gran sasso science institute

Un polo d’eccellenza nella ricerca e nella formazione, in grado di attrarre nuovi cervelli. Questo vuole essere il Gran Sasso Science Insititute (GSSI), il cui piano strategico è stato presentato lo scorso mercoledì, in Abruzzo, dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo, e da quello della Coesione territoriale, Fabrizio Barca. “Questo vuol dire – dichiara Profumo – che avremo maggiore capacità di attrarre ricercatori giovani ed esperti provenienti da tutto il mondo”. Anche gli Stati Uniti avevano pensato di creare un centro analogo, senza poi riuscire a realizzare l’intento.

Il Gran Sasso Science Insitute, dove la lingua ufficiale sarà l’inglese, si concentrerà principalmente su tre settori, in collaborazione con importanti istituti d’istruzione post-universitaria sia italiani sia esteri: Fisica, Matematica e Informatica, Gestione dell’innovazione e Sviluppo territoriale. Questa scuola di dottorato internazionale potrà anche contare sulla ricchezza scientifica offerta dai vicini laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dove sono presenti studiosi provenienti da tutto il mondo. Le attività didattiche e di ricerca prenderanno inizio a settembre del prossimo anno, sotto la direzione del professor Eugenio Coccia.

Tale progetto, che ha trovato nel governo una gran supporto, ha un piano triennale che prevede oltre 30 milioni di euro destinati alla ricerca. Un piano di grande importanza internazionale, “fortemente voluto dalla Regione Abruzzo e finanziato attraverso fondi Fas”, che potrebbe confermare la candidatura dell’Aquila come capitale della cultura europea 2019. L’istituto “permette alla Regione – spiega il governatore dell’Abruzzo, Gianni Chiodi – di avere un polo di eccellenza con l’obiettivo di attivare iniziative finalizzate ad incrementare e migliorare l’attrattiva e l’integrazione del territorio nel settore della ricerca e dello sviluppo”.

La nascita del Gran Sasso Science Institute ha suscitato, però, anche qualche polemica: “Le risorse finanziarie, grazie alle quali oggi nasce il GSSI, sono – dichiara Ferdinando Di Orio, rettore dell’Università dell’Aquila, assente alla presentazione del progetto – tratte dai bilanci regionali e, quindi, non aggiungono nulla, semmai sottraggono risorse al sistema regionale”. Per il ministro Profumo si tratta, invece, “di un elemento di attrazione di cervelli”, mentre per Fabrizio Barca rappresenta “un’opportunità per il rilancio economico sociale”.