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Italia poco attraente per gli studenti stranieri

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Non c’è solo l’effetto Amanda Knox a destare preoccupazione per la scarsa presenza di studenti (e quindi di cervelli) stranieri nel nostro Paese. Uno studio dell’istituto di ricerca Vision-British Council conferma infatti che l’Italia è il fanalino di cosa tra i maggiori Paesi d’Europa per attrattività di studenti dall’estero. E per di più, la maggioranza di questi sono giovani immigrati che già si trovavano nel nostro Paese, quindi non l’hanno scelto appositamente per venirci a studiare. I giovani albanesi sono i più rappresentati con il 19,1 per cento rispetto al totale degli stranieri. Seguono i cinesi (8,7), i romeni (8,2) e poi camerunensi (3,9), greci (3,5) e iraniani (3).

Il confronto, che riguarda Francia, Gran Bretagna, Germania, Italia e Spagna, ma è stato esteso anche agli Stati Uniti, mostra che proprio gli Usa accolgono la maggiore percentuale di studenti dall’estero (18,7), seguiti da Gran Bretagna (10 per cento), Germania e Francia (7,3), Italia (2) e Spagna (1,9). Se il calcolo degli stranieri si fa invece sul totale della popolazione universitaria, l’Italia passa in coda con il 3,4 per cento.

Nel 2008, dagli Stati Uniti sono arrivati per studio in Italia soltanto 368 ragazzi, contro i 3.000 di Francia e Germania e i 14.000 della Gran Bretagna. Gli studenti cinesi sono quasi 5.000, un quinto di quelli che scelgono la Germania, mentre gli indiani sono 627 contro i 26.000 del Regno Unito, dove incide molto il legame coloniale. Ovviamente va considerato che a sfavore dei nostri atenei gioca la barriera linguistica, dal momento che inglese, spagnolo e francese sono senza dubbio più diffuse dell’italiano.

Anche guardando al programma europeo di studio temporaneo all’estero, l’Erasmus, l’Italia p all’ultimo posto per studenti in ingresso mentre è tra i primi per “export”. Nelle nostre città universitarie, attraverso l’Erasmus, arriva l’8.8 per cento dei studenti “in movimento”, la metà circa della Spagna, che attrae il 16,7 per cento del totale, e due terzi della Francia, dove si reca il 12,4 per cento.

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