solo dopo aver frequentato delle scuole professionali post laurea, a numero chiuso e a pagamento, mentre attualmente è sufficiente seguire un libero tirocinio presso un qualsiasi studio legale.

    E dovrebbero essere modificate anche le modalità di accesso all’esame di Stato per diventare avvocato, a cui potrà accedere esclusivamente chi avrà frequentato le scuole post laurea. è vera questa riforma ? entrerà in vigore? Io sono un giovane neolaureato e vorrei capirne di più su quest’articolo! grazie

  21. sapete se c’e’ un modo per non apparire negli elenchi degli ammessi? io vorrei che la mia privacy fosse tutelata, non mi va di far sapere quante volte dovro’ dare quest’esame. mi hanno detto che forse si puo’ fare, ne sapete x caso qualcosa?

  22. E’ una vergogna. L’unica critica che rivolgo a tutti coloro che subiscono, me compresa, questa colossale presa in giro, e’ che se la gente fosse piu’ unita nel dire BASTA,probabilmente si arriverebbe ad un risultato diverso.. siamo arrivati al punto di accettare tutto..esame senza codici, limite di 40 anni per sostenere l’esame, numero massimo di tentativi pari a tre…questi individui, evidentemente sanno di avere a che fare con gente che non contestera’ seriamente nulla.

  23. Che dire mi associo, laureato in Giurisprudenza a 28 anni, mi sono dovuto trovare un lavoro per pagarmi l’iscrizione nel registro dei praticanti, perdendo in questo modo un anno…..Una volta fatta l’iscrizione faccio pratica presos uno studio, in cui mi fanno fare di tutto mattina in tribunale e pomeriggio in studio, una noi amortale e 0 euro!! Ora ho finito la pratica fatta a singhiozzi visto che l’ho dovuta intervallare con il lavoro essendo che non navigo nell’oro. Ed ora non so più che fare, a 32 anni rimettermi in uno studio a 0 euro e 0 prospettive mi angoscia, a questa età uno dovrebbe progettare il suo futuro, invece resta solo tanta amarezza……avessi i soldi almeno farei un master ma costano tantissimo e non danno garanzie.

  24. Carissimi, oggi ho appreso di non aver superato l’esame per la quarta volta! Sono arrabbiata, anzi sono infuriata, delusa, umiliata e non so cosa darei per guardare in faccia chi ha considerato i miei elaborati non sufficienti. Ritengo di saper fare il mio lavoro, mi ritengo abbastanza competente nel mio settore e sono abbastanza intelligente per aver capito già da tempo che l’esame di avvocato è una presa per i fondelli per tutti, bravi e non, intelligenti e non, e chi è passato, spero abbia l’onestà di ammetterlo.
    Cominciamo con le tracce, a dir poco impossibili, solo il codice commentato non è sufficiente, devi avere le sentenze e sviluppare un ragionamento, ma se non hai padronanza dell’argomento te lo puoi solo sognare, quindi si copia, risultato tutti copiano, tutti i compiti sono uguali. Si copia ovunque in ogni dove, i compiti arrivano da fuori, solitamente dal Consiglio dell’Ordine, ma non è una garanzia. Le tracce quest’anno erano anche sbagliate, il che è tutto dire. Poi ci sono le percentuali, il 30%, il 28%,il 60%. Insomma la verità è che ogni anno passa un numero fisso di persone, come mai se i compiti sono tutti uguali? E’ chiaro, ogni anno chi può, deve assicurarsi l’introito dei corsi di formazione all’esame (ce n’è a tutti i gusti), codici (min. 300,00 euro) è un commercio che frutta molto, e quindi ecco che ogni anno qualche fortunato oltre ai raccomandati di diritto, riescono a superare l’esame…. a me questa fortuna non è ancora toccata. Però, è successo che mi sono davvero stancata di pagare l’ordine, che non mi rappresenta, di dover pagare e non votare i consiglieri e di pagare la cassa nazionale, senza sapere se diventerò mai avvocato! Bene che si fa? Vogliamo aspettare il prossimo anno per poi lamentarci? No! Io credo che gli iscritti all’ordine, che fanno pratica e soprattutto quelli che l’hanno finita, che lavorano e che sono costretti a far firmare mandati all’avvocato che ha il titolo, che valgono molto di più di altri, debbano ESSERE RAPPRESENTATI. Dobbiamo anche noi avere peso al consiglio dell’ordine, sopratutto i cd praticanti abilitati, insomma quelli che sono avvocati ma burocraticamente non lo sono….L’ordine la deve smettere di metterci i bastoni tra le ruote e di sfruttarci economicamente… cosa succederebbe se nessuno comprasse codici costosissimi e non partecipasse a corsi ridicoli di preparazione all’esame? Che meraviglia, quasi non posso pensarci…. l’Ordine deve rappresentarci, noi paghiamo un ordine che non ci difende e non ci rappresenta. Facciamo qualcosa, altrimenti continueremo solo a dire le stesse cose… e a quel punto saremo solo vittime di noi stessi.

  25. Ragazzi, leggo tutto e rimango sempre più basito… Ho appena finito di scrivere due atti di appello, uno per il mio ex dominus, e l’altro per un ex praticante di studio… Casta o non casta, la situazione è questa: ho fatto lo scritto a dicembre, sono in studio da due anni e mezzo, per giunta il mio dominus è in affitto in alcune stanze dello studio che è di proprietà di mio padre, ebbene: mai visto un euro! Quando servono marche da bollo spesso me le fanno pure anticipare, per poi restituirmi i soldi, ci mancherebbe altro…
    L’ho sempre detto, ma adesso ne sono arciconvinto, se uno a diciotto anni o giù di li, invece che andare all’università avesse iniziato a fare qualche lavoretti, tipo cameriere, muratore ecc ecc, adesso, dopo più di dieci anni di lavoro non avrebbe le spalle sufficientemente coperte per mettersi in proprio?

    Saluti a tutti

  26. Sino a quando in Parlamento siederanno prevalentemente ministri avvocati…….dimenticate che tolgano l’esame di stato x la professione,e tanto meno che la rendano accessibile a persone economicamente modeste.Vogliono poter continuare ad escludere e schiavizzare i tirocinanti che non appartengono al loro censo.
    Non sono in Parlamento x fare il bene dei cittadini ;ma solo ed esclusivamente x difendere i propri interessi.Quando ai giovani ,i genitori non potranno più garantire la sopravivenza allora la rivoluzione forse….. esploderà!

  27. La proposta relativa alla riforma dell’ avvocatura e per dir poco (mafiosa ) in questo modo la casta diventa sempre più casta. Perchè, rendere ancora più difficile lungo ed oneroso il percorso di tanti giovani che aspirano alla professione di avvocato ? Gli avvocati sono tanti , troppi ?Allora perchè non istituire il numero chiuso per l’ accesso alla facoltà di giurisprudenza come accade per la facoltà di medicina? Ci siamo chiesti, a chi giova non farlo ? E’ ovvio, alla casta, alla politica mafiosa e illiberale che si veste di pseudo altruismo propagando le liberalizzazioni .Perchè limitare l’accesso al concorso in avvocatura alle persone che hanno superato i cinquant’anni ? Il governo ritiene che la vita media si e’ allungata e quindi allunga il percorso lavorativo fino ai 67 anni. A questo punto e lo stesso governo mi deve spiegare perche’ posso essere valido fino a 67 anni per andare in pensione e invalido se supero i 50 anni e voglio partecipare al concorso in avvocatura. Tutto questo è incoerente , irragionevole , antidemocratico, illiberale . . Non devono esserci impedimenti che limitano l’individuo di qualsiasi estrazione, cultura, e posizione della voglia di fare, di crescere ,d’imparare, di conoscere.In qualsiasi momento delle vita deve essere consentito fare delle scelte. Non s’imbavaglia la libertà.

  28. Ciao ragazzi. Anch’io sono una praticante.
    Mi sono laureata in giurisprudenza l’anno scorso, durante l’estate ho lavorato per pagarmi la patente (che non ho mai preso perchè senza macchina) e da settembre ho iniziato il praticantato presso uno studio che mi ha SFRUTTATA gratuitamente per quattro mesi.
    Da un lato, questa esperienza mi ha insegnato molto: ho avuto modo di scrivere atti (istanze, querele, decreti ingiuntivi, precetti, perfino un atto di citazione) e soprattutto ho incominciato a capire come va il mondo, i giochi di potere, come il denaro regoli ogni rapporto, come nella giustizia non sia sempre tutto bianco o nero e come, ogni giorno, si debba indossare una maschera e recitare un ruolo, per sopravvivere.
    In tutto questo però ho anche perso me stessa. Se aprivo bocca, ero presuntuosa ed arrogante, se le copie di un atto non eran pronte, era colpa mia, pretendevano che lavorassi le stesse ore di un avvocato, ma non avevo diritto ad un euro, la segretaria (!) mi offendeva valutamente, ma nessuno diceva niente, loro stavano in studio, io a sprecare ore ed ore a fare code interminabili, a copiare fascicoli iterminabili, e a camminare al freddo verso i tribunali più sperduti.
    Sono passati pochi mesi, ma ho deciso di interrompere questo cammino. Almeno per il momento. Ho pensato in inseguire un altro mio forte interesse: la scrittura. E per tentare la strada del giornalismo (non meno difficile peraltro, se non ancora di più!!) Amo scrivere, ricercare, diffondere quella che credo sia una verità.
    Studiando diritto certe volte mi è sembrato di soffocare. Non so se appartenga a me, troppo rigido e poi, come ben sapere, l’organizzazione, fare la schiava per anni, chiusa fino a notte in uno stanzino!! Quando potrò stare con la mia famiglia?? Quando le ferie e la malattia?? E sono cresciuta credendo che mi sarei battuta in prima linea per i diritti delle donne e delle minoranze!! Ci credevo veramente..invece, non credo che si faccio questo. Magari anche, ma si deve in primo luogo campare e chi paga, sono i ricchi!
    Se avessi avuto un’esperienza migliore, forse la penserei diversamente. Ma..la verità è che voglio provare entusiasmo e passione in ciò che faccio. Forse, nel mio caso, accanto alla delusione di aver studiato tanto per essere trattata come fosse nessuno, si aggiunge l’assenza di una convinzione sufficientemente forte da passare oltre tutto questo..ma secondo voi sbaglio a pretendere di più? Ho 25 anni, sono si un pò (ok, tanto) idealista, ma questo non è il momento in cui dovrei fare, con sacrificio, ma anche con piacere e passione i salti mortali? E ancora, buttarmi, eccitarmi, entusiasmarmi, stancarmi, ma senza demordere perchè – cavolo – sto realizzando un sogno, mi sento utile, mi sento grande!?!
    E invece, la crisi, l’ignobile ed iniquo meccanismo per diventare avvocati..ma è possibile che dobbiamo sopportare tutto questo? E’ possibile che sia tutto così difficile. Conosco persone che nn hanno studiato e guadagno un sacco, per non fare nulla.
    Io, come voi, che ho superato a pieni voti 33 esami e che ho creduto davvero, con la laurea, di ricevere finalmente soddisfazione e rispetto….come faccio a credere che, lottando e mettendo in ciò che credi tutto te stesso, alla fine, otterrai quello che meriti?

  29. Ho letto con interesse i commenti di tutti voi, credo che la verità stia nella sintesi di quanto letto sopra. Premetto che ho da poco finito la pratica e sto attendendo gli esiti degli scritti dell’esame dello scorso Dicembre, è stata la prima volta e spero anche l’ultima: almeno cerco di crederci. Penso che lamentarsi o esacerbarsi l’esistenza su quanto sia ingiusto il nostro percorso non porti da nessuna parte, occorre, invece dare sfogo alle idee, ai pensieri e alle opinioni in modo concreto, ovvero sarebbe necessario creare un’associazione di praticanti e giovani avvocati a livello nazionale che tuteli “realmente” le esigenze della categoria. L’esame non va eliminato ma va riformato, così come tutto l’iter a partire dall’iscrizione all’albo dei praticanti. Io credo che se tutti i praticanti decidessero di scioperare ad oltranza assieme agli avvocati che hanno il titolo ma sono trattati quasi alla stregua di un praticante (sono tanti), forse il sistema inizierebbe a scricchiolare, la stampa inizierebbe ad interessarsi al fenomeno e forse qualcosa si potrebbe trattare col Consiglio Nazionale Forense che tiene i fili di questo sistema. La verità è che siamo tanti, disuniti e spesso cerchiamo di “farci le scarpe” tra di noi. In buona sostanza la colpa è anche nostra che permettiamo tutto ciò, la Casta, come è stato detto sopra, ha vita facile e approfitta della nostra disorganizzazione. Vogliamo continuare così? Ditemi voi.

  30. Dimenticavo: per ora non vi è stata alcuna modifica alla regolamentazione dell’esame e non penso sarà fatta prossimamente.

  31. Gentile Signora Maria,
    per sapere dell’esame di suo figlio potrà contattare (verso giugno/luglio) la segreteria della Corte d’Appello della città presso la quale ha svolto le prove. I risultati verranno esposti in una delle stanze del Palazzo di Giustizia. Almeno così fanno di solito nella mia città.

  32. Scusate, mio figlio è la terza volta che partecipa a questo esame, come potete immaginare è arrabbiatissimo e non mi vuole dare nessuna informazione in merito. Vi chiedo alcune cose, gentilmente mi potete dire se le riforme sono state fatte e come devo fare per vedere se ha superato queste maledette prove?

  33. vorrei solo far presente questo a coloro che prontamente affermano di esser passati al primo colpo e esortano a non piangersi addosso : io mi sono laureata a pieni voti a 24 anni, mio padre e mia cognata sono avvocati, e quest’anno sarà la SESTA, non la terza, LA SESTA volta che provo lo scritto : aggiungo che ovviamente ho fatto la pratica seria, e che ho anche superato l’esame scritto senza superare l’orale ( 267 sui 270 punti richiesti ) : mancanza di studio? non diciamo puttanate per favore, lavoro con il diritto tutti i giorni dando pareri e sono costretta ad aggiornarmi con i manuali continuamente, ho fatto due volte il corso dell’ordine , 3 volte i corsi privati, in più non sono nemmeno decerebrata, come potrebbe sembrare, perchè riesco a mantenermi con i miei soli clienti, e nel frattempo mi sono anche affrancata da mio padre, che non mi dava un soldo perchè si vergogna con i suoi colleghi che la figlia non passa l’orale. ho un amico che è nelle commissioni di correzione e ritiene che molti miei compiti non siano stati letti. io posso solo dire questo : non è assolutamente ammissibile in un mondo civile che esistano queste odissee di ingresso nel mondo del lavoro, non è umano e non trovo traccia di calvari del genere negli altri ordini. a me va bene una riforma basta che sia seria, ovvero che garantisca UNA POSSIBILITA’ di mettersi in gioco se ti spacchi il mazzo.

  34. E`una vergogna che l’esame di Stato per diventare avvocato sia truccato: l’ho visto con i miei occhi :gente che copiava il testo della esame corredato di relativa soluzione e gente che stilava un compito perfetto o più che sufficiente per passare ma non passava(segno che non veniva nemmeno corretto. Cè chi ha denunciato gli episodi, ma nulla é cambiato. Se vogliono rendere la Casta una superCasta, che si accomodino pure!!!!!!!!!! Migliaia di gente non raccomandata emigrerà in massa fuori Italia ad apprendere una nuova lingua e sorpassare un ESAME REALE nel senso che viene corretto il testo e fatto passare chi l’ha svolto in maniera sufficiente.
    Lo Stato italiano sta remando contro sé stesso per creare delle ultra-caste, ma questo non fermerà chi desidera giustizia che troverà in paesi realmente democratici!
    L’ESAME VA ABOLITO: nessun esame ti può far diventare avvocato se non l’esercizio della professione.

  35. Le solite incredibili contraddizioni ed aborti all’italiana.

    Invece di intervenire sulle fondazioni ( Università ) prevedendo, se occorre, una pianificazione dell’accesso alle stesse in funzione delle necessità sociali delle professioni in una società complessa, si interviene a rendere quasi impossibile raggiungere il traguardo per cui ci si è impegnati studiando e facendo innumerevoli sacrifici.

    Cosa faranno i dottori in legge che non hanno superato gli esami di stato? forse i portantini, gli autisti, i lavoratori socialmente utili?
    Vergognatevi politici incompetenti! Riformatevi voi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  36. Sarebbe meglio a questo punto non frequentare più l’università e seguire direttamente corsi a pagamento,in questo modo non si fa altro che sminuire il valore dell’università,perchè se un ragazzo si fa un mazzo per studiare all’università,che se va bene finirà dopo 6 anni perchè costringerlo a fare altri 2 anni imposti, per fare l’avvocato o il magistrato prima di iniziare a lavorare?quando il miglior modo per iniziare a imparare qualcosa di serio sarebbe proprio lavorare sul campo?
    all’università come nei corsi di specializzazione sono nozioni su nozioni,che dopo anni e soprattutto dopo 32 esami nessuno ricorda.perchè invece non si cerca di dare più valore all’università,garantendo ai ragazzi oltre che libri,nozioni,articoli anche tirocini seri e non sfruttamento,oppure consentire di lavorare, partecipare conoscere sul serio cosa significa una causa un giudizio un tribunale…

  37. ho 58 anni e mi sono laureata in giurisprudenza nel 2007, non avendo la possibilità di farlo prima. Ora sono alle prese con tutti i problemi dei Praticanti Avvocati per superare l’esame di Stato. Sono in attesa dei risultati dell’esame scritto, svolto a dicembre a Milano, ma non ci credo per nulla. Inoltre, anche se fossi così fortunata di giungere alla fine, poi arriverebbe il problema di esercitare la professione e con la miriade di Avvocati che ci sono in Italia, non sò davvero se sia la strada giusta. Per fortuna – devo dire – non sono così giovane da dover per forza svolgere questa attività (ma, ovviamente, sarebbe mio desiderio).
    Consiglio ai giovani, se non sono davvero più che motivati ad intraprendere questa strada tortuosa, di trovare un’alternativa di lavoro.

  38. Ciao Marisa…sono perfettamente d’accordo e sono dell’idea che, quantomeno, dobbiamo farci sentire…con aspetti concreti, con proposte che di sicuro a noi non mancano ma che, analogamente di sicuro, ai “padroni delle poltrone” non importano…diciamo che devono, almeno, perdere il tempo con il nostro dissenso.

  39. anch’io purtroppo faccio parte di coloro che hanno dovuto ripetere l’esame più volte e la prima dopo aver fatto un compito con cui altri son passati.. mi piacerebbe conoscere i criteri con cui vengono effettuate le correzioni.. spesso mi chiedo se sia giusto far passare sotto silenzio la cosa.. sono anch’io dell’idea che sarebbe più corretto limitare l’accesso alla facoltà di giurisprudenza piuttosto che rendere più complicato un esame che già di suo non dipende dalla preparazione del candidato.. quanto alla riforma per me è incostituzionale: articolo 3 della Costituzione italiana che al secondo comma prevede che lo stato debba eliminare gli ostacoli….. consiglio ai sostenitori della riforma in questione di darci una lettura prima di discutere in parlamento una propoasta di legge che presta il fianco ad un ricorso alla Consulta.. in questi giorni si parla di dittatura in Libia ma mi chiedo noi italiani siamo liberi? siamo tutti uguali come vorrebbe il suddetto articolo? a mio avviso no.. perchè per i c.d. figli di papà va tutto ok e degli altri chi se ne frega.. cmq una legge del genere testimonierebbe il fallimento della scuola italiana.. che senso ha andare all’università se poi lo stato ritiene che il titolo conseguito non ti serve per svolgere la professione per cui hai perso tanti anni sui libri? non sarebbe meglio riformare l’università? ma nel senso già fatto che va a scapito della preparazione.. ma facilitando l’accesso al mondo del lavoro.. avrei molte idee ma come si suol dire in Italia la gente con idee e preparazione se sta a casa o emigra all’estero e poi ci si lamenta dei fannulloni.. se dovesse passare la riforma che ne dite di uno sciopero? che dite di tirare fuori la grinta invece di piangerci addosso? io la laurea in giurisprudenza me la sono sudata e non intendo riporla in un cassetto solo perchè si decide in parlamento che non vale niente.. aspetto risposta

  40. Ciao Marco,
    si, con i pianti non si va avanti ma penso che nessuno si lamenterebbe se le cose funzionassero correttamente, se ci fosse un filo logico nell’iter da seguire.
    Innanzitutto “se le cose funzionassero correttamente” vuol dire:
    1) se i praticanti non fossero ritenuti pura e semplice merce gratuita da mandare arbitrariamente da una parte all’altra;
    2) se fosse osservato il tanto “rispettato” codice deontologico;
    3) se i compiti d’esame non fossero corretti nella media di 3 minuti, solo 3 minuti per leggere e giudicare un compito, per discutere, insieme agli altri commissari, della correttezza espositiva degli argomenti trattati e della conclusione prospettata(così si legge nei criteri di correzione allegati alla domanda di ammissione all’esame)…
    E si potrebbero aggiungere tanti e tanti altri motivi…
    “Se ci fosse un filo logico nell’iter da seguire” vuol dire se ci fosse una relazione tra la pratica obbligatoria dei due anni e l’esame di abilitazione (è proprio il significato della parola che mi porta a parlare di “relazione” tra le due fasi di crescita professionale). Ciò perchè nella maggior parte degli studi legali la probabilità che un soggetto venga a chiederti un parere scritto su una fattispecie è pari a zero (a stento pagano le cause figuriamoci un parere scritto). Quindi, in due, anni nell’attività di studio diciamo difficilmente, il praticante è messo nella condizione di fare ciò che l’esame richiede. Si tratta, pertanto, di un esame consequenziale alla pratica, ma che esula dalla stessa (?????).
    Condivido con te quando parli dell’importanza dello studio eppure anche su questo punto avrei da sollevare qualche dubbio… Cosa si dovrebbe studiare per quest’esame? tutto lo scibile del diritto? tutte le sentenze della Cassazione? ( e ti faccio presente che quest’anno in una traccia di civile c’era solo giurisprudenza di merito)si dovrebbe studiare l’istituto? ma alla fine il parere non richiede un trattato sull’istituto. Tutto questo studio dovrdebbe avvenire, praticamente, nei fine settimana perchè lo studio va frequentato tutti i giorni mattina e pomeriggio. Sicuramente sarebbe ottima cosa abbonarsi ad una rivista e di volta studiarle…eppure i motivi del ” se le cose funzionassero correttamente” non spingono un praticante a impiegarsi per qualcosa di campato per aria, come l’esame, ed affidato al caso…
    Io ho fatto l’esame per la prima volta quest’anno, durante questi due anni ho frequentato tutti i giorni lo studio, penso di aver capito un po’ di meccanismi (perchè poi si parla di questo, più che di codici e giurisprudenza), ma ho scritto appena 2-3 pareri giusto per avere una vaga idea di come strutturare il parere. Eppure se domani il famoso Tizio venisse in studio a prospettarmi una questione saprei cosa dirgli. Quindi, da questo punto di vista, ho svolto una pratica che ha raggiunto il fine che le è proprio ma, forse, non quello che le dovrebbe essere proprio.
    Ed allora non penso che si tratti di piangersi addosso ma solo di discutere su un sistema che necessita di una riforma …SERIA… e di non permettere a nessuno di credere di prenderci in giro

  41. Non sono figlio nè di avvocati nè di gente potente, ho studiato, ho superato l’esame di abilitazione al primo tentativo, mi sono messo subito in proprio e dopo anni di sacrifici adesso sto lavorando più che discretamente.

    E’ vero che un pò di copertura economica per un paio di anni serve, ma dandosi da fare su tutti i livelli dopo due anni si può già campare con la professione.

    Da quello che ho letto qui, molte persone si lamentano, ma con i pianti non si va avanti

  42. …perchè l’ho subìta anche io.
    Dopo essermi laureata in una grande città, ho deciso di tornare nel mio paese e, contrariamente ai desideri dei miei genitori i quali volevano che rimanessi nella “metropoli”, ho iniziato la mia pratica forense.
    Il primo studio nel quale sono stata mi ha vista andare via dopo appena un anno. Decisione maturata a causa della incapacità e mancanza di volontà del domnus di insegnarmi a fare qualsiasi cosa: questo perchè ero la fidanzata di un altro avvocato, suo acerrimo rivale.
    Nel secondo studio, quello del mio ragazzo, le cose sembravano andar meglio, sino a quando non ha iniziato ad inculcarmi nella testa l’idea che fossi una stupida, incapace, inadatta a fare l’avvocato ecc. (preciso che mi sono diplomata con il massimo dei voti e laureata con 110 e lode sia alla triennale che alla specialistica!). Lui mi umiliava di continuo, facendomi sentire una nullità ed una disadattata: tutto ciò accompagnato da liti, urla e lacrime (da parte mia!!).
    Beh, dopo qualche mese di sopportazione sono scappata via: nuovo studio e nuovo ragazzo.
    Finalmente ho trovato un avvocato bravissimo, sia professionalmente che umanamente (il che è molto raro!!), che mi spiegava le cose e non pretendeva che facessi la segretaria.
    Ho sostenuto l’esame esattamente un anno fa e, fortunatamente, è andato benissimo!
    In tutta questa storia, però, c’è un colpo di scena: da qualche giorno lavoro nella pubblica amministrazione!
    Ebbene sì: nonostante il titolo di avvocato ed un ex dominus straordinario, ho preferito accettare un lavoro di 6 mesi nella p.a. perchè stufa di chiedere la paghetta ai miei genitori.
    Purtroppo la professione forense è affascinante, intellettualmente stimolante ecc. ma, se non hai almeno 40 anni, non ti dà la possibilità di essere economicamente indipendente (salvo rare eccezioni).
    Dunque, ora terrò il mio bel titolo in tasca, mi cancellerò dall’albo ma – ecco il rovescio della medaglia – a fine mese metterò nell’altra uno stipendio di tutto rispetto!

    Ragazzi, in bocca al lupo a tutti voi. Inseguite il sogno di diventare avvocati, ma non fossilizzatevi! Le belle soddisfazioni possono arrivare anche con altri lavori…soprattutto sotto il profilo economico!!!

  43. Ciao a tutti! Ho letto i vostri “interventi” proprio oggi, oggi che ho finalmente giurato come AVVOCATO!
    Ebbene sì, io faccio parte di quella risicata percentuale di persone che hanno superato l’esame, addirittura al primo colpo.
    devo dire che condivido tutte le vostre frustrazioni per quel che riguarda la c.d. SCHIAVITU’

  44. Ma che bello leggere questi commenti proprio il giorno prima della terza volta che mi ritrovo a fare la prova scritta di avvocato..
    prima volta: pensavo di aver fatto bene, risultato negativo;
    seconda volta: pensavo di aver fatto peggio della prima, risultato positivo; esame orale sostenuto il 23/11: andata bene in tutte le materie scelte tranne una… bocciata non si sa per che motivo….
    mo la terza volta: non ho studiato nulla, vista la depressione…
    che sia la volta buona?
    ma all’orale come cavolo fanno a decidere chi far passare e chi no?
    ho assistito a degli esami dove facevano domande ridicole….

  45. ho letto con piacere tutte le esperienze raccontate, per la verità molto interessanti, condivido lo sdegno che traspare da ognuna di esse,e di mio posso solo aggiungere che questa è la verità dei fatti,è un mestiere fatto di zozzerie a danno soprattutto delle ragazze,noi maschi alla fin fine, quando proprio non vogliamo sopportare più,senza mezzi termini e con belle e pesanti parole, ai cosiddetti dominus gliele cantiamo in faccia a muso duro e guai a loro a replicare se no si beccano pure il peggio. Questo è per quanto mi riguarda,l’ho sempre fatto con immensa soddisfazione, constatando quanto sono miserabili poveracci e paurosi.E’ vero, forse per fare gli avvocati ci vuole un po’ di tempo, ma niente è impossibile, basta volerlo e coraggio,non sperare nella generosità del dominus perchè ce l’hanno solo ed esclusivamente per i figli o per l’amante, per il resto sono delle miserabili teste di c…0, vigliacchi, falsi , grandissimi bugiardi, frustrati, spesso cornuti, salvo qualche rara e dovuta eccezione.Spero di diventare e rimanere una di queste eccezioni, se no cambio mestiere.

  46. Premetto che mi sono ritrovata su questo sito in modo assolutamente accidentale, rimbalzata all’improvviso mentre ero alle prese con ricerche di tutt’altra natura.. Ma ho letto di fila un commento dietro l’altro.. e, trovandoli tutti ricchi di importanti spaccati di vita, non ho potuto esimermi dal lasciare, a mia volta, un “commentino”..
    Anche io ho una laurea in giurisprudenza.. e più di 4 anni di esperienza forense. Ho 29 anni e l’anno scorso ho tentato di sverginare il mio esame di Stato.. esito negativo.
    Ho intrapreso questo cammino in modo naturale, lo sentivo “mio” fin dalla scuola dell’obbligo (credetemi).. L’insegnate di diritto alle superiori, chiedeva a me di spiegare la lezione del giorno ed io parlavo del diritto come se parlassi di me stessa..
    In modo naturalmente conseguenziale, mi iscrissi a Giurisprudenza e 2 anni prima di cingere il mio capo di alloro e nastri rossi, mi inserii in uno studio legale in cui lavoravo a pieno ritmo accanto a quello che, da lì a 2 anni, diventò il mio “dominus”.
    Lavorai con lui (pagata, dunque) ma non come segretaria..lui ne aveva già una e molto brava.
    Con lui il mio percorso lavorativo era una VERA e PROPRIA pratica forense (intendo, come dovrebbe realmente essere) ma in più ero pagata (dettaglio NON DA POCO). Durante questo periodo (in cui non ero ancora laureata) tra noi le cose filavano alla stragrande.. Stima professionale (gli atti erano a 4 mani) e rispetto economico la facevano da padrone!
    Finalmente, un bel giorno, arriva anche il titolo: la LAUREA! Io, chiaramente, mi iscrivo al registro dei praticanti e inizio (ufficialmente) la pratica presso di lui.
    Beh,da ora in poi le cose iniziano a cambiare: non più riconoscimento economico e soprattutto divento una pedina utile per gli spostamenti nelle cancellerie, per macinare chilometri per depositare un atto e altro ancora che nulla (a mio avviso) ha a che fare con la pratica forense..AH! A proposito: il tutto SENZA ORARI! Tornavo a casa anche alle 22 (saltando di norma i pasti).
    Tuttavia, da lui mi trovavo bene perchè negli anni avevamo costruito un rapporto molto bello e basato sulla fiducia reciproca.. Fino a quando un giorno.. fermandomi un attimo, più a lungo in mezzo a quei ritmi così serrati… mi accorgo deperita e stressata: pesavo 40 chili per 1.65 di altezza e quell’estate ebbi un forte attacco di “fuoco di sant’antonio”.. stavo male ma lavorare per il diritto mi piaceva e così tanto che nonostante tutto continuai… finchè una persona a me cara mi disse di farla finita.. e mi fece aprire gli occhi.
    Da li a poco, mi convinsi che non potevo continuare a sballottolarmi a destra e manca (e senza il rimborso spese di viaggi) sicchè ne parlai con lui, certa di ricevere comprensione e ridimensionamento dei ritmi.. ma nulla! Faceva finta di non capire e mi ritrovai costretta a decidere ( a denti stretti) di cercare un altro avvocato che mi permettesse di avere del tempo per lavorare part time. Lui la prese malissimo (perchè che fa la pratica non deve avere “depistamenti” e non mi aiutò per nulla nella ricerca, anzi! Mi mancava pochissimo per finire la pratica e da li a poco avrei dovuto consegnare il mio libretto all’Ordine, ma lui nulla.. Trovai, finalmente, un nuovo studio e lì terminai i 2 anni.
    In tutto questo, durante questi anni, ho incontrato moltissimi avvocati e “respirato” le loro paure, le loro certezze, le loro “sgomitolate” per accaparrarsi un cliente e mi sono accorta che forse quel mondo non mi appartiene.. non mi piace.. Amo il diritto da sempre ma non esercitato in quel modo.. l’ho visto bistrattato, affogato per dei “giochi di potere” e per degli interessi personali che non mi piacciono!
    Non ho abbandonato il sogno di diventare avvocato, ma solo per soddisfazione personale, perchè sò di averne tutte le carte in regola, perchè non voglio voltarmi e accorgermi di avere rimpianti.. però ho anche maturato una certezza: dalla mia esperienza ho imparato che non è una 24 ore che ne fa il prestigio, il diritto è in tutte le professioni (non solo in quella forense) e comunque io ne eserciti i contenuti, sia dentro che fuori da qualche amministrazione, sia a disposizione di un utente o di un cliente, ma comunque e sempre nel pieno rispetto di me stessa, innanzitutto!!…

  47. Carissimi tutti… leggendo i vostri post mi travolge una tristezza immensa. Leggendo queste mie poche righe molti di voi certamente si lasceranno scappare un “vaff…” ma sappiate che solidarizzo con voi e che vi dico queste cose perché credo di essere la prova vivente di come, purtroppo, il romantico appello a “non mollare” rischi di tradursi in una mazzata in quel posto! Iscrittomi a Giurisprudenza in una facoltà del Nord nel lontano 1993/94, parto alla grande con un bel 30/30 in Diritto Pubblico… ma l’ambiante mi suona, già allora, un po’ “fuori dal tempo”: forse perché figlio di un impiegato statale e di una casalinga ex operaia, senza conoscenze “in alto loco”. Passo a Scienze Politiche (con integrale riconoscimento degli esami nel frattempo sostenuti) mi laureo con 110/110 con una tesi in Diritto Amministrativo e me ne vado per 6 mesi in Australia, lavoricchiando e viaggiando, riuscendo fortunosamente a far quadrare un risicato budget. E benedico di essere stato costretto, per laurearmi, a superare un esame di inglese dopo un corso triennale con lettori madrelingua! Stesso discorso, tra l’altro, per il Francese. Rientrato in Italia, per tre mesi niente: i peggiori tre mesi della mia vita. Poi un contratto trimestrale in un’associazione di categoria (esperienza deludente) e subito dopo un contratto interinale di tre mesi in un una media azienda alimentare: volevano un “laureato” (bastava che ci capisse di diritto ed economia) che sapesse parlare inglese. Dopo un mese e mezzo mi chiedono se mi sta bene di “mollare” l’agenzia interinale per essere assunto fisso da loro. Ovviamente accetto subito. Dopo qualche mese finisco ad occuparmi dei rapporti contrattuali con i clienti esteri. Ma nonostante questo, passo le serate a studiare per qualche concorso in enti locali della zona. Uno va male. Un’altro va male. In uno, passo scritto e orale ed entro in graduatoria. In un’alto, passo scritto e orale ed entro pure qui in graduatoria: pure con una menzione speciale per la lingua straniera!(la cosa più curiosa che mi sia capitata). In un’altro passo lo scritto molto bene, l’orale persino meglio. Dopo una settimana, telefonata: assunto! In quel momento PERCEPISCO fisicamente che mi sta cambiando la vita. Mi licenzio senza preavviso e con tante scuse: sorprendentemente il mio vecchio datore di lavoro, che si era sempre detto soddisfatto del mio operato (anche se non è che pagasse proprio bene) non mi trattiene quanto avrebbe potuto per il mancato preavviso.
    In otto anni di lavoro nel pubblico affronto situazioni di favoritismo che francamente fanno schifo, ma mi ostino a lavorare al meglio delle mie possibilità (come altri miei colleghi, assunti con me). Ad un certo punto noto persino un certo imbarazzo in alcun i colleghi. Finisco per diventare responsabile di un ufficio relativamente importante dell’ente in cui lavoro. Negli anno finisco per avere a che fare, per motivi di lavoro, con commercialisti,avvocati e notai: prendendomi la briga di tenermi aggiornato sulle norme con cui lavoro, non mi trovo assolutamente a disagio con loro. Anzi: talvolta ho il piacere di sentirmi chiedere anche qualche suggerimento su questioni squisitamente procedurali. Certo, adesso le progressioni di carriera nel pubblico impiego sono congelate e la cosa può risultare frustrante: specie quando i colleghi anziani, con un diploma di scuola superiore o anche semplicemente con un diploma triennale, prendono più di te. Ma nel frattempo mi sono fatto un mutuo senza la necessità di chiedere un centesimo ai miei e adesso, che per motivi di famiglia mi sono trasferito all’estero per un anno, mi hanno pure dato 12 mesi di aspettativa. Per la cronaca: a parte un paio di colleghi, con un percorso accademico un po’ più originale, noi “nuovi” siamo tutti laureati in Giurisprudenza o Economia o Scienze Politiche. E nel frattempo un paio di colleghi, laureati in Giurisprudenza, si sono anche tolti la soddisfazione di diventare Avvocato. Continuando a fare lo stesso lavoro di prima. E ogni tanto, sotto il sole tropicale, mi soffermo a riflettere su come certe scelte pragmatiche ti possano cambiare la vita a distanza di anni. Auguri a tutti!

  48. Cari ragazzi è stato un duro colpo sapere di non aver superato la “copia” dell’esame d’avvocato a Napoli. Vorrei solo capire come valutano i nostri scritti e come mai io che ho svolto le tre prove in maniera articolata DETTANDOLE ALLE MIE colleghe che l’hanno superato con il massimo dei voti io non sono stata ammessa. Qualche soggetto mi ha consigliato di denunciare la cosa ma non me la sento di rovinare anche le altre. Cmq ho il titolo,ho un buon pacchetto clienti ma, non posso esercitare grazie al limite imposto, premetto sono figlia di operai mi sono iscritta all’università a 24 anni ho teminato gli studi a 29 anni, ho sempre lavorato per i patronati come volontaria da quando avevo 20 anni e dopo tanti sacrifici devo passare il mio lavoro al dominus perchè c’è il famoso limite. Chiedo a voi tutti è GIUSTO???????

  49. Non serve ridurre il numero di avvocati sul mercato…servirebbe aumentare la loro “qualità” e lo sappiamo bene che non serve assolutamente a nulla far fare altri due anni di inutile scuola ai laureati in giurisprudenza.
    l’italia non è solo un paese di corrotti è un paese di figli di papà e di grandi menti…purtroppo i primi solo la maggioranza…e la cosa più grave è che sempre a “figlio di papà” equivale “intelligenza zero”! questo è il cancro del nostro bel paese!!! come canta il romanaccio De Gregori…W L’ITALIA

  50. Per la seconda volta dovrò ripetere lo scritto per l’abilitazione alla professione di avvocato e mi pesa, non fosse altro perchè ho conosciuto persone, in quei maledetti 3 giorni di prova, che non avevano mai scritto un atto o frquentato per 2 giorni di seguito uno studio legale….sarà fortuna???? O meglio, raccomandazione!!!! BBBBOOOO!!! Credo però sia giusto porre un limite alla pratica legale perchè viene fatta male senza alcuna abnegazione e responsabilità per la professione, ma credo ci sia bisogno di riformare la scuola, troppo facilona e superficiale…
    AUGURI PER L’ESAME 2010 E IN BOCCA AL LUPO!!!!!!!

  51. Già Giulio hai drammaticamente ragione, atti privi di tutto, di schema, di giurisprudenza (ne basterebbe qualche cenno, anche solo per completezza), vabbè la sintassi sarebbe troppo, strafalcioni davanti ai giudici e tu lì a domandarti “che ci sto a fare?!”.
    L’esame di stato esula completamente dall’esercizio della professione, una percentuale lo passa ed una no, bisognerebbe aspettare (rectius avere la possibilità di aspettare) di far parte della percentuale che lo passa, non potrei spiegarmi diversamente la circostanza che amici che non hanno fatto un giorno di pratica (od anche di studio teorico)lo superano ed altri no.
    Questa è la realtà, ed è la realtà che i politici non vogliono cambiare stante l’indirizzo dell’ultima “riforma”, tutto ciò alla faccia della professionalità e della competenza stessa della figura dell’avvocato.

  52. Sono convinto che la maggior parte degli avvocati non supererebbe questo esame,a giudicare dagli atti che ho avuto modo di leggere nel corso della pratica, sia in punto di diritto che di sintassi, oltre che per le enormi gaffe che fanno davanti ai giudici a cui ho assistito quasi giornalmente. Pratica legale che poi si risolve nell’attività di portaborse e basso segretariato senza remunerazione alcuna. Meglio fare lavori di beneficienza piuttosto che lavorare per far arricchire degli squallidi individui per lo più ignoranti se non arroganti. Dal punto di vista del numero gli avvocati sono già talmente tanti che impedire l’accesso alla professione è inutile nell’arco di 30 anni, per cui la cosa migliore è lasciar decidere le carriere al libero mercato, il solo in grado di giudicare il merito, e magari radiare o sanzionare gli avvocati che si rendono colpevoli di gravi inadempienze o che sono in conflitto di interesse come accade sovente.

  53. Speriamo di essere in tempo e poterlo fare (con successo) senza la riforma. Diventerebbe solo più dura di quanto non lo sia già. Dovrebbero riformare l’esame di stato vero e proprio non le modalità di accesso! E’ un esame obsoleto, scadente, poco attendibile che non tiene assolutamente conto dei sacrifici fatti all’università e dei due anni di pratica fatti facendo solo da portaborse senza imparare un’acca! Un esame che è tenuto solo a promuovere una certa percentuale perchè comunque sono troppi i partecipanti. E chi rimane fuori…mah! chi vi dice che la prova sostenuta sia così scadente da non meritare neanche il punteggio minimo!!!! L’esame si supera solo con una botta di fortuna non centra proprio niente la preparazione. E’ mai possibile che la LIBERTA’ nel fare quello che piace veramente costa così tanto…Nella vita uno non finisce mai di pagare…..

  54. già, caro/a “aspirante”… non so con quale disposizione d’animo andrò all’esame di Stato quest’anno, però mi consola l’idea che come me migliaia di praticanti lotteranno, come stai facendo anche tu, per rimanere a galla e non vanificare anni di lavoro gratuito…

  55. Rispondo al lungo e veritiero commento di “ex schiava”.
    Nelle tue parole, ripercorro il mio cammino di praticante. Non ho cambiato studio, ma in pratica riconosco bene lo sfruttamento totale a cui siamo ingiustamente sottoposti.
    Adempimenti da effettuarsi lontano e con la prorpia macchina, a volte un parziale rimborso spese, ore di coda nelle varie cancellerie, Uff. giud., poste, banca, Agenzia delle Entrate…..
    Non nascono che qualche volta il dominus ha INTEGRALMENTE utilizzato un mio atto, non sono mancate le lodi ma in termini economici ZERO riconoscimenti. Quando OVVIAMENTE capita di sbagliare qualcosa giù con i rimproveri sulla poca concentrazione e sulla necessità di rendere sempre al massimo……..è una professione durissima, resa ancora più dura dalla moltitudine di “vecchi avvocati” che sbarrano la strada ai giovani temendo di essere surclassati. Siamo una valanga di “aspiranti”, con e senza patrocinio, che cercano di sopravvivere nella fossa dei leoni. Ci facciamo in quattro per lo studio perchè a furia di lavaggi del cervello crediamo di DOVER rendere grazie a chi dovrebbe insegnarci il mestiere.
    Plagiando il titolo di un film “volesse il cielo” farmi trovare un lavoro RETRIBUITO…. e proprio per questo che molti laureati finiscono a fare il lavoro dei ragionieri!!!!almeno sono pagati.

  56. Buongiorno, ho letto tutti i vs messaggi. Sono anch’io praticante avvocato e voglio raccontarvi la mia esperienza.
    Mi sono laureata appena in tempo per mettermi alla ricerca di uno studio che mi consentisse di iscrivermi entro il termine di scadenza previsto epr l’iscrizione al registro dei praticanti avvocati e, dopo alcuni colloqui, in cui ingenuamente nemmeno osavo chiedere se l’avv. fosse disposto a riconoscermi un minimo rimborso spese, scelsi di lavorare per un’avvocatessa che, pur di scongiurare l’eventuale richiesta di un rimborso, mi diceva che noi laureati non sapevamo fare nulla, che lei avrebbe volentieri pagato un praticante se fosse stato capace,ma che in realtà dopo la laurea non si sapeva fare assolutamente nulla. Faceva sembrare tutto difficile, anche una semplice informativa al dominus enlle cause che domiciliava. Spesso smorzava il mio iniziale entusiasmo, che mi spingeva a consultarla per esporle gli esiti delle mie ricerche.
    Un giorno mi fece una piazzata perché dopo essere stata in giro per lei per cancelleria, a suo dire ero arrivata in ritardo (in realtà eravamo d’accordo di trovarci intorno alle 10, 10.15 del mattino ed io arrivai alle 10,15) per andare insieme ad un’udienza, e lei (pur sapendo che ero stata in giro per cancellerie e non a bermi il caffè) mi insultò per tutto il viaggio verso il tribunale per più di mezz’ora, dandomi della maleducata e facendomi arrivare al limite delle lacrime (oltre tutto alla fine aspettammo almeno un’ora per ritardi delle controparti!).
    Per fortuna riuscii a trattenermi dal darle la soddisfazione di vedermi piangere e da quel giorno maturai la decisione di trovarmi un altro studio.
    Ricontattai uno degli avvocati da cui ero stata a colloquio, uno dei pochissimi che mi aveva garantito 250 € al mese, e quando le dissi che me ne sarei andata mi urlò dietro per più di un’ora, dicendomi che l’avevo presa per il naso, che lei aveva perso tempo a starmi dietro, che mi sarei trovata male in qualsiasi studio in cui fossi andata perché non ero umile, che gli altri mi avrebbero sfruttato per fare il giro delle cancellerie e vari altri insulti…
    Seppi poi che per almeno un anno mi diffamò con qualsiasi persona le capitasse, dicendo che una bambina di 3 anni ne sapeva più di me di diritto e che non sarei mai diventata avvocato…
    Presso il secondo studio iniziò un nuovo periodo di calvario: l’avv. da cui ero urlava dalla mattina alla sera con clienti e qualsiasi altra persona che in quel frangente avesse sotto tiro, mi pagava in ritardo solo se sollecitato, se poteva mi faceva anticipare soldi che poi non mi restituiva (in questo modo ci smenai alcune spese vive), mi mandava in posta senza nememno preoccuparsi di darmi i soldi, che mi dava solo dietro richiesta, piangeva miseria (con me!!) ogni giorno, lamentandosi che i clienti no lo pagavano (…) e soprattutto non mi spiegava praticamente niente.
    Imparai da sola, crescendo in autonomia, imparando a non chiedere nulla a lui e tantomeno a fidarmi di lui, considerato che alle domande non sapeva o voleva rispondere (forse per mancata conoscenza o forse perché non voleva svelare i segreti del mestiere)….insomma: un vero e proprio arrivista che pensava solo a sé e non faceva altro che ripetermi che “…quando sarai in uno studio grande…” per sottolineare la mancanza di qualsiasi fututo con lui lì dentro.
    Insomma, un vero calvario (non posso scendere troppo nei dettagli per paura di essere identificata nel caso malcapitatamente leggesse qualcuno).
    Me ne andai esasperata poco prima dell’esame di stato, avendo orami raggiunto il limite della tolleranza umana.
    L’esame scritto, pur avendo frequentato per un anno e mezzo rinomati corsi tenuti da prof. e magistrati, non l’ho passato: mi hanno dato tre insufficienze gravissime ed identiche: 15,15,15.
    Voci insistenti ci dicevano che erano stati corretti solo la metà dei compiti, mentre un amico avvocato, originario della sede in cui sono stati corretti, rectius, non corretti gli elaborati, subito mi disse che non era possibile, che quando danno voti così bassi significa che non li hanno nemmeno letti.
    Di certo i miei compiti non li hanno nememno visti in faccia, altrimenti non si spiega come per qualche strana congiuntura astrale possa avere preso tre insufficienze identiche e così gravi (forse se avessi consegnato in bianco avrei avuto più chiance).
    Sono stata parecchio male, ma grazie all’autostima e fiducia in me stessa riacquistata nel nuovo studio, dove ora lavoro, e dopo essere stata incoraggiata da un avvocato che mi disse la cosa che credo ognuno vorrebbe sentirsi dire in queste situazioni, e cioé: “tu questo mestiere lo sai fare, ho letto i tuoi atti e ti dico che sei brava, quindi vai avanti così…” ora penso che non mi farò condizionare, continuerò a credere nel mio intuito giuridico e a studiare, e all’esame non avrò paura di esporre le mie idee…insomma, andrò avanti alal faccia di tutti e di tutto…
    Forse l’esame non lo supererò mai, ma una cosa l’ho suprerata: la paura dei soprusi. Ora sono una persona libera, “affrancata” dalla morsa di persone frustrate ed invidiose che tarpano le ali ai giovani, forse perchè non concepiscono che qualcuno ce la possa fare, o forse perché vige in questo mestiere la logica del “l’ho passato io e quindi devi passarlo anche tu!”
    Per cui lancio un appello ai praticanti: non demordete, anch’io ho pensato un sacco di volte di mollare, ma in questo modo la daremmo solo vinta al sistema, e invece no!
    Continiamo a credere nelle nostre possibilità, concentriamoci nel costrutire un futuro di indipendenza con clienti nostri e non illudiamoci di trovare uno studio od un dominus che ci riconosca per forza i nostri meriti a peso d’oro!

  57. Buongiorno, io faccio parte della massa “schiavizzata,sfruttata, maltrattata e non remunerata per gli anni del praticantato”, mi sono laureata nel 2003, ho conseguito l’attestato di compiuta pratica grazie ai miei genitori e grazie a me, alle mie serate perse dietro ai banconi di un bar o a servire nei ristoranti.. Ho voluto acquistare casa ed ogni banca mi ha riso in faccia fino a quando mi è stato detto di procurarmi uno straccio di contratto che attestasse uno straccio di reddito.. e così ho fatto la telefonista ed altri mille lavori fino a quando non sono ritornata alle origini (in fondo a me il diritto piace).. in uno studio legale.. però come impiegata, con tredicesima, quattordicesima, ferie, maternità, malattia.. con tutti i miei diritti.. quelli che mi erano stati tolti da praticante.. ora ho una vita e campo.. forse meglio di tanti avvocati.. vi sembra giusto? io mi sono solo laureata.. non ho ucciso nessuno.. eppure il trattamento ricevuto a volte me lo ha fatto pensare..

  58. Forse il numero chiuso in giurisprudenza avrebbe più senso! Ho sempre lavorato per pagarmi gli studi quindi era ovvio, per motivi familiari, che dovessi continuare a farlo anche dopo la laurea. Ho provato a cecare uno studio per la pratica ma quando hanno sentito che lavoravo( la mattina)hanno storto il naso dicendo che volevano solo disponibilità piena. Perciò ho divuto rinunciare, continuare a fare un lavoro lontano anni luce dalla laurea ma che mi consente di mantenermi e di comprare ancora libri …per studiare per i concorsi( altra utopia). Purtroppo è vero, alla fine si realizza chi ha i soldi e chi è figlio “di”.
    Piove sempre sul bagnato, nel bene e nel male!

  59. Scuole professionali post laurea a numero chiuso e a pagamento???????
    Una famiglia che arriva a stento a fine mese… non avrà mai la possibilità di avere un figlio avvocato??? Bella democrazia! Ma si certo questo è il paese delle caste! Se non guadagni abbastanza da poterti permettere la scuola a pagamento beh… caXXX tuoi! L’Italia della meritocrazia… dei pappa e delle puXXXXX al governo!
    Io ho detto NO: non voglio raccomandazioni, non voglio vendermi per avere uno straccio di lavoro, non voglio svegliarmi più pensando a cosa inventarmi per sopravvivere.
    Ora anche per fare volontariato devi pagare…
    Ma andate affaXXXXX!!
    Me ne vado all’estero prima che questo paese diventi una dittatura anche formale.
    Chi parte con me????
    Ci siete?????????????????????????

  60. Quest’anno è la 4° volta che mi va male, figlio e parente di nessuno, con moglie e figlia, sono costretto a cambiare lavoro, purtroppo ha vinto la casta, i miei compiti sono sempre arrivati ad un soffio dalla promozione, ma c’è sempre un parere che va male…..
    Purtroppo dopo 2 anni di pratica (3 perchè mi sono laureato in aprile) e 2 di pratica e 4 di tentativi getto la spugna.
    Ma manderò i miei compiti a qualche organo di stampa perchè questa volta qualche soddisfazione me la tolgo.

  61. …anch’io mi trovo nella stessa barca…studio giurisprudenza ma le cose che sento in giro sono aberranti..non è giusto che in questo paese soltanto chi è figlio di papà possa andare avanti, gente che non deve sudarsi niente,gente viziata e arrogante…a chi tutto e a chi niente…e dov’è la giustizia?come facciamo a credere in un futuro migliore, a sperare che un giorno avremo uno stipendio per poterci mantenere, una casa nostra, senza pesare sulle spalle dei nostri genitori? Saremo davvero costretti a rinunciare ai nostri sogni?Allora mi chiedo: dove andremo a finire…questi sono soprusi, angherie, e menomale che la legge è uguale per tutti!!forse è solo un utopia??

  62. Ipocriti, dopo che avete fatto mille tentativi per passare l’esame o dopo che avete cercato nella rubrica degli amici chi poteva darvi un aiuto, ora ritenete giusto che si limitino gli ingressi all’albo. Cosa tutta italiana questa, altrove governa il mercato e il portafoglio clienti si crea con la professionalità e professione.

  63. ho demorso dopo reiterati tentativi per superare l’esame di stato al nord. Mi serve il titolo di avvocato e non so a chi rivolgermi per divenire avvocato in spagna. Lo spagnolo non lo conosco e so che dal 2011 pure la spagna si adegua all’italia. urge aiuto. ps: taluni centri studi richiedono costi aberranti. Grazie a chi riesce indicarmi al meglio e con scuole serie ma con costi ragionevoli. Manueòa dott. Morsoletto

  64. La vita è un continuo esame….., quando pensi di essere arrivato al giro di boa ed inizi ad intravedere il traguardo, ecco che ti cambiano le carte in tavola, e tu…… di adegui ai cambiamenti. Non sono d’accordo ai limiti di età, ai due anni di law school e alle innovazioni che privilegiano i figli di papà che, con il dio denaro, comprano tutto. Allora perché non pretendiamo che i nostri Presidenti, Ministri e Onorevoli siano tutti alti, colti, affascinanti e privi di pregiudizi penali…..
    Auguro a tutti i lettori di queste poche righe di avere la forza di lottare per ciò ambiscono, perché non mai tardi!!!!
    Giuseppe Canu

  65. Signori, l’esame in Spagna non è idea felice, Le scuole Cepu chiedono una forte somma, ne ho contattata qualcuna, è la stessa risposta. Si va in Spagna per sostenere l’esame, che tutto sommato è un quesito in lingua spagnola,poi, in Italia, avrai difficoltà per modificare iltitolo.
    Non fidatevi di chi promette mari e monti,.
    Vito Cutrignelli

  66. Sono sempre Vito Cutrignelli, e vi chiedo di aiutarmi per sollevare la denunicia al Ministro per l’esame sostenuto dal giornalista del TG5. il quale, sostituendosi ad un praticante, è riuscito a copiare il compito, i colleghi praticanti di Roma gli hanno spiegato che in quella sede si copiava. Se dovessi essere non ammesso, dato che ho scritto al Presidente della Corte d’Appello di Torino che correggeva il compito, chiederò una interrogazione parlamentare con risposta scritta,al Signor Alfanoper cponoscerte la sua posizione in merito alla vicenda. Informerò la Corte di Strasburgo circa le malefatte italiane, signori, non ho nulla da perdere se non l’esame.
    Studio aperto del 21 dicembre 2009, ore 12,30.

  67. Cari ragazzi,
    concordo pienamente con voi su tutto, io dopo tanti sacrifici e battaglie perse ho vinto la guerra dell’esame di stato, ma continuo a pensarla come prima: ognuno deve avere la pssibilità di provarci ed è il “mercato” che deve valutare le capacità del singolo professionista, non l’elite che pensa solo a trovare il sistema di impedire che la torta sia divisa con altri.
    purtroppo mi trovo anche io nella stessa situazione di quei colleghi che hanno difficoltà economiche e che per tirare avanti continuano a “sbattersi” per racimolare un cliente.
    è dura, certo non mollo, ma è veramente dura.

  68. ERRATA CORRIGE: “Tranne, purtroppo rare, ipotesi in cui il praticante viene rispettato e ricompensato in proporzione al suo operato, il praticante avvocato è uno schiavo. Anzi, peggio, perchè agli schiavi garantivano vitto e alloggio.”

  69. Tranne, purtroppo rare, ipotesi in cui il praticante viene rispettato e ricompensato in proporzione al suo operato, il praticante avvocato è uno schiavo. Anzi, peggio, perch… Mostra tuttoè agli schiavi garantivano vitto e alloggio.
    Siamo costretti per 8 ore al giorno e più a rincorrere le esigenze e richieste dei nostri “dominus” (si chiamano così). Dobbiamo rispondere al telefono, aprire ai clienti che arrivano, farci la coda in posta ed andare nelle varie Cancellerie di Tribunale a svolgere tutti gli incomebti burocratici (attività che ci danno poco più di nulla in termini di “pratica forense”).
    Nel migliore dei casi, ci viene appena rimborsata la benzina.

    Dobbiamo subire angherie, rimproveri, orari impossibili… in alcuni studi si è costretti a lavorare per 10-11 ore al giorno, e si rientra a casa alle 21.00 in media. Bisogna fare tutto di fretta e farlo bene.
    Nelle ipotesi migliori impariamo, a singhiozzo, anche a scrivere gli atti ed a seguire lo svolgimento di una causa. In altri casi, in pratica, siamo solo ed esclusivamente segretari che lavorano gratis.

    La cosa è vergognosa, ma solo apparentemente irrisolvibile.
    Vergognosa non solo perchè è vergongoso in sè costringere una persona titolata a lavorare (perchè di lavoro si tratta, 8 ore al giorno e più per 5 giorni con il possibile extra del sabato) ed a pagare per farlo (perchè il viaggio te lo paghi tu), ma anche perchè chi non ha la possibilità di farsi mantenere dai suoi, per i più svariati motivi, è destinato a non poter mai diventare avvocato. Magari ha fatto sacrifici enormi, ha studiato grazie alle borse di studio, ma, arrivato al dunque, è concretamente impossibilitato a diventare avvocato.

    Sta cosa non sta nè in cielo nè in terra.
    Ok, non è certo il problema cardine della società occidentale (anche se riguarda una qualche decina di migliaia di giovani), però si tratta di una fra le tante circostanze in cui si ha a che fare con uno sfruttamento spesso ai limiti della brutalità eppure legalizzato.
    Si ha a che fare con una norma che riserva una determinata professione solo a chi può permettersi di lavorare gratis come minimo per quasi 3 anni (compreso il tempo per eventuale superamento dell’incognita-esame di stato).

    E l’art. 26 del famigerato “codice deontologico”? a questo nessuno ci pensa, è stato inserito in quel codice solo per fare volume?

  70. Sara, è facile gridare ai quattro venti di non mollare quando hai uno stipendio mensile fisso di buon livello. La dignità io la perdo ogni giorno, lavoro tantissimo e se va bene prendo la metà di quello che prendi tu…purtroppo io sono un dei tanti che si è dedicato alla libera professione per mancanza di alternative..se avessi potuto entrare in banca o presso qualche grossa azienda lo avrei fatto..senza ombra di dubbio…

  71. non ho parole …solo tanta ma tanta amarezza ..e pensare che tra un anno dovrei laurarmi e iniziare il vero calvario ..IO CI SONO PER QUALSIASI PROTESTA E INIZIATIVA PER CONTRASTARE QUESTA ORRIBILE E INGIUSTA RIFORMA !!!! nannina21@yahoo.it

  72. Perfettamente d’accordo con te Marco, purtroppo sono una dei tanti praticanti che credono, e vogliono continuare a credere ,nei sogni, nelle idee, nelle speranze. Ma due anni di pratica mi hanno messo anche di fronte ad una realtà disincantata…la professione è BELLISSIMA…forse tra le più interessanti e stimolanti (sono consapevole di essere di parte)…Ma è il Nostro Paese a renderla brutta: delle riforme di parte, prive di senso (e anche s-grammaticate)hanno come conseguenza la c.d. (e solo formalmente criticata) “fuga di cervelli”.
    Due discorsi: uno pratico che porta alla conclusione che solo “alcuni” potranno esercitare la Professione (che peraltro è cosa ben diversa dal diventare avvocati perchè si è positivamente passati l’esame di stato); l’altro discorso formale che mi porta alla conclusione che si parla di riforme per nascondersi dietro ad un dito.
    Partiamo dal primo discorso, quello pratico. I laureati in giurisprudenza che vogliono accedere all’esame di Stato per l’esercizio della professione forense hanno l’obbligo di fare una pratica di due anni. Nulla quaestio… quella dell’avvocato è una professione delicata, particolare ecc ecc per questo è necessario un periodo di “formazione”. Ma vogliamo dire che questa “formazione” spesso(non sempre) si traduce in attività materiali, attività da segretariato?! Vogliamo dire che quando non è attività di segretariato è una pratica di “sopravvivenza” anche psicologica?! Vogliamo dire che nonostante un ipotetico art. 26 del codice deontologico i praticanti non vengono per nulla, NEANCHE RIMBORSATI (figuriamoci “adeguatamente retribuiti”)?! Vogliamo anche dire che questa “formazione” sarà (forse) utile per l’esercizio della professione, ma servirà poco ai fini del superamento dell’esame?! Vogliamo dire che l’esame di Stato è un oscuro punto di domanda???? E vogliamo, infine, dire che l’abilitazione non dà 10 mila euro al mese e che un giovane avvocato, magari bravo, ma non conosciuto (perchè il padre è operaio)riuscirà a non dipendere più dalla famiglia solo dopo anni e anni e anni?!
    E allora,mi chiedo, una persona che vorrebbe fare l’avvocato, ma non ha i soldi per “rispondere ai vogliamo di cui sopra” come deve comportarsi? Forse questa persona quando avrà capito come vanno le cose sarà OBBLIGATA a rinunciare. Ricordiamoci che questa persona ha una laurea (magari è anche un 110 e lode e pubblicazione della tesi), quindi ha pagato ALMENO tasse varie e libri per ben 5 ANNI(se è stata fortunata ad essere uno studente in sede).
    Se queste sono le premesse Aristotele ci insegna che la conclusione è che: la professione forense non è per tutti, ma solo per coloro i quali hanno LE POSSBILITA’ ECONOMICHE per permettersela.
    Ok, va bene (si fa per dire),ma diciamolo, non nascondiamoci, non facciamo finta di essere riformisti e moderni, diciamo che siamo nell’epoca medievale e che solo i figli “di” possono “sognare”; diciamo a quella persona che si iscrive a giurisprudenza come stanno le cose, poi deciderà liberamente.
    Arriviamo al discorso formale (prometto che sarò più breve): la riforma… Nessuno pensa che le cosa vadano bene così e che tutto funzioni, ma questa riforma chiiude praticamente l’accesso alla professione.La riforma dice dice, ma sostanzialmente limita a 3 le possibilità per fare l’esame (un concorso a premi), diventano obbligatorie le scuole professionali, il cui costo è (x ora di € 1500,00 – € 2000,00) e si pone un limite di età. Sorvolando su tutte le prove contro-prove che si dovranno sostenere…
    Allora cosa vuol dire “libera professione”? Questa “riforma” ha una coerenza con il significato di libera professione? E i giovani? in questa riforma sono contemplati (non dico tutelati, perchè su quello non c’è dubbio che non lo siano)? La pratica? Quella va bene così…quella funziona… Qual’è la logica di questo sistema?
    La ratio della riforma è ancora più simpatica: “ci sono troppi avvocati”, non dico che non è vero…ma è lo stesso ragionamento dell’indulto ci sono troppi detenuti, liberiamone un tot. Una riforma di altro tipo non sarebbe producente a chi ( ed io non lo so) è ben favorevole e sposa questa riforma.
    Ah!!! ma forse hanno deciso di dare uno stipendio agli avvocati…per questo ne limitano l’accesso…forse non è più una libera professione!

    La conclusione, forse poco aristotelica questa volta, è che la riforma fa comodo, è auspicabile per eviatare che ci siano ALTRI avvocati, poco importa che siano bravi o meno, l’importante è (sostanzialmente) cristallizzare quelli che ci sono.
    Poco importa che in tutti i settori si agevola il ricambio generazionale, poco importa che un avvocato possa esercitare la professione anche fino a 90 anni,poco importa che non ci sono altri limiti…importa solo limitare l’accesso.
    Scusatemi ma mi sembra il modo tutto italiano di “risolvere” il problema…e nascondiamoci dietro un dito perchè mai nessuno avrà il coraggio di fare una riiforma diversa.
    Marco come vedi la buona volontà, la forza, i sogni ci sono, ma realizzarli non è permesso a tutti…
    Ma DOBBIAMO LOTTARE, anche se inutilmente nonostante tutto almeno fino a che non racconteranno la verità…

  73. …DOPO UNA RAPIDA ED IMPORTANTE CARRIERA ASSICURATIVA,(RESPONSABILE UNICO

    DELLA FORMAZIONE RETI VENDITA ,NELL’ORGANIGRAMMA DEL 2° COLOSSO ASSICURATIVO A LIVELLO MONDIALE ),OTTENUTA CON IL DURO LAVORO,SACRIFICI E

    DEDIZIONE,OGGI A 52 ANNI,HO DECISO DI RIPORTARE ” ALLA LUCE “IL MIO SOGNO

    MAI SOPITO…DIVENIRE AVVOCATO PENALISTA. PERTANTO HO RIPRESO GLI STUDI IN

    GIURISPRUDENZA ( CON 15 ESAMI SOSTENUTI E MAI PRESCRITTI E QUINDI RICONOSCIUTI )CON LE COMPRENSIBILI DIFFICOLTA’DI RENDERE COMPATIBILI LAVORO E STUDI. CON ATTENZIONE HO LETTO LE MAIL SOPRARIPORTATE,E QUI NON NASCONDO L’AMARA CONFERMA..CHE IL NOSTRO ” BEL PAESE ” ANCHE RICCO DI ” RISORSE UMANE ” E’ A MIO AVVISO ORMAI PROSSIMO AD EMULARE L’ARGENTINA.
    ASSENZA ASSOLUTA DI MERITOCRAZIA,NEGAZIONE AL DIRITTO DEL LAVORO,DEBITO PUBBLICO IRREVERSIBILE…E NESSUNA SPERANZA PROFESSIONALE PER I GIOVANI LAUREATI…AD ESSI RIVOLGO UN ACCORATO INVITO : NON DEMORDETE,MANTENETE FEDE E FIDUCIA NEI VS. PROPOSITI,CON SACRIFICIO ED ABNEGAZIONE..ED ABBIATE SEMPRE IL CORAGGIO DELLE VS IDEE,SENZA MAI ABBASSARE IL CAPO INNANZI A NULLA E NESSUNO…UNITI ( ED IO CON VOI )E DETERMINATI POSSIAMO ANCORA PORRE RIMEDIO AGLI EVENTI…PER GIUNGERE A CORONARE UN SOGNO..DIVENENDO AVVOCATI SERI E PREPARATI…MA NON ” STRITOLATI ” DA UNA PERVERSA ED INUTILE BUROCRAZIA!!!!!! NON MOLLATE !!!!!

  74. che consolazione vedere che purtroppo altri sono nella mia situazione. ho passato l’esame dopo enormi sacrifici sono diventata vecchia senza accorgermene ora ho uno studio mio … mi vergono a dire quanto guadagno… diciamo quasi nulla che faccio prima e non ho l’affitto da pagare.
    Credevo di essere diventata idiota di colpo.. in realtà è difficle partire da zero e crearsi un portafoglio clienti come si deve.
    Scegliete un altro lavoro se potete non fate la libera professione non ne vale la pena

  75. Invece è meglio così perchè almeno in questo modo diminuirà il numero di iscritti all’albo (che aumenta anno dopo anno in modo preoccupante), dato che non tutti pagheranno quei 10000 euro circa per seguire due anni di law school, e ciò andrà a beneficio sia della professione forense, sia dei suoi margini di guadagno. Poi non capisco di cosa vi lamentiate, dato che alla fine moltissimi laureati in giurisprudenza non si iscriveranno mai a nessun albo e finiranno nei call center o in amministrazione a fare cose che fa un diplomato in ragioneria. Inoltre l’avvocatura è solo uno degli sbocchi, le law school preparano anche per magistratura e notariato, che sicuramente sono lavori più degni di aspirazione.

  76. mi sono trasferito in Brasile 15 anni fa per diversi motivi personali e pure professionali.avevo sostenuto per 3 volte l´esame a Torino: per due volte avevo passato lo scritto ed in entambi i casi sono stato bocciato all´orale.non sono uno che conosceva i codici a memoria ma avevo studiato bene:in entrambi i casi mi sono trovato difronte ad una situazione predefinita dove giá si sapeva chi sarebbe passato e chi no.
    Da anni in Italia si discute e si dice che esistono le caste in tutti i settori ed é la pura veritá:non esiste una libera concorrenza nelle professioni.
    Saviano ha perfettamente ragione a dire che l´Italia é un paese marcio nella sua essenza; personalmente trovo persino ipocrita criticare solo i politici: loro sono lo specchio di un paese destinato ad essere,appunto perché bloccato da questo perverso sistema di corruzione e privilegi,sempre meno competitivo e piú povero.
    Vivo in Brasile da molti anni: paese che viene spesso In Italia ridicolizzato per la corruzione ed altri difetti ma posso tranquillamente affermare che é molto meno corrotto che l ´Italia.

  77. Ciao a tutti!
    Ho letto le Vs. osservazioni e legittime lamentele, però vorrei riportarVi la mia testimonianza come spunto di riflessione per chi, per giustissime e legittimissime ragioni, si è pentito di aver scelto la strada della libera professione.
    Io mi sono laureata nel 2005 e dopo la pratica, stufa di lavorare 10-12 ore al giorno gratis e con spese a carico mio 8tipo benzina per fare le commissioni), ho deciso di mollare tutto e cercarmi un lavoro. Prima ho lavorato presso l’ufficio legale di una banca (ho passato le selezioni e senza nessuna conoscenza) ma a stage a 400 euro al mese e senza ticket per pranzo (e per di pù facevo la pendolare con sveglia alle 5.20 della mattima!), poi sono andata in un’altra banca (di nuovo previa selezione e senza conoscenza) ma finendo a lavorare per due anni allo sportello (saltando puntualmente la pausa pranzo perchè, essendo sotto organico, il lavoro di back office andava fatto fuori orario di apertura al pubblico) alla mercè di clienti isterici, nuovamente facendo la pendolare (sempre sveglia alle 5.20) etc.. Ora lavoro nell’ufficio legale di un’azienda: Voi direte, che fortuna! ma CHE FORTUNA E FORTUNA! è vero, ho uno stipendio fisso… ma poi basta. Se sto male e sto a casa, a parte il fatto che mi costringono a lavorare anche da casa quando non a tornare al lavoro prima, poi la fanno pagare in vari modi; lavoro 10-12 ore al giorno e spesso anche il sabato, senza potermi permettere di disporre del tempo libiero (come dovrebb fare un lavoratore subordinato) perchè se esco alle 17.30 si arrabbiano, quando non c’è talmente tanto lavoro da dover finire a casa dopo cena; la direzione è praticamente una dittatura, fanno di testa loro spesso senza consultare l’uff. legale per poi finire qui quando le cose non vanno e tu devi mettere le pezze ai loro casi; le rare volte in cui vieni convocato se ti permetti di far presente che la legge dispone diversamente da quanto loro vorrebbero fare ti dicono che sei un incompetente e che in qualunque momento possono sotituirti con qualcuno che gli dà ragione…
    insomma, come capite, non sono rose e fiori neppure al lavoro da dipendente!
    Non fate l’errore che ho fatto io, di credere che uno stipendio fissa risolva tutto e dia gratificazione. non è vero! ci sono altri problemi e tante altre umiliazioni, talvolta insopportabili!
    Ora sto pensando di provare l’esame che non ho mai avuto il coraggio di fare e da cui sono scappata per paura di entrare nel circolo vizioso delle bocciature (ho cominciato a studiare, ma non è facile lavorando dalle 8 alle 20!). vorrei conseguire il titolo per soddisfazione personale e per crearmi un’alternativa a quest’agonia! spesso sento di essermi messa in vendita, perchè per avere uno stipendio accetto soprusi e umiliazioni, senza considerare la frustazione di fare un mucchio di lavoro e o non viene apprezzato e viene denigrato o viene poi attribuito a meriti di altri.
    Almeno con la libera professione tornerei a poter, almeno in parte, diporre del tempo… e soprattutto torneri ad avere rispetto… e il rispetto di me stessa!
    NON MOLLATE!
    NON VENDETE LA LIBERTA’, LA SODDISFAZIONE PERSONALE E IL RISPETTO PER VOI STESSI per 1500-2000 euro al mese (che poi saranno quelli per il resto della vostra vita, salvo piccoli aumenti di 40 euro ogni 2 anni o circostanze fortunate)!

  78. é uno schifo, mi vergogno di esser italiana!Ho messo da parte la vita privata per fare l’avvocato,tentare dato che non lo sono ancora dopo 4 volte a Roma..!!!!confermo quanto dite sopra, e se tornassi indietro farei scienze politiche, lavorano + di noI! Il risultato dei miei sacrifici: ho fatto passare troppo tempo e lo stress forse mi ha portato alla sterilità. BELLO AVERE SOGNI VERO?!?!???????????????????????????

  79. Che desolazione! Non comprendo perchè penalizzare i giovani, quelli che si divertono a definire bamboccioni e che purtroppo lo sono, senza speranza.
    Leggere i commenti mi ha destabilizzata. Tra un paio d’anni dovrei completare il mio ciclo di studi in Giurisprudenza, nel frattempo mi sono sempre rimboccata le maniche per riuscire a studiare e lavorare contemporaneamente, cercando di pesare il meno possibile sulla mia famiglia (4 persone, padre militare e mamma casalinga) agognando il momento in cui finalmente i sacrifici verranno ripagati…Ma chi mai avrebbe potuto immaginare che le prospettive sarebbero state queste?
    Perchè ogni Ministro, ogni governo, ogni legislatura, vuole lasciare la propria impronta andando a dissestare un sistema già squilibrato? Per ogni questione si mettono d’impegno per trovare la soluzione peggiore e più insulsa?
    Ad averlo saputo chissà, forse avrei optato per qualcos’altro cinque anni fa, ma adesso è troppo tardi e non possono cambiare tutto e rendere inaccessibile il già proibitivo esame…Per non parlare della meritocrazia che è praticamente inesistente! Ma ci prendono forse per stupidi?
    Abbiamo il diritto di protestare e farci sentire, è assurdo che mangino sulle nostre spalle e che si permettano pure il lusso di definirci bamboccioni, RELEGANDOCI AI MARGINI DELLE POSSIBILITA’ E NON LASCIANDOCI NULLA IN MANO!

  80. davvero che vergogna questa riforma…………invece di varare riforme tendenti alla praticità delle cose a ridurre gli esami universitari e a promuovere iniziative meno onerose ed assurde. dopo tanto studio si rischia di non essere ripagati anzi di vedersi tarpate le ali dato ke non tutti ci possiamo permettere di accedere a corsi privati. io proporrei piu selezione e piu onesta nei criteri valutativi prescindendo da parentele e da altro sinceramente…..

  81. O Dio!!! e io che voglio iscrivermi quest’ anno..prima avevo pensato al notariato pero ho letto che e molto difficile, quasi impossibile….
    Come e possibile che un laureato in legge sia tratato in questo modo? secondo me, andra meglio in romania che in italia.
    Cosa faccio? si o no alla giurisprudenza? Andro a chiedere anche l’opinione di un avv che conosco….

  82. Cari giuristi,
    se potessi tornare indietro pagherei oro per non fare più giurisprudenza, ne tanto meno l’avvocato.
    Premetto, non sono figlio di nessuno, mi sono laureato in legge con sacrifici immani,studiavo e lavoravo e allo stesso tempo sognavo, come tutti Voi, un futuro migliore…
    Ho conseguito la laurea in legge a Firenze, e mi sono accorto come tutti Voi che ero di nuovo, a 28 anni, punto e da capo; sciaguratamente ho pensato bene di mettermi a fare la pratica forense, pensando sempre in un futuro migliore ehe heh, dal lunedì al venerdì 8 ore al giorno pagato solamente con le firme del dominus. A 32 anni, finalmente, conseguo il titolo di avvocato da principio sinceramente ho pensato che la mia vita potesse cambiare in meglio eh eh eh eh…, ora che ero un avvocato, credevo solamente a questo punto di poter condurre una vita dignitosa e decorosa, invece no, ho aperto uno studio che mi sta affossando dai costi, affitto, telefonate, tasse varie,e vivo a 36 con i miei. Guadagnerò si e no 500 euro al mese come la maggior parte dei miei colleghi della mia età che si vergognano di dire quanto guadagnano a 30- 40 anni e vanno avanti con gli sponsor.. .salvo che non siano figli di…….ovviamente. Se accettavo di andare a lavorare in uno studio legale già avviato si prospettavano dai 500 euro agli 800 euro senza essere assicurato ehehh e.e lavorando solo e esclusivamente per l’avv. senior, punto e da capo eheh eh
    Sono arrivato alla conclusione che per svolgere la professione ai giorni d’oggi non è importante essere dei bravi avvocati devi avere le spalle coperte o essere figlio di un avvocato o avere una fonte di clientela sicura che ti garantisca di fatturare veramente, se no sei alla fame come l’80 percento dei giovani avvocati che guadagnano 500 euro al mese e che non parlano sui loro guadagni da miseria dai 30 ai 40 anni.
    Per me la vergona sono i vecchi avvocati che hanno creato questo sistema inflazionato con l’unico fine di garantirsi la loro sporca e ricca pensione lasciando marcire le generazioni future.
    Per me la vergogna sono le università di giurisprudenza e tutto quello che ruota intorno queste, che pur sapendo che il mercato era inflazionato hanno continuato a illudere gli studenti sfornando disoccupati ho futuri giovani avvocati alla fame.
    Per me la vergogna è questo paese che per i giovani se non sono figli di….. sono condannati a morire lentamente.
    Concludo dicendo a tutti quelli che vogliono fare l’avvocato, se non siete figli di avvocati, politici, non avete soldi di famiglia per sopperire, quantomeno a cinque- dieci anni di miseria dopo essere diventati avvocati, trovatevi un altro lavoro fintanto che siete in tempo con i limiti di età.

  83. Credo che tu Alesandro parli così perchè sei stato fortunato oltre che bravo ovviamente. Quest’anno ho sostenuto l’esame per la quinta volta dopo essere stata bocciata una volta all’orale e nonostante quest’ultimo fosse andato bene. le cose sono andate proprio così . che tu voglia crederlo o meno. esercito a pieno ritmo e con ottimi risultati eppure a Torino non erano dello stesso avviso. ho subito una ingiustizia di portata inestimabile. ma considerata la tua esperienza non potresti capire. Le ingiustizie e le caste esistono eccome nel nostro ambiente ed è giusto che si sappia. é scandaloso ma solo chi vive un simile calvario sulla propria pelle ne prende atto.

  84. La penso esattamente come Ernesto.
    Se passa questa vergognosa riforma per un esame che andrebbe già abolito in quanto “ostacolo non rimosso dallo Stato”
    MAI PIU’ VOTARE PDL MA VOTARE “DI PIETRO”
    Noi abbiamo sudiato già abbastanza per poter esercitare una LIBERA professione.
    STIGMATIZZIAMO I POLITICI CHE VOTERANNO A FAVORE!

  85. E’ triste la situazione di chi, dopo anni di studio e praticantato e di effettivo svolgimento della professione sul campo non vede riconosciuti i suoi sacrifici, sono solidale con tutti i colleghi che non ce la fanno più con questo sistema nè con le prevaricazioni ( e credetemi tante!) di chi è un “vecchio ” avvocato nei confronti dei giovani!!! Sono anche d’accordo con Alessandro da Roma, il lavoro e lo studio premiano!!! La tua esperienza può essere da conforto(!) ma non può essere presa ad esempio se su dieci testimonianze solo la tua è “positiva”! Bisogna che effettivamente le cose cambino per tutti, è vero il lavoro e lo studio premiano ma solo se verificati sul campo!!! Auguro a tutti un anno pieno di serenità e forza per ottenere il successo che ognuno di noi merita!!!

  86. Naturalmente esistono esempi sia in un senso che nell’altro, mentre non credo proprio – e parlo per esperienza personale – che si possa fare di tutta l’erba un fascio additando l’esame da avvocato come un esame pilotato o che premia solo i figli di qualcuno.
    Io non avevo nessun “santo in paradiso” e, come me, altri 4 colleghi che nel mio stesso anno fecero l’esame. Era il 2003, l’anno in cui la commissione incaricata di correggere i compiti di Roma era quella di Milano; quindi non certo una delle più permissive, anzi.
    Personalmente, ho studiato 14 ore al giorno circa per 7 mesi consecutivi (giugno-dicembre) mentre, laddove non potevo per impegni presso il dominus, studiavo di notte. In questo modo, ho dapprima passato i 3 scritti con una votazione complessiva superiore a 120 (più di 40 per compito) e poi l’orale con tanto di complimenti della commissione; e per quelli che pensassero che potrei essere stato privilegiato cito un paio di domande che mi vennero fatte all’orale e che ancora mi danno gli incubi la notte: la doppia causa nella delegazione, nell’espromissione e nell’accollo con tanto di descrizione analitica dei tre istituti e la procedura di adozione internazionale, passaggio per passaggio.
    Lo stesso è accaduto ai miei quattro amici, tutti passati come me alla “prima botta”, sia allo scritto, sia successivamente all’orale.
    Nel frattempo, anch’io ho potuto assistere nei tre giorni di compito a gente che diceva di aver fatto l’esame 7 volte e poi, al momento di sviluppare la traccia, confondeva un contratto reale (quale il comodato) con un contratto ad effetti reali o usava a briglie sciolte brocardi latini “rivisti” e decisamente “italianizzati”, per non dire altro sugli orribili orrori di ortografia di alcuni aspiranti avvocati.
    Come venne riferito anche a me, infatti, gli errori di ortografia e quelli di sintassi non sono accettabili; confondere un “se io avessi” con un “se io avrei” o un “che” con un “ke” vuol dire rivedersi l’anno dopo di nuovo allo stesso banco e non c’è nulla di più giusto.
    Passi infatti la mancanza dell’italiano giuridico, ma non certo la mancanza dell’italiano.
    Il bello è che le stesse cose le vedevo anni prima all’università.
    Condivido quindi il pensiero di chi propone una miglior selezione universitaria ed un praticantato più qualificante, mentre non condivido neppure lontanamente l’assurdo concetto secondo cui l’esame è pilotato, privileggerebbe le caste, e bla bla bla. Fandonie belle e buone.
    Studiare come e più degli altri premia. Sempre.
    Uno dei tanti avvocati di Roma

  87. questa riforma è una vera fesseria, semplicemente inutile e improduttiva di effetti positivi, se non per i baroni avvocati che sono i veri beneficiari della predetta riforma, che hanno trasformato l’ordine degli avvocati in una vera corporazione produttiva di privilegi finalizzati a drogare il mercato del lavoro, secondo logiche parassitarie ed immorali contro la meritocrazia ed il libero mercato, che vuole la leale competitività come vaccino, agli arbitrati dei potenti, che in spregio ad ogni ragionevole buon senso, sta nel caso in argomento distruggendo e depauperando la professione forense. n.b. se passa questa vergognosa riforma lo scrivente praticante da elettore del pdl passerà a votare di pietro, e questo è l’invito che rivolgo a tutti i praticanti avv. passate la voce un abbraccio a tutti.

  88. ciao, colleghi tra qualche giorno saremo d’esami…sono a pezzi, è la 3 volta….e parlano di stato di diritto ed i nostri diritti, dopo anni di studio e di lavoro non retribuito…una 30enne in piena crisi di nervi.

  89. ahahahah un laureato deve soffrire per più di 3 anni per diventare avvocato (se è fortunato) e un criminale deve aspettare 2 anni per essere discolpato??!! hahahahah si vede che ne capiscono di giustizia…

  90. Io ho dato l’esame un infinità di volte una volta..una volta ho anche superato lo scritto per poi essere bocciato all’orale,.. che dire. Ogni tanto ci riprovo ,non so per quanto tempo potrò ancora visto che sono quasi al limite di età che viene ora proposto.
    Ovviamente dovendo campare, da anni ho cambiato attività ora sono un piccolo imprenditore. Sono soddisfatto anche se un po di rammarico mi è rimasto perchè è una professione che mi sarebbe piaciuto svolgere.Se posso dare un consiglio ai giovani praticanti .. non investiteci troppo, valutate un ventaglio di possibilità professionali, tenete presente che dopo i 32/33 anni è praticamente impossibile trovare un lavoro dipendente nel privato…In bocca al lupo a tutti!!

  91. Io ho dato l’esame per la prima volta quest’anno e sono stata bocciata all’orale. Sono andata ad assistere a tutti gli appelli della mia commissione, perchè passavo il penultimo giorno, e ogni volta su cinque candidati due venivano bocciati, il 2° e il 5° o il 1° e il 3°. Sarà un caso???
    Stavolta è toccato a me… tra poco riproverò lo scritto, ma se per disgrazia non dvessi passarlo credo che abbandonerò il mio sogno e mi cercherò un lavoro “vero”

  92. Sono un ragazzo praticante avvocato dal 2004 e, quest’anno, dovro’ ridare questo benedetto esame per la quarta volta!
    Ma è possibile che dopo anni di studio, un’attività legale continua e con un certo fatturato, con moglie e due figli a carico oltre alla casa appena acquistata, debba sentirmi certo del precariato e con nessuna prospettiva?
    Per lo stato io tra un anno e mezzo, quando scadrà il patrocinio, dovro’ salutare i miei clienti e dire loro che fino adesso abbiamo scherzato! Che si affidino pure ad altri professionisti perchè io non posso piu’ assisterli?
    Sono veramente deluso dal sistema che ti permette di gestire il contenzioso per 5 aani di patrocinio e poi ti lascia a casa a 35 anni, quando sei un ramo secco per le assunzioni!
    Mi auguro che il sistema cambi, senno’, dovro’ valutare lavori alternativi con profondo dispiacere e rammarico.
    In bocca al lupo a tutti e che sia l’anno buono!!

  93. l avvocato è l’unica professione al mondo in cui per guadagnare 1000 euro al mese (senza un contratto, tfr, malattia, diritto a ferie, straordinari, perche di questo parliamo, cioé peggio dell’ultimo apprendista dell’ultima aziendina del mondo) devi fare due anni gratis più in esame che ti fa perdere un altro anno. e poi? uno su mille ha la bravura ( e soprattutto la fortuna) di capitare nel posto giusto al momento giusto e diventare socio,non prima dei quarant anni passati ovviamente; per la restante massa si apre una prospettiva di schiavitu a vita in uno studio legale a fare i dipendenti senza diritti, con la speranza prima o dopo di avere un numero sufficiente di clienti per riuscire a mettersi in proprio, cosa oggigiorno quasi impossibile: i clienti non pagano perché le cause durano un eternita e quindi prima di te pagano il dentista che in un giorno fa il lavoro; quello che assicura un entrata fissa sono le convenzioni con le aziende per il giudiziale e lo stragiudiziale, che sono in mano a pochi studi avviati. se non hai un grosso giro di clienti a fine mese non mangi, se poi devi pagare una segretaria non ne parliamo: ti devono entrare almeno 100000 euro lordi, altrimenti non vale la pena. conosco bravi avvocati quarantenni che pero non hanno abbastanza clienti per mettersi definitivamente in proprio (dove vuoi andare con un paio di usucapioni, due tre sfratti, e qualche precetto?)
    poi a fine mese se anche lo studio ti da 4000 euro devi togliere iva, irpef cassa avvocati e un mucchio di cose (perche sei un libero professionista che fa la fattura allo studio, anche se é lo studio che decide quanto darti)e alla fine non ti resta un piffero, e considerato che una brava segretaria, di direzione si porta a casa anche 2300 euro netti al mese, non laureata, con la tredicesima ecc, alle cinque è a casa e il sabato non lavora, chiedo: vale la pena fare sto mestiere? la maggiorparte degli avvocati con cui ho parlato mi ha detto che se tornasse indietro farebbe altro, e io prima di entrare nel tunnel senza uscita di questa professione diventata un disastro, faccio l’esame e poi cerco altre strade.se devo lavorare per fare volontariato vado a fare il missionario in africa, non certo lo schiavo in uno studio legale.

  94. Cari colleghi anch’io come molti di voi dovrò sostenere l’esame per la terza volta!Mi sento proprio umil1iata da tutto questo sistema!Non possiamo e non dobbiamo continuare a subire!Svegliamoci e facciamoci sentire!!!!!

  95. cari colleghi viviamo nel paese delle banane!
    il praticante avvocato non ha mai avuto diritti ma solo obblighi nei confronti di un dominusa che, rispristinando la schiavitù, ha lucrato sul nostro lavoro, sulla nostra passione e al termine dei due anni ti dice:”grazie per latua preziosa collaborazione, ma non ho più bisogno di te” mandandoti a quel paese… tanto ogni anno le facoltà sfornano tanta nuova forza lavoro gratuita…che ne penso?? senza parole

  96. Salve, mi chiamo Luigi. Sono praticante avvocato dal 2003; purtoppo, per quattro volte non ho superato l’esame di abilitazione. Mi chiedo, in forza della riforma preannunciata e oramai prossima, potrò ancora continuare a sostenere l’esame? Sono amareggiato, disperato! Sento che mi si vuole stroncare la carriera! Vorrei che qualcuno mi aiutasse! Sono disponibile ad ogni tipo di iniziativa per contrastare questa ingiustizia che si va profilando! Aspetto vostre determinazioni.

  97. Lavoro presso uno studio legale una media di 40/45 ore la settimana; raggiungo lo studio con mezzo privato; faccio lavoro di cancelleria nonchè una media di 1 trasferta la settimana presso i tribunali della provincia; mi sono laureato nel gennaio 2008 ed ho cominciato la pratica forense a marzo dello stesso anno; ho pagato più di 300 euro per l’abilitazione a patrocinare le cause di minor valore (ma all’infuri di qualche multa ad un parente – ovviamente gratis – non faccio); il mio avvocato ha molta stima di me e mi fa lavorare sodo apprezzando quello che faccio e come lo faccio.Non mi paga nemmeno un centesimo di euro, al più un caffè al bar. Che ne penso di questa riforma secondo voi?Che è giusto fare andare avanti solo quelli che vogliono davvero fare l’avvocato così com’è giusto che a fregiarsi del titolo siano solo quelli che veramente vogliono esercitare la professione, ma oggi questo giro di vite mi dà l’impressione di essere una rappresaglia degli avvocati che il lavoro ed i guadagni abbondanti già ce li hanno e vogliono trovare un modo per impedire di lasciare spazio alle nuove leve.Ditemi che ne pensate.

  98. mi rivolgo a guido che ha superato l esame al primo tetativo …….penso che l orale nn lo superi perche in sede di esame capiranno che parli col c..o —-poi mi dirai studio costante,etc etc tu arai un altro che andra poiu a rispondere al telefono in un call center senza offese a loro

  99. Con tutti i problemi della giustizia si va a riformare l’accesso alla professione!!! Semplicemnte assurdo folle ed insensato si va a penalizzare chi non ha avuto mai nulla a che fare con la giustizia e non chi per anni ed anni non ha fatto altro che peggiorare questo sistema!!!
    Invece di andare verso una liberalizzazione della professione che non farebbe altro che comportare minori costi, maggiore professionalità e risolverebbe realmente il problema si vuole blindare l’accesso a pochi privelegiati!!!
    Questo paese deve lasciare la libertà ai giovani di affermarsi invece di creare continue problematiche ed allungare sempre di più il loro ingresso nel mondo del lavoro, i problemi che abbiamo oggi non li abbiamo mica creati noi giovani!!!
    Mi chiedo ma quanto ITALIA diventerà veramente LIBERA ed inizierà ad essere COMPETITIVA…..lo dovrebbe fare con questi sono i progetti di riforma????!!!!!
    Semplicemente assurdo!!!!
    Semplicemente Vergognoso

  100. bhe che dire…l’esame è selettivo ma non impossibile….io l’ho passato al primo tentativo, peraltro senza fare alcun corso di preparazione) e non sono certo un genio…Non credo che che entrino in gioco nepotismo e raccomandazioni. La figlia del titolare dello studio in cui ho fatto pratica ha fatto l’esame quattro volte e non l’ha passato e vi assicuro che non è affatto stupida. La chiave del successo in questa prova sta in tre fattore: studio costante (ragionato, non mnemonico stile università) pratica effettiva (no cancelleria, no soli precetti o decreti ingiuntivi, ma atti, pareri, ricerche giurisprudenziali, lettura ragionata delle sentenze) e fortuna. Io durante la pratica nei ritagli di tempo studiavo, mi informavo, se andavo a fare una notifica mi leggevo l’atto da notificare e non perdevo ore al bar del tribunale come molti altri praticanti. Il problema cari amici, è il dopo, siamo veramente tanti e il lavoro è poco. Se continua cosi vi confesso dovrò mollare…forse andro all’estero..qui in italia o sei troppo vecchio (ho 31 anni) o troppo qualificato. Quindi ai giovani mi permetto di dare un consiglio…o avete degli agganci, delle conoscenze, delle raccomandazioni…o fate altro prima che sia troppo tardi..(un avvocato pentito)

  101. ragazzi,io ci sto!organizziamo qualcosa è una vergogna!mi hanno bocciata un mese fa all’orale e credetemi non me lo meritavo!e poi dicono che all’orale dovrebbero premiare chi ha fatto una pratica seria..ma non diciamo fesserie!sono passate persone che hanno già un posto fisso e ben retribuito, le quali non se ne fanno niente del titolo!ed io che studio da una vita,mi sono sbattuta in giro per tribunali e cancellerie risparmiando la fatica al deominus che non mi ha mai dedicato 5 minuti del suo prezioso tempo per parlare di diritto,ho fatto un corso per prepararmi allo scritto,l’ho passato,ho trascorso un’estate sui libri,sono ancora sulle spalle dei miei quando mie coetanee impiegate stanno molto meglio di me?!?è vergognoso!!!

  102. Salve a tutti, anche io sosterrò la prova scritta per la seconda volta quest’anno, lo scorso anno sono stato bocciato solo perchè sono figlio di nessuno e non abbasso la testa mai di fronte a chi sostiene questo modo di fare barbaro e castista.
    Purtroppo in questa professione vanno avanti i vari figli di e gli affiliati alle Massonerie, si le Massonerie!!! Nessuno ne parla ma tanto funziona così, anche se la costituzione vieta le associazioni di stampo fascista (e le Massonerie lo sono) chi vi è iscritto va avanti e dopo lavora anche con cospicui guadagni in quanto è tutto un farsi favori tra di loro.
    Mi domando perchè non venga fatta una riforma che ci renda concorrenziali nel mercato internazionale, ossia una riforma sul tirocinio basata su di una pratica abilitante e volendo con un test di ingresso pre università.
    Alla fine il nostro esame non è un esame di abilitazione ma si è trasformato in tutto e per tutto in un concorso…solo che chi supera i concorsi poi riceve stipendi profumati dallo stato, mentre chi supera l’esame di Avvocato se non possiede studi di famiglia deve cominciare da zero, magari indebitandosi per chiedere qualche prestito alle banche per cominciare l’attività.
    I due anni di pratica, con prove intermedie presso i rispettivi consigli dell’ordine dovrebbero essere sufficienti per dare l’abilitazione alla fine sono i membri dei rispettivi consigli che ci vedono in giro per i tribunali e che possono constatare se effettivamente abbiamo svolto una pratica adeguata. Perchè sostenere ulteriormente (parlo dell’orale) un esame basato su materie accademiche?? Allora quelli sostenuti all’università non erano validi?..sei materie in 45 minuti…come si può concepire di dare una valutazione corretta su programmi così vasti in così poco tempo e con così poche domande??..qua si parla di ragazzi/e che hanno investito tempo, denaro e vedono il loro futuro stroncato nel giro di pochi minuti! Per non parlare dello scritto…dovrebbe esserci un metro di valutazione uniforme da nord a sud e non basato sull’umore di chi in quel momento legge il compito..
    Secondo me servirebbe una protesta ben fatta, inutile lamentarsi e non fare niente per poi dimenticarsi di tutto una volta superato l’esame! Potremmo superare l’esame in un’eta dove ormai non saremmo più concorrenziali.
    Proteste in piazza, manifestazioni sotto i palazzi del potere e soprattutto scioperi nei rispettivi studi, si lo so che rischiamo un bel pedatone dai nostri dominus..ma vedrete che se ricominciano a farsi le file nelle cancellerie, ufficiali giudiziari, assicurazioni ecc…come capiscono l’utilità del praticante che non hanno mai pagato fino a quel momento!!!
    Loro guadagnato soldi sulle nostre spalle..mentre noi siamo in coda loro trattano con i clienti, mentre noi scriviamo memorie ed atti lunghissimi che poi loro firmeranno loro si fanno la bella vita e poi incassano soldi ed attestati di stima.
    Se ricominciassero a fare quello che facciamo noi forse qualcuno che conta potrebbe spendere due parole nei palazzi del potere in nostro aiuto.
    Ricordiamoci che lavoriamo gratis per anni e che questi anni non ci verranno riconosciuti ai fini pensionistici…semplicemente siamo una categoria che non esiste e non ha diritti…..
    Secondo me è giunto il momento di farci sentire in maniera forte ed imponente!

  103. Il mio sfogo; sicuramente qualcuno si riconoscerà nella mia storia.
    Mi sono laureata in giurisprudenza (vecchio ordinamento) ad aprile scorso dopo aver superato un calvario degno di un martire, avrei potuto laurearmi 2 anni prima se solo non avessi dovuto ripetere l’esame di procedura civile per 7 volte. Avevo già terminato la mia tesi che nell’attesa è stata sottoposta ad innumerevoli cambiamenti ed aggiornamenti dovuti al tempo perso per superare l’esame.Finalmente è arrivato il giorno della mia laurea e solo solo 15gg fà ho effettuato l’iscrizione al registro dei praticanti perchè la mia città straborda di avvocati e nessuno intendeva prendere un praticante in più ed ho anche dovuto pagare una cifra esorbitante per l’iscrizione che ho conquistato lavorando in call center 8 ore al giorno e andando in un bar la sera a servire ai tavoli. Lo so, non è bello lamentarsi e ricevere compassione ma se questa riforma dovesse essere approvata io che sono figlia di nessuno cosa dovrei fare per diventare avvocato e mettere a frutto i sacrifici miei e quelli dei miei genitori????

  104. Purtroppo credo che l’esigenza di una riforma del settore giustizia sia evidente per tutti gli addetti alla materia.

    Il problema sta in verità sta a monte, servirebbe il numero chiuso per l’accesso a giurisprudenza.

    Dato che questo non c’è il numero dei laureati nella facoltà è sproporzionato, quello degli attuali avvocati è poi imbarazzante e tale da ledere gli stessi neo ammessi.

    Non credo ci sia altra strada che riformare integralmente il comparto giustizia, ridando decoro alla professione forense e, allo stesso, tempo limitare ingiustificabili posizioni di privilegio proprie del notariato (nelle forme attuali è, a mio avviso, retaggio medioevale) e di magistratura.

    Gli accessi a tali professioni sono infatti troppo discutibili ed il loro numero assolutamente inadeguato alle attuali esigenze.

  105. IO DICO SOLO UNA COSA: AVREI PREFERITO SCEGLIERE LA CITTADINANZA….IN ALTRI PAESI EUROPEI GLI STUDENTI VENGONO PAGATI PER STUDIARE(PER ESEMPIO IN GERMANIA)QUI INVECE BISOGNA STRAPAGARE PER CREARSI IL NULLA DAL MOMENTO CHE IL FUTURO VIENE ELIMINATO DA RIFORME RIDICOLE E SCONCERTANTI….CHE TRISTEZZA!! POVERA ITALIA!!!

  106. ..chi aderisce in senso favorevole a questa riforma e’ senz’altro molto frustrato dalla vita e da cio’ che non e’ riuscito ad ottenere dalla vita e che non otterra’mai….mi fanno tanta pena…io mi arrangero’ cosi’ come il destino mi riservera’….impegnandomi come sempre e sperando di avere gran pochi contatti con quaeste “persone”.

  107. Carissimi colleghi nonchè Italiani, la situazione italiana degli studenti di giurisprudenza sta diventando una vera e propria porcheria .
    Anni ed anni ad inghiottire insulti e a continuare a piangere sui libri per bocciature non meritate ma dettate semplicemente dalla prevaricazione di un baronato squallido…I vecchi avvocati, stanno semplicemente preservando le loro sedie alle loro generazioni, e ciò ormai non ci sbalordisce…il numero chiuso le bocciature le scuole post-laurea, il lavoro del padre!Questo è quello che conta non dimentichiamoci che la rivoluzione è sempre stata degli altri (v. Riv. francese), a noi non resta che abbassare la testa…tanto più sono ingiuste le cose meglio risultano..
    A questo punto occorrerà però che cè lo dicano in faccia:”lei è preparata forse più di me, che sono solo un ricco figlio di papà e ancora ho dolore per i calci ricevuti……..ma purtroppo sa presto si laurereà quel cesso di mia sorella e da qualche parte la dovremo pur mettere ….(lo zoo era chiuso!!!!!)…però se magari lei forse ……è libera stasera??????…..
    Questa è la realtà, a noi dicono di andare a fare i lavori non intellettuali pur essendo preparati e intelligenti e loro conservano ala poltrona…..
    La riforma della giustizia ….i tempi sono lunghi accorpiamo le udienze….bla…bla….ma far entrare più gente in magistratura ????no….per carità…e poi un giudice, per un anno si occupa di esecuzioni e la’nno successivo l’ho mandano ad occuparsi di minori….tanto gli immmobili si sà nel nostro codice sono meglio tutelati….no?????

  108. Concordo pienamente con Andrea…… bisogna andare sotto la casa del professor Alpa e di Alfano e farci sentire!
    Questi sono dei pazzi che ci stanno portando via il nostro futuro per salvare le loro poltrone…… ci dobbiamo mobilitare in massa per evitare di farci mettere i piedi sopra la testa! la votazione in commissione giustizia doveva esserci ieri ma è stata rinviata per il 15 settembre….. comunque è solo questione di tempo…. se non facciamo sentire la nostra voce subito poi sarà troppo tardi!
    A SETTEMBRE TUTTI A ROMA!

  109. Ciao
    Sono rumeno. Ho studiato 4 anni presso l’Università di Studi Giuridici specializzazione in Giurisprudenza. In Romania, può esercitare la professione di avvocato in aziende private o consulente legale della pubblica amministrazione. Per fare pratica, di diritto o il notaio deve soddisfare tutti i tipi di condizioni di concorrenza sleale.
    Ora mi riconosce la mia laurea in Italia. Non posso più probabile che in Romania.
    3 anni di lavoro come una società avvocato. Mi auguro che questo periodo equiparato per vedere quanto tempo è necessario che tutto il mondo.
    Che miseria!
    Dopo molti anni di studio hanno un diploma e non è possibile in pratica, il campo che si desidera …
    Tutti i migliori e tutti di successo!

  110. La colpa è nostra perchè non ci ribelliamo a queste ingiustizie.
    Dovrebbero mettere invece l’accesso per l’iscrizione alla Facoltà di Giurisprudenza, così se uno non entra non spende denaro e anni di tempo.

  111. cosa aspettiamo a fare una grande manifestazione ed andare sotto la casa di Alpa presidente del Consiglio Nazionale Forense e del ministro della giustizia Alfano? la riforma prevede che dopo tre tentativi falliti all’esame uno deve abbandonare! vergogna!! l’esame di abilitazione per avvocato è esame non concorso a numero chiuso come per notai e magistrati dove valgono i tre tentativi. Muoviamoci ora perchè la riforma si avvvicina e il comitato ristretto al senato che si sta occupando della riforma ha terminato il proprio lavoro! cosa aspettano le associzioni dei praticanti a muoversi con studenti universitari e giovani avvocati (la riforma infatti elimina i giovani avvocati oltre che i praticanti legali)

  112. E’ vergonioso ciò che sta accadendo secondo me si tenta di bloccare la formazione di nuovi avvocati perchè gli avvocati di vecchia data mantengano il loro posto nei tribunali

  113. Abolite l’esame di stato che serve solo a dare potere alle caste!
    Rendete il tirocinio qualificante!
    Sarà il mondo del lavoro a fare selezione, non devono decidere i grassi potenti dei consigli forensi!

  114. Più di preoccuparmi di effettuare vergognose riforme dell’accesso, già abbastanza difficile e che di per sè non garantisce alcuna garanzia alle nuove leve che entrano nel mondo giudiziario, io CONSIGLIEREI CALDAMENTE a chi governa di effettuare una riforma del periodo di pratica forense, che è davvero scandaloso: inutile ai fini della preparazione all’esame, degradante e dequalificante, non pagato e in più (almeno x mia esperienza personale) sfruttato dal dominus per i propri bisogni personali piuttosto che per finalità formative. Si vuole poi ottenere una riduzione del numero di avvocati che inquinano le aule giudiziarie? bene, anzichè mettere dei limiti d’accesso, mettendo un limitè per l’esercizio dell’attività professionale a 65 o 70 anni vedrebbero come il numero di avvocati sulla piazza diminuirebbero almeno della metà! VERGOGNA

  115. E’ assurdo!!!ma non parlavano di liberalizzazione delle professioni??poi (per quanto credo sia prevista una disciplina transitoria quinquennale)le cose (se proprio devono) le devono cambiare per chi deve ancora iniziare giurisprudenza non per chi l’ha finita o la sta facendo!Si deve sapere da subito a cosa si va in contro scegliendo una facoltà al posto di un’altra e non si possono cambiare le regole del gioco a metà partita!Io mi sono appena laureata e se dai 5 anni di vigenza della vecchia disciplina ne tolgo 2 di praticantato e 1 perchè devo aspettare ottobre per l’esame mi rimangono 2 tentativi…E non sono figlia di nessun Paperon de Paperoni..Quindi mi chiedo se non passo in 2 botte cosa devo poi tornare a fare la scuola di specializzazione? E chi me la paga?I genitori svenati dagli anni universitari che si ritrovano una figlia ormai trentenne (ho 25 anni) che deve ancora chiedergli i soldi per le sigarette?Se proprio devono fare qualcosa che cambino le materie o levino i codici commentati almeno quelle sono cose democratiche e ci si ritroverebbe tutti sulla stessa barca ma mettere scuole di specializzazione a pagamento è profondamente ingiusto!Del pari limitare i tentativi a 3…Chi ha meno possibilità non sceglierebbe mai una strada che dopo anni di sacrifici (passi l’università ma i 2 anni di praticantato gratis proprio no)può non portare a nulla!!Quindi se proprio vogliono mettere le mani sulla carriera forense (già proibitiva) che pensino al primo esame di diritto privato e al sinallagma: do ut des e facciano pagare gli anni di praticantato!

  116. Ciao Christiano,

    ma che t’aspetti. Io sono dovuto andare a lavorare in Inghileterra e questo e’ uno dei tanti motivi. Qui non mi hanno chiesto chi fosse mio padre, mio zio o mio fratello.
    Mi hanno fatto fare un c@#+ quadrato, mi hanno pagato ed adesso posso svolgere almeno parte della professione che vorro fare in futuro.
    Non tutti pero’ hanno la voglia o la possibilita di fare quello che ho fatto io… che a molti puo’; sembrare un atto codardo.

    Comunque, l’attuale situazione mi richiama ad una poesia di Hikmet, se non ricordo male, “la vita non ‘e uno scherzo”…

    meditate gente, meditate

  117. E ovviamente una vergogna.
    Non si dice che il 90% degli avvocati proviene da famiglie benestanti, e ora con le scuole post professionali a pagamento sarà peggio.
    Ulteriore assurdità un praticante abilitato (che dunque fa cause in proprio) non viene giudicato in base ai risultati professionali ma sulla base di nozione meramente teoriche (che gli esaminatori stessi non saprebbero senza l’ausilio dei testi), e per di più dopo sei anni perdono l’abilitazione. Per cui c’e gente come Carmela, o come me che fa bene il suo lavoro, ma che dopo sei anni perde l’abilitazione perche non si ricorda una cosa nozionistica o una scadenza su tremila che ce ne sono nel codice. Ora mi chiede il diritto al lavoro, di chi lavora bene dove è andato a finire? protestare? non serve a nulla…l’unica cosa e sperare nella buona sorte, cambiare lavoro o fare l’abusivo… GRAZIE ITALIA PAESE DALLA MILLE POSSIBILITA (SOLO PER I RICCHI) E PAESE DEL POPOLO DELLE LIBERTA (LIBERTA DI BERLUSCONI E DEI SUOI FIGLI DI AVERE 4 TELEVISIONI, GIORNALI, QUOTIDIANI, COMANDARE L’OPINONE PUBBLICA DEL PAESE MANDANDO IN ONDA IL GRANDE FRATELLO INVECE DI ELUANA)

  118. ho letto la riforma non parla di nessun limite anagrafico di 40 anni per essere iscritto nelregistro dei praticanti.da dove deriva tale fonte di limite di 40 anni grazie.per il resto sono con voi contro la riforma

  119. Invece di riformare i tirocini si rende più difficile l’esame di abilitazione.
    Si dovrebbe,di contro ,semplificare l’esame e migliorare l’apprendimento della professione
    Si vuole consolidare una squallida realtà: pochi principi del foro strapagati che sfruttano i praticanti non abilitati.
    Non bastava lo scandalo della riforma castelli ocorreva difendere i baroni delal professione

  120. Io ho dovuto sostenere lo scritto per la quarta volta a Torino dopo venti giorni dalla bocciatura all’orale che non ho passato nonostante abbia saputo tutto. non sono raccomandata nè figlia di avvocati e questo è il risultato.credo di sapere fare bene il mio lavoro e nonostante tutto sono ancora appassionata. ho l’impressione di essere stata bocciata proprio per questo motivo. e poi mi dicono che la riforma è finalizzata a far passare i meritevoli. non mi facciano ridere!

  121. La riforma deve essere fatta a livello di università, ponendo l’accesso a numero chiuso come esiste per medicina. Credo che sia inconcepibile per uno stato civile che un ragazzo, dopo anni di studi in giurisprudenza, si trovi in mezzo ad una strada…tanto meglio allora che possa cambiare strada subito,all’inizio degli studi. Chi vuole veramente studiare giurisprudenza infatti sarà sicuramente motivato a superare l’accesso alla facoltà. Molti ragazzi studiano giurisprudenza tanto per avere un titolo e poi non trovando lavoro (perchè in Italia gli studenti tutti sono dei poveracci) si buttano sulla libera professione, senza magari averne passione.
    E’ ovvio che i figli dei politici continueranno a diventare avvocati anche con la riforma e non avranno certo problemi a permettersi una scuola a pagamento, ma per i comuni cittadini le prospettive sono davvero tristi.
    L’Italia sta diventando sempre più il terzo mondo.

  122. è semplicemente una vergogna.è la terza volta che ci provo e non riesco a capire perchè non l’abbia passato prima dato che nei miei compiti non vi era alcuna correzione. io lavoro da sola con qualche clientuccio, solo che quando il valore della causa esorbita quello di mia competenza son costretta a fare io l’atto e chiedee il favore a qualche collega iscritto all’albo di firmarlo. così anche quei quattro soldi che racimolo se ne vanno nelle mani di chi ha titolo. non ci sono parole per questa pratica disumana e sconcertante qule è l’esame di accesso all’avvocatura. voglion persino renderlo più rigido. persino l’esame per l’iscrizione all’albo dei medici è più semplice. eppure se sbagliamo noi avvocati al òiù avrem perso una causa, dl tempo, dei soldi, se invece commettesse un errore un dottore…………….la si si rischia la vita. ……….che chi ha il potere di giocare con le nostre vite possa riflettere in fondo non deve mica darci uno stipendio, solo la possibilità di crearci un futuro dopo anni distudio sacrifici e umiliazioni, la selezione avverrà sul campo

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