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Proteste e letame davanti casa del ministro Gelmini

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Le proteste contro il ddl di riforma Gelmini, bloccato al Senato, sono arrivate la sera scorsa fino alla residenza privata del ministro dell’Università e della Ricerca. Sono stati infatti appesi striscioni ed è stato depositato del letame di fronte ai cancelli di ingresso alla casa. “Abbiamo violato la roccaforte di Bergamo che ospita il ministro, e scaricato davanti a casa Gelmini la “naturale” reazione alla sua riforma” hanno comunicato gli autori dell’iniziativa in una breve spiegazione inviata alla stampa.

Mentre proseguono le proteste degli studenti contro la riforma dell’università, che ha ottenuto il via libera dal Parlamento e attende ora il voto di fiducia, diversi messaggi di solidarietà sono giunti al ministro Gelmini attraverso la stampa. In prima linea la collega per le Pari opportunità, Mara Carfagna, che ha definito la “protesta” degli studenti sotto casa del ministro dell’Istruzione come un “inqualificabile atto di vandalismo che, forse, nella testa degli autori, vorrebbe assumere un significato politico”, aggiungendo: “La politica è un’altra cosa e oggi dovrebbe prendere le distanze”. Altri messaggi sono giunti poi dal rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, Stefano Paleari, il quale si è detto “profondamente rammaricato per l’episodio avvenuto”, aggiungendo che “tutti sono consapevoli del momento delicato che attraversa il Paese per aspetti che vanno ben aldilà di quelli pur importanti riguardanti la Scuola e l’Università. Proprio per questo è richiesto un atteggiamento sereno e pacato”.

Il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa ha invece definito la protesta come una esibizione volgare e “di cattivo gusto che andrebbe stigmatizzata, oltre che da tutte le forze politiche, anche dagli studenti che hanno manifestato civilmente contro la riforma”.

1 commento

  1. La Ministra non sa cosa significa insegnare ma tagliare a spese di altre persone si,anzi è peggio quando a guidare i tagli sono altri ministri a lei la espongono solo come ministro ma al resto ci pensano gli altri.
    Come ben sa la Ministra è meglio che nelle classi ci va lei a fare lezione solo cosi potrà capire le problematiche di chi opera in questo settore quando c’è carenza di tutto, io direi alla ministra di venire nelle mie zone a verificare come si lavora ” nell’Agro aversano” dove oltre ad avere carenze di qualsiasi genere e ancor di più la platea scolastica…….. prego tanto la ministra di venire lei direttamente senza mandare i suoi rappresentanti che le trasmettono solo i quadri cartacei sempre con esiti positivi ,ma i contenuti veri sono altri,in merito ai tagli penso che c’è da tagliare ben altro ma non tagliare ore agli alunni.
    Insegnante D’Angiolella
    Saluti

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