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Regno Unito, è scontro sulle agevolazioni agli studenti poveri

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Dalla documentazione presentata al Ufficio governativo per il diritto allo studio del Regno Unito, arriva la conferma che l’università nutre una mera speranza di mantenere per il 2012 il numero di studenti indigenti attualmente iscritti. Un ulteriore elemento di frizione tra il mondo accademico britannico e la coalizione di governo Tory-Libdem, che ha raccomandato agli atenei di incrementare sensibilmente l’accesso degli studenti indigenti.

Questo primo “neo” evidenziato dalla riforma dell’istruzione superiore, con relativo aumento delle rette fino a 9.000 sterline, rischia di rivelarsi un boomerang per l’esecutivo guidato da David Cameron, che l’ha fortemente sostenuta costringendo anche la componente liberaldemocratica ad accettarla.

La riforma prevede che gli atenei che aumentano le rette a più di 6.000 sterline presentino un piano, detto “access agreement”, con il quale spiegano come intendono favorire l’immatricolazione di studenti provenienti dalle fasce più deboli della popolazione. Questo piano deve includere le proposte sulle esenzioni e i programmi di assistenza alle fasce svantaggiate.

Ora dai ministri competenti è arrivato l’avvertimento: le università che non fisseranno obiettivi ambiziosi per promuovere l’accesso di matricole “indigenti” non avranno la possibilità di stabilire rette elevate. Il vice di Cameron, Nick Clegg(nella foto i due a Downing Street), ha sottolineato che Cambridge avrà il permesso di portare le tasse a 9.000 sterline solo “se proverà di poter sensibilmente aumentare il numero di persone iscritte provenienti dalle fasce povere e svantaggiate”.

Da parte sua però l’ateneo fa sapere che nonostante questo sia il proprio obiettivo, “data l’incertezza finanziaria” di questa fase per il 2012 l’obiettivo sarà quello di mantenere i livelli d’iscrizione del 2011. Gli ultimi dati mostrano che solo il 59 per cento degli studenti ammessi a Cambridge nel 2009 provengono da scuole statali e solo uno su 10 appartiene ai gruppi sociali più poveri.

Sono 122 le università che hanno presentato il piano per l’accesso delle fasce deboli, tutte chiedono di poter aumentare le tasse e due terzi del totale propongono la cifra massima di 9.000 sterline. Ora sarà l’organismo di controllo a decidere chi potrà aumentare le rette e chi no in base alla congruità degli “access agreement”. Gareth Thomas, ministro ombra dell’Università per i Labour spiega che “il governo ha sbagliato completamente il numero di università che avrebbero portato le rette al massimo consentito, e i ministri hanno sbagliato a prevedere che l’entità delle rette potesse essere controllabile dall’Ufficio governativo”.

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