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Si è svolta a Pescara in presenza di autorità comunali e del Rettore Ferdinando Di Orio l’assemblea pubblica degli studenti dell’Università di L’Aquila e dei loro genitori, per discutere della delocalizzazione dell’ateneo e del proseguimento delle attività didattiche.

La priorità emersa dalle discussioni resta quella della sicurezza, che secondo gli studenti renderebbe inauspicabile il probabile dislocamento dell’ateneo delle città di Celano, Sulmona ed Avezzano, zone a rischio sismico e caratterizzate da edifici risalenti al post-terremoto che nel 1915 colpì la Marsica.

Gli studenti vorrebbero infatti delocalizzare temporaneamente l’ateneo nelle diverse strutture presenti sulla costa, ad esempio a Lanciano, Chieti e Pescara, luoghi più “tranquilli”, dotati della disponibilità di migliaia di posti letto e maggiormente accessibili rispetto all’entroterra abruzzese.

Tra le proposte degli studenti, il riconoscimento dello status di sfollati e la richiesta di lasciar finire il semestre in corso a L’Aquila, per permettere agli studenti di preparare gli esami consultando dispense diffuse su internet.

Sottolineando l’oggettiva difficoltà nello spostare 700 dipendenti sulla costa, il Rettore Ferinando Di Orio ha precisato che “Pescara, Chieti, Sulmona e Avezzano sono sullo stesso piano di discussione” e che sarà valutata la disponibilità offerta delle varie istituzioni.

Chiarendo che “gli studenti sono al centro del nostro progetto”, il Rettore ha infine dichiarato che
L’Università de L’Aquila si costituirà parte civile per i gravi danni arrecati dal sisma al complesso di Roio, inaugurato soltanto quindici anni fa.